JUVE STABIA-REGGINA 1-1 - Così si può rivedere la luce in fondo al tunnel: un punto ben accetto in Campania

08.02.2014 19:01 di  Giovanni Cimino  Twitter:    vedi letture
JUVE STABIA-REGGINA 1-1 - Così si può rivedere la luce in fondo al tunnel: un punto ben accetto in Campania
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© foto di Federico Gaetano

Si possono dare tante letture di Juve Stabia-Reggina. Si può dire che nessuna delle due avrebbe rubato qualcosa in caso di vittoria o asserire che il pari è il risultato più giusto in base a quanto visto al Menti. Di certo, la considerazione obbligatoria da fare, è che questa Reggina non è un semplice fuoco di paglia. La ripresa della squadra dello Stretto, sopratutto dopo la rete del momentaneo 1-0 stabiese, è probabilmente la migliore disputata dalla squadra nel corso di questa stagione. Solo un Benassi mai visto così in Calabria, ha consentito alle Vespe di uscire imbattuti da questa sfida, anche se sarebbe stata una punizione severe per una squadra che sta cercando affannosamente di provare a lottare e rientrare nel gruppo. Indubbiamente, dunque, questo pareggio serve più alla Reggina che alla squadra di Manniello, ancora staccata dal gruppo.

LE FORMAZIONI - Zanin e Gagliardi confermano per la terza gara di fila la stessa formazione, evento mai accaduto nelle ultime stagioni in casa Reggina.

Pea opta per la conferma dell'undici titolare a La Spezia, con gli ex Benassi e Falco determinati a prendersi la rivincita e Caserta play di centrocampo.

IL PRIMO TEMPO, REGGINA CON PERSONALITA', LA JUVE STABIA FA LA GARA - La gara vede subito contrapporsi due squadre decisamente in palla. E' la Juve Stabia che prova subito a prendere in mano le redini del gioco, ma la Reggina piace per personalità e ottima disposizione in campo. Anche quando le Vespe tentano di imbastire qualche iniziativa pericolosa, la difesa amaranto si fa trovare pronta e attentissima. Al 12', retropassaggio avventato di Barillà, Pigliacelli anticipa con tempestività Di Carmine

Molto attivi, tra i padroni di casa, Zampano e Falco, oltre ad un Djiby spesso innescato con le aperture dal centro o molto bravo ad inserirsi senza palla. Attentissimi Adejo, Lucioni e Ipsa, che murano e chiudono tutti i varchi. 

Dopo una buona opportunità in ripartenza della Reggina al minuto 26, con Di Michele che prova a finalizzare strozzando troppo la conclusione, al 26', Zampano mette ancora in ambasce Barillà, sfugge via al catonense, si accentra e prova la conclusione, che termina docile nelle mani di Pigliacelli.

Il tempo scorre via e la Reggina attenua la morsa stabiese. L'unica pecca, al di là di qualche frangente in cui la squadra è risultata troppo schiacciata all'indietro, è qualche scelta di giocata sbagliata da parte di Maicon e Di Michele. Al 44', l'emozione forte la regala Falco, che con un guizzo va via dall'out sinistro della Reggina, si accentra e conclude con relativa libertà: palla che si infrange sulla traversa e termina fuori la sua corsa.

 

SECONDO TEMPO, REGGINA ATTENTA SINO A DI NARDO...- Nella ripresa, la Juve Stabia non riesce sostanzialmente a riproporre una pressione uguale alla prima frazione di gioco. La Reggina sale molto di tono sopratutto in mezzo, con Dall'Oglio e Pambou che fanno il bello e il cattivo tempo. Al 59', entra l'ultimo arrivato Dumitru, al posto dell'infortunato Fischnaller, e l'ex Napoli si presenta con una bella azione in velocità sulla sinistra. Passano solo quattro minuti e l'ingresso in campo di Di Nardo provoca la svolta del match. Entrato da qualche secondo, l'ex Padova, batte Pigliacelli sugli sviluppi di una punizione dalla trequarti battuta da Caserta, nell'unica situazione del pomeriggio con la difesa della Reggina presa di sorpresa: 1-0 Juve Stabia.

REAZIONE, PAREGGIO E VITTORIA SFIORATA - Se questa circostanza fosse accaduta nel girone d'andata, staremmo a parlare di una sconfitta praticamente certa e magari ampia nelle proporzioni. Invece, la Reggina di Zanin e Gagliardi, reagisce, morde, aggredisce e infine colpisce. Ci provano subito Pambou e Lucioni, i loro tentativi terminano sopra la traversa. 

La panchina, intanto, mette le basi per la riscossa concreta, mandando in campo Gerardi per Strasser. Al 70', Dumitru entra in area dalla sinistra e prova la conclusione in porta, Benassi smanaccia ed evita pericoli. I calabresi sono presenti, giocano spesso nella metà campo avversaria, anche se peccano in fase finalizzativa e negli ultimi 15 metri, quando si sbaglia qualche giocata di troppo. Al 77', traversa di Di Carmine, che va vicino a sfruttare l'unica ingenuità della giornata di Ipsa. Ma è una Reggina che intensifica la sua pressione. All'80', Dall'Oglio prova la battuta da punizione, Benassi risponde presente, poi lo stesso portiere ex amaranto, sfiora la frittata appendosi alla traversa su un tentativo da fuori di Maicon e rimettendo in gioco una palla destinata a terminare fuori.

All'81, terzo e ultimo cambio, con Sbaffo in campo e Barillà fuori. L'ex Ascoli schierato esterno alto a destra, con Maicon terzino. Ed è proprio dai piedi di Sbaffo che parte il traversone per Gerardi, che solo al centro dell'area batte Benassi senza scampo, meritato 1-1 Reggina.

Gli amaranto provano persino a vincerla, senza accontentarsi o abbassare il ritmo. Al minuto 87', Gerardi e Sbaffo scambiano in area di rigore e da due passi, Benassi ipnotizza il centrocampista, deviando in angolo!

E' un finale convulso. All'88', incomprensibile entrata di Lucioni, che entra malissimo su Falco, peraltro a centrocampo: rosso diretto per il difensore umbro, che macchia così la sua gara impeccabile.

Al 90', è ancora sfida Benassi-Sbaffo, con un tentativo da fuori del già Piacenza e con la deviazione in corner del portiere di Alatri.

Si chiude con due iniziative gialloblè. Prima Di Carmine si ritrova la palla buona su cross di Liviero, ma mette incredibilmente a lato da ottima posizione, poi Di Nardo riceve palla, in ritardo, da Sowe, ma spara su Pigliacelli. Al triplice fischio, più soddisfazione in casa Reggina, per un punto che consente di agganciare il Cittadella in classifica e di guardare con maggior fiducia all'imminente futuro.

COMMENTO - Come dicevamo nell'introduzione, questa Reggina non è una rondine isolata che non fa Primavera. Questa Reggina sembra poggiarsi su basi tremendamente concrete e stabili. Zanin e Gagliardi stanno dimostrando di avere il polso della situazione e la competenza per cambiare o modificare qualsiasi situazione. Non è di certo ancora una macchina perfetta, ma la strada è quella giusta. Il cammino resta tremendamente complicato, lo ripeteremo per tante settimane, ma si intravede la luce in fondo al tunnel..