Notte magica al Granillo. Ma il pareggio non premia la Reggina
«Notti magiche, inseguendo un gol». Quel gol che alla fine non è arrivato, lasciando i 15mila del “Granillo” un po' col magone, ma con un sapore in bocca più dolce che agre. Perché in fondo, questa sera, i protagonisti sono stati loro. La serie B alza il sipario proprio sulla punta dello Stivale e il pubblico reggino risponde presente. Per la prima di campionato, ma soprattutto per la prima vera tappa del Centenario, c'è il pubblico delle grandi occasioni. Quello che non si vedeva dai playoff col Novara o dai tempi della serie A.
L'atmosfera è carica di emozioni, che Francesco Facchinetti, presentatore della serata, sa ben convogliare. Dai Tamburi del Sud a Chiara Galiazzo, lo spettacolo del pre-gara risponde alle attese, ma il vero tripudio è l'ingresso in campo di Maurizio Poli. Senza nulla togliere a Belardi, Cozza e Perrotta, gli altri testimonial invitati dalla società, l'applausometro non ha avuto confronti: la vera “star” è l'esterno pisano, al quale la Curva sud ha rivolto cori anche a gara in corso.
BRIGLIE - E arriva proprio il momento della gara. Qualche novità nelle scelte di Atzori, che conferma il 3-4-2-1, ma lancia subito dal 1' uno dei volti nuovi in casa amaranto, Nicola Rigoni: in panca ci va Colucci. E nella batteria delle mezzepunte, a far coppia con Fischnaller a sostegno di Gerardi, c'è il giovane Louzada. Debutto tra i pali per Benassi.
Alberti, un po' a sorpresa, schiera il suo Bari a specchio, invece che col 4-2-3-1 preventivato alla vigilia dallo stesso Atzori. In attacco c'è dunque Defendi, che agisce a supporto di Galano e Albadoro.
Il tema tattico è dominante nel corso del primo tempo, visto che la Reggina non sembra preparata alla contromossa e rimane imbrigliata nella ragnatela barese. Poche occasioni dunque, oltre a parecchi errori in fase di impostazione, che rendono la manovra poco fluida. Ci prova Fischnaller al 22': l'ex Sud-Tirol si incunea in area e da posizione abbastanza defilata tenta il destro, ma la conclusione non ha la cattiveria sufficiente a sorprendere Guarna. A dover prendere spesso l'iniziativa è il più giovane tra gli amaranto, Louzada, che con i suoi guizzi tiene in allerta la retroguardia ospite. Ma l'attacco appare comunque un po' “leggerino”. Il Bari si chiude bene e davanti si limita a qualche tentativo dalla distanza.
ECCO LA REGGINA – A inizio ripresa l'inerzia del match non sembra cambiare. A far sussultare il pubblico amaranto ci pensa prima il Bari, ma Benassi si dimostra reattivo sulla conclusione dalla distanza di Sabelli. Atzori decide a questo punto di dare una svolta alla gara, giocandosi due jolly dalla panchina, e ci riesce: gli ingressi di Di Michele e Strasser, rispettivamente al posto di Fischnaller e Rigoni, cambiano volto alla Reggina. Da questo momento in poi, c'è una sola squadra in campo, quella amaranto. Che va subito vicina al vantaggio col suo calciatore di maggior spessore (63'): Louzada sfonda sulla sinistra, sterza e pennella per Di Michele, che però “cicca” la conclusione a rete e spreca anche il secondo tentativo. Tre giri di lancette dopo, il numero 10 amaranto prova a riscattarsi, ma la sua punizione si infrange clamorosamente sul palo.
Ci riprova Louzada, che semina il panico nell'area biancorosso e va giù: il brasiliano reclama il rigore, l'arbitro è di parere diametralmente opposto e gli sventola il giallo per simulazione. A questo punto Atzori lo richiama in panca, inserendo Cocco al suo posto. La Reggina aumenta la propria pressione ed è ancora un legno a negarle quello che sarebbe un meritato vantaggio (78'): l'inzuccata di Gerardi, sul corner battuto da Di Michele, si infrange infatti sulla traversa, tra il boato del “Granillo”. Il pubblico prova a spingere gli amaranto al forcing finale, specie dopo l'espulsione di Defendi, che rimedia il secondo giallo (88'). Ormai, però, il destino della gara sembra segnato. Guarna devia in corner una punizione di Di Michele e infine neutralizza l'ultimissima chance, che capita sulla testa di Cocco.
Poco cinismo e un po' di sfortuna impediscono dunque alla Reggina di concretizzare la propria superiorità, manifestata nella seconda frazione di gioco, dopo un primo tempo così così. L'Atzori bis ricomincia da uno 0-0, proprio come tre stagioni fa. «Se le cose potessero andare come allora, ci metterei la firma», è l'ammissione del tecnico. Ma probabilmente, senza presunzione, la Reggina del Centenario può e deve guardare più in alto...
