Reggina immobile, il mercato amaranto si chiude con tanti dubbi

31.08.2012 20:25 di  Simone Vazzana   vedi letture
Reggina immobile, il mercato amaranto si chiude con tanti dubbi

Anche quest’anno, il 31 agosto non regala nessun colpo al popolo amaranto. La Reggina sta a guardare, cercando più che altro di piazzare i giocatori fuori rosa (ben 7, rimasti tutti sul groppone: Pietro e Antonio Marino, Bonazzoli, Zizzari, Colombo, Castiglia e Giannattasio) e non (su tutti Alessio Viola). Qualche timida offerta per gente del calibro di Ebagua e Chiaretti: da loro sono arrivati solo rifiuti, così come qualche sessione di mercato successe col Carneade Paponi.

La mission della Reggina sembrava chiara, almeno in partenza: organico da completare e rafforzare (necessari, in primis, un regista e un esterno sinistro come riserva di Rizzato; eventualmente anche un attaccante mancino, da schierare a destra nel tridente - praticamente, un’alternativa a Sarno - e una prima punta esperta se non si fosse verificato il reintegro, forzato dallo scarso mercato, di Bonazzoli).

Parola di Dionigi, d’accordo con la società, come più volte dichiarato alla stampa: «Gli accordi con il presidente prevedevano che questa squadra andasse completata, con elementi più esperti da affiancare agli altri più giovani». E i tifosi, probabilmente, ci avevano anche creduto: impensabile non fidarsi di uno che alla Reggina, i tifosi, li ha fatti sognare a suon di gol.

Eppure, i tifosi qualcosa l’avevano fiutata nella conferenza stampa di Dionigi tenutasi in tarda mattinata: «Se non arriva nessuno resto male? No, assolutamente, questo è il calcio, perché ci possono essere difficoltà».

Che ci siano delle difficoltà nel calcio italiano, questo è palese. Ma l’immobilità della Reggina, in una Serie B sempre più povera tecnicamente, è dura da comprendere. La sensazione è che basti veramente poco per elevarsi dal pantano generale della cadetteria, in cui latita il bel gioco e in fin dei conti siano necessari un buon portiere, un difensore centrale capace, un regista che detti i tempi e un attaccante che faccia gol. Nell’anno di Atzori, Puggioni-Costa-Tedesco-Bonazzoli. Anche in quel caso mancò poco al salto di qualità, che si perse a gennaio con la cessione di Missiroli al Cagliari. Riverificatasi un anno dopo, con destinazione Sassuolo. E senza alcun rimpiazzo qualitativamente valido.

Diverse squadre di Serie B si sono decisamente rafforzate. La stessa Pro Vercelli, prossimo avversario degli amaranto, nonché neopromossa. Il Modena, tanto per fare un esempio che non sia il "ricco" Verona (Cacia e Bojinov i colpi in chiusura) ha portato in gialloblù Osuji e Lazarevic. Giusto dire che con i nomi non si vincano i campionati, ma è sbagliato prendere come termine di paragone la tragica stagione iniziata con Novellino e finita con Breda, passando per Iaconi. Si pensi invece alla stagione 2001-2002: la Reggina, appena retrocessa, tornò subito nella massima serie guidata da Mozart, Mamede, Dionigi, Savoldi, Jiranek e tanti altri. O, per non andare lontano nel tempo, al già citato quartetto Puggioni-Costa-Tedesco-Bonazzoli. Senza dimenticare Missiroli e Rizzato. Il sognò svanì a Novara, nella semifinale playoff, a una manciata di secondi dalla fine.


La squadra ha discrete potenzialità, insieme a diversi punti interrogativi. E' un peccato che non sia stata completata in tutti reparti, soprattutto in mezzo al campo.

 

PORTIERI
Ceduto in prestito Kovacsik e messo fuori rosa Pietro Marino, Foti e Giacchetta hanno dapprima cercato di affidare la porta a calciatori esperti (Bremec, Puggioni e Antonioli), per poi scegliere Facchin e Baiocco. Due esordienti in B in un ruolo chiave. Baiocco ha fatto benissimo a Siracusa, fallito dopo la mancata promozione in B: grande prestazione contro il Modena, in Coppa Italia, qualche ingenuità alla prima di campionato sul campo dell’Empoli. Facchin è reduce da un triennio nel Pavia: una promozione in 1^ divisione e due salvezze, l’ultima arrivata a maggio ai playoff contro la Spal, poi fallita.

DIFENSORI
Dionigi vuole una difesa rapida e rocciosa, e sulla carta è probabilmente il reparto meglio assortito: via le seconde scelte (tra cui Emerson e Cosenza) per far spazio a Di Bari, uomo di fiducia del tecnico, Ely, Lucioni e Bergamelli. A questi vanno aggiunti Adejo e Freddi, gli unici sopravvissuti dopo la scorsa stagione. Antonio Marino risulta fuori rosa.

CENTROCAMPISTI
Dionigi ha chiesto un’alternativa per ogni ruolo, e qui iniziano i problemi. Partendo da sinistra, manca un vice-Rizzato. Di Bari si è sacrificato contro la Nocerina, ma non è un uomo di fascia. Così come Barillà, ormai diventato mezzala in un centrocampo a tre. Che però, almeno ad oggi, non ci sarà: il centrocampista di Catona sarà adattato a interno, con licenza di inserimenti, e al suo fianco agirà Rizzo. Il messinese non è riuscito a spiccare il volo in Serie A e, insieme a Barillà, dovrà giocarsi il posto con Hetemaj, Armellino e De Rose. A occhio, uno il doppione dell’altro. Manca un regista (chi ha qualità per ricoprire quel ruolo sarebbe Bombagi, comunque mai provato in quella posizione dal tecnico=, e questa è una lacuna importante: contro la Pro Vercelli non ci sarà Sarno, e non avere un calciatore abile a dettare i tempi e innescare le punte rischia, sulla carta, di portare grandi difficoltà. A destra, si attende il ritorno di Maicon dal Brasile: sarà la terza scelta dopo Melara e D’Alessandro, con Colombo fuori rosa.

ATTACCANTI
E’ il reparto che ha subìto maggiori cambiamenti. Finalmente è stata data fiducia a Vincenzo Sarno (la cui alternativa dovrebbe essere Bombagi in sede di 3-4-1-2), che con Fabio Ceravolo (alla fine la sua mancata cessione è il vero colpo di mercato) ha mostrato grande intesa nel precampionato. Insieme a loro i promettenti Comi e Fischnaller, anche loro esordienti in Serie B. Si aspetta il ritorno di Campagnacci, comunque soggetto a infortuni, senza dimenticare la presenza di Alessio Viola. Anche in questo caso, però, sembra mancare una vera prima punta capace di garantire almeno 15 gol: Comi è pur sempre un ’92, Bonazzoli per adesso è fuori rosa, così come Zizzari. Alessio Viola, nel tridente, rischia di patire il tanto invocato gioco sulle fasce.


Insomma, tanti giocatori in esubero non piazzati e alcuni vuoti importanti non colmati. C’è da valutare anche la situazione dei 7 fuori rosa, considerando che Lecce, Vicenza e Grosseto hanno ottenuto una proroga di 10 giorni per il calciomercato. Fino al 10 settembre, quindi, queste tre società potranno acquistare…

...ma la Reggina per il momento tace. Il telefono di Simone Giacchetta squilla a vuoto. Ora toccherà alla squadra far tornare la gente al "Granillo". Almeno fino al 31 dicembre.