Reggina, che sei brutta!

18.12.2012 02:00 di  Giovanni Cimino   vedi letture
Reggina, che sei brutta!

La situazione, adesso, è realmente preoccupante. La Reggina, regala una prestazione da brividi (negativi s'intende), di quelle che lasciano un retrogusto amaro assai difficile da digerire e sopratutto continua quel progressivo scollamento con la gente, segnato ancora di più inesorabilmente dalla serata che vede l'ennesima sconfitta interna, stavolta al cospetto di un Cittadella tutt'altro che trascendentale. Menomale che ad assistere ad una delle piú brutte versioni stagionali, c'erano poco meno di 3mila spettatori, tra cui appena 198 paganti: non é record negativo, ma poco ci manca.

Prestazione, dunque, da dimenticare in fretta. Non bastavano le difficoltà di classifica, ma la sfida persa contro la Foscarini band, sancisce lo smarrimento definitivo di quell'identità che mister Dionigi aveva costruito faticosamente negli ultimi mesi di lavoro. In campo scende la brutta copia di una squadra di calcio, snaturata tatticamente, in nome non si capisce di quale minaccia, rivolta come un calzino senza un criterio e in allarmante stato confusionario.

LE FORMAZIONI - Dionigi sorprende tutti, continuando sul filone post-Brescia.In campo ci va un 3-5-2 che vede il trio Adejo-Freddi-Lucioni in panchina, con Ely in panchina, D'Alessandro sulla corsia destra, con Melara dirottato in panca, un centrocampo tutto quantità, con Hetemaj-Armellino e Barillà, con il finnico-kosovaro in regia, addetto a servire le punte Ceravolo e Comi. Sarno in panchina, insieme a Bombagi. Spazio alla corsa, la qualità, Dionigi ha decretato, non deve appartenere alla squadra, anche in casa, anche quando c'è da conseguire il risultato, anche quando bisogna incutere timore ad un'avversaria, che non ha bisogno di aiuti.

Foscarini non cambia nulla rispetto alle indicazioni della vigilia. C'è Di Carmine al centro dell'attaco, con ai fianchi Di Roberto e Maah. Baselli in cabina di regia.

LA PARTITA NON DECOLLA - E' dai primi minuti di gara che si intuiscono le difficoltà della Reggina a produrre gioco e a spaventare gli avversari. Hetemaj e il centrocampo sono disastrosi, sbagliando tutto ciò che c'è da sbagliare, mentre il Cittadella si rende insidioso con Di Roberto, il più tecnico della squadra veneta, pur senza impegnare Baiocco, eccetto al 12esimo, quando l'ex Taranto supera in bello stile Rizzato e Lucioni e serve in mezzo Di Carmine, che in girata manda in bocca al numero uno della Reggina.

Il Cittadella aspetta, ma non può fare altro che prendere in mano le redini del centrocampo, vista l'insipienza della formazione di casa, incapace di ridestarsi e a provare a rendersi pericolosa. Là davanti si produce poco, con Ceravolo evanescente e impreciso e un Comi che si dimena ma si rivela troppo nervoso.

Al minuto 28, la Reggina avrebbe persino l'occasione per passare, ma i risultati sono disastrosi. Rizzato si allunga sulla fascia di competenza, serve sulla corsa Barillà che mette la palla in mezzo, Armellino si tuffa sulla sfera, che arriva a Ceravolo, murato a due passi dalla rete dal centrocampista campano.

Gli ospiti avrebbero l'opportunità per affondare, ma si limitano a qualche sparuto contropiede o magari a qualche tiro dalla distanza, senza grosso successo. 

La gara sfila via sino al duplice fischio che sancisce la fine della prima frazione. Reggina da dimenticare, altro periodo di gioco regalato alle avversarie, ma perché?

RIPRESA SENZA SPERANZE - In avvio di ripresa, Dionigi lancia in campo Melara, per un D'Alessandro a disagio con la categoria. La partita, sostanzialmente, non cambia, mantenendosi bruttina.

La Reggina sembra affannarsi a cercare spiragli o giocate, ma i tentativi sono vani e vacui. Il Cittadella, bisogna sottolinearlo, offre l'impressione di non voler affondare il colpo e quando può verticalizzare, facendolo anche bene, conclude l'azione con improbabili tiri dalla distanza.

Al 58esimo, Dionigi manda in campo Sarno, per Fabio Ceravolo: la reazione del Granillo è tutta nei fischi, assordanti, nei confronti di Re Davide, sempre più in confusione. 

60 e 69, i minuti in cui la Reggina crea due opportunità per il vantaggio. Nella prima, Rizzato riceve palla da Sarno, in una delle poche verticalizzazioni giuste della serata, ma d'esterno manda a lato da buona posizione, seppur defilata. Nella seconda circostanza, ancora Rizzato, uno dei pochi positivi, mette una palla da sinistra, ma da buona posizione, Armellino si rivela essere l'uomo sbagliato nel momento giusto, concludendo con una svirgolata a lato.

Entra Fischnaller e la Reggina passa con il 3-4-3, in campo Coly nel Cittadella che si copre, schierandosi con il 5-3-2. I veneti non affondano per nulla il colpo, si attende un possibile colpo di reni della Reggina, che non arriverà. Ma rispetto ai primi 70 minuti di gara, entrambe cercano di offrire un gioco confacente al gioco del calcio. Al minuto 85, Freddi schiaccia di testa malamente da buona posizione, sugli sviluppi di un calcio d'angolo.

Al minuto 87, ancora Rizzato ci prova, incuneandosi in area di rigore, ma la sua conclusione ravvicinata, trova il salvataggio sulla linea di Coly.

Al 90esimo minuto, ecco l'episodio che decide la gara. Basta un'azione vera al Cittadella per punire una Reggina impaurita e fragile. Paolucci mette in mezzo dalla destra, Adejo e Freddi sbagliano l'intervento, velo di Di Carmine, palla a Schiavon che conclude una prima volta, trovando la risposta di Baiocco, la palla resta in area (Melara sonnecchia) e il centrocampista di Foscarini insacca, regalando i tre punti ai suoi.

E' notte fonda, abbiamo scritto nel nostro Live. Effettivamente, la serata regala tanti dubbi e pochissime luci a questa Reggina. Lascia l'impressione di una squadra tornata indietro dopo i progressi di novembre. Lascia l'impressione di un Dionigi in grandissima difficoltà, persuaso, non si sa da cosa, a cambiare completamente atteggiamento alla sua squadra. Questo è il grande interrogativo: perché?? Perché cancellare le certezze acquisite e lasciare spazio a qualcosa che aveva portato la squadra quasi all'ultimo posto della classifica. Domenica prossima, a Grosseto, la sfida delle ultime della classe: brividi.