LA CONFUSIONE REGNA SOVRANA
Sono stati giorni pesanti in casa Reggina e non è escluso che continuino a essere anche quelli a venire. Atzori sì, Atzori no. Tutto normale se fossimo nel cuore di giugno in procinto di programmare un campionato. Il problema si pone, invece, quando si è alla settima giornata di campionato con sei punti "in cascina" e un calendario, alle porte, non dei più semplici.
Cosa desta preoccupazione? L'improvvisazione di una società come la Reggina che prima promette campionati di vertice e poi, nei fatti, si dimostra tutto fuorché intenzionata a compierli. Motivo? La riconferma di Atzori sa di mannaia sulle intenzioni della Reggina per il proseguio di stagione. Non perché il tecnico di Collepardo non sia capace di risollevare le sorti degli amaranto, ma perché il giocattolo si è rotto dopo averlo portato in garanzia.
Mettere in discussione il tecnico, renderlo colpevole "a parole" e poi confermarlo ponendo, davanti agli interessi sportivi, il lato economico, nell'anno del centenario, fa storcere il naso. Ricreare lo stesso entusiasmo di inizio agosto, adesso, sembra davvero difficile, comunque vada. Perché il tifoso si sente deluso, preso in giro, non pensa più di star "tifando" una squadra di calcio. Si tifa un'azienda, bene, ne si prenda atto ma non si illudi, a questo punto, la piazza cercando di riallacciarsi ai cosiddetti sentimentalismi.
Adesso ci sono Crotone ed Empoli, due partite difficili in cui la Reggina e, soprattutto, il tecnico Atzori saranno chiamati alla prova del nove. Dovesse andar male, come ci si comporterà? A casa nostra mettere nastro isolante sulle falle comporta il ritardo di qualche giorno del danno "più grosso". E la Reggina, adesso, è proprio una tubatura andata a male.
