La Reggina mostra i muscoli solo un tempo. Poi si inchina alla capolista

24.11.2012 18:50 di  Danilo Mancuso   vedi letture
La Reggina mostra i muscoli solo un tempo. Poi si inchina alla capolista

La sfida tra la capolista Sassuolo e una Reggina che deve sgomitare per uscire dai bassifondi della classifica racconta come e perché, nel calcio, alla lunga, la qualità faccia la differenza. La Reggina ha provato a tenere testa alla prima della classe, ci è riuscita solo nel primo tempo. Giocando anche meglio del Sassuolo, che era passato avanti con Boakye e ha dovuto incassare il pari di Ceravolo. Nonostante tutto, al rientro negli spogliatoi, è la squadra di Di Francesco a trovarsi avanti. Chi si attende una Reggina altrettanto gagliarda nella ripresa rimarrà deluso. La partita si chiude in pratica al 48’, quando il Sassuolo realizza il tris e potrebbe a quel punto maramaldeggiare sulla squadra amaranto, che ammaina in ampio anticipo la bandiera bianca. Nel tentativo di ridurre il gap tecnico, la Reggina aveva evidentemente fatto ricorso a gran parte delle sue energie fisiche e nervose nel primo tempo. Agli emiliani sono invece bastate un paio di accelerazioni degli uomini di maggior classe per portare la partita dalla propria parte e gestire senza affanni la seconda frazione di gioco.

SCELTE  – Dionigi sceglie Lucioni e Di Bari per gli squalificati Ely e Bergamelli. Rientrano dalla squalifica Hetemaj e Comi: il primo fa coppia con Armellino in mediana, il secondo compone l’attacco con Ceravolo, con Sarno alle loro spalle. Al trequartista, Dionigi chiede di sacrificarsi su Magnanelli in fase di non possesso. Nel Sassuolo è l’ex Laverone a sostituire Gazzola, appiedato dal Giudice sportivo. Bianchi preferito a Chibsah a centrocampo, altre due novità in attacco: Di Francesco sceglie Pavoletti e Troianiello assieme a Boakye, in panca Catellani e Berardi.

SFIDA TRA NUMERI 7 -  Passano appena 5’ e il Sassuolo potrebbe passare: Missiroli con un cioccolatino manda in porta Troianiello, che elude Baiocco ma spedisce a lato. Scampato il pericolo, la squadra amaranto sembra prendere le misure e interpretare bene la gara, con atteggiamento accorto ma non rinunciatario. Le scorribande di Melara diventano presto l’insidia maggiore per i padroni di casa. Su un cross dell’ex spallino, Comi sovrasta Bianco e incoccia: Pomini si stende. Intorno al quarto d’ora, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Di Bari raccoglie un traversone di Sarno e prova a servire lo stesso Comi in area, anticipato in extremis da Bianco. La successiva improvvisa fiammata del Sassuolo porta i neroverdi avanti (17’): è ancora Missiroli a dettare l’ultimo passaggio, sorprendendo Melara e innescando Boakye, che impallina Baiocco. Il leit motiv della gara diventa a questo punto la sfida tra i due numeri 7 delle squadre, che in realtà è una sfida tra “numeri 10”. Sarno risponde infatti a Missiroli con un assist da antologia per Comi: azione fotocopia a quella del gol-vittoria di Bari, ma in questo caso è Comi a tagliare e tentare la conclusione, che, deviata da Laverone, si trasforma in un tapin volante sfruttato da Ceravolo (22’). Il fantasista campano prova poi l’azione personale, superando Magnanelli e facendo partire un mancino da posizione defilata, che Pomini battezza sull’esterno della rete. A stretto giro di posta, Missiroli trova ancora il corridoio giusto per Troianiello, che al secondo tentativo fa centro, approfittando della mancata opposizione di Di Bari. La Reggina prova a reagire, ma prima la traversa struzzo l’urlo in gola a Lucioni, che stacca su corner, poi è Pomini a neutralizzare un tentativo di Barillà, lanciato dal solito Sarno. Primo tempo frizzante, in cui la Reggina non meritava affatto lo svantaggio. Ma troppo facilmente la difesa amaranto si è fatta sorprendere dalle giocate in verticale di Missiroli: troppa la classe del reggino in maglia neroverde in una categoria come la B, perché si possa limitare ad essere una semplice mezzala.

LA RESA  - Dopo appena tre giri di lancette dal rientro in campo, Boakye realizza il tris: troppo attendista l’atteggiamento di Di Bari sul ghanese, che ha tutto il tempo di prendere la mira dal limite; Adejo è costretto a sganciarsi, ma ormai è troppo tardi: palla all’angolino. A questo punto finisce la partita della Reggina, Dionigi prova vanamente a rivitalizzarla passando al 4-3-3, con l’ingresso di Rizzo al posto di Melara. Il Sassuolo spreca invece quattro nitide chance per il poker, la più clamorosa con Pavoletti, che completamente solo a porta vuota pasticcia col pallone (59’); poi sono Boakye (75’), Troiano (81’) e Berardi (85’) a dilapidare.

7 vittorie e un pareggio nelle 8 gare casalinghe rappresentano l’impressionante ruolino di marcia del Sassuolo, che viaggia a una media punti (2,37) superiore a quella della Juventus che, nel 2006-2007, vinse il campionato di B col bottino record di 94 punti. Una magra consolazione per la Reggina, che interrompe la mini striscia positiva e incappa nella quinta sconfitta esterna. Ma non si facciano drammi: la strada che porta al gioco è quella giusta e i risultati devono arrivare con le squadre alla portata degli amaranto. Il vero dramma sarebbe tornare indietro e rinunciare al gioco. E questa squadra non se lo può permettere.