Il Centenario sa di amaro: primo tabù sfatato (...ma al contrario)
La Reggina non c'è, non c'è sotto porta e non c'è quando bisogna usare gli artigli per difendere la propria porta. La squadra del centenario riesce lì dove, fin qui, nessuno ci era riuscito in un lasso temporale lungo trentasette anni: lo Scida vede la squadra amaranto battuta. Sorride il Crotone, piange la Reggina che se volta le spalle intravede un baratro che ci auguravamo di non dover minimamente sfiorare nell'anno numero cento della principale realtà calcistica di Reggio Calabria.
CARTE MESCOLATE - Sorprese nello schieramento optato dal tecnico laziale, Gianluca Atzori, che presenta al cospetto del Crotone sulla carta un 3-5-1-1 mascherato. Appena in campo, infatti, al cospetto del Crotone e del consueto 4-3-3 di Massimo Drago, la Reggina si dispone con il 4-2-3-1 dove Di Lorenzo e Foglio svolgono le vesti di terzini, coppia centrali Lucioni e Ipsa. De Rose a far legna, Colucci a costruire gioco con Maicon e Maza come tornanti offensivi. Di Michele punta centrale con Dall'Oglio a suo supporto.
LA FATICA DI INVENTARE - La Reggina è presente, si nota e l'ingresso in campo visto contro il Carpi appare solo un brutto ricordo. Il Crotone viene subito schiacciato nella propria metacampo, gli amaranto non disdegnano la palla a terra quando entrano nel vivo dell'azione Maza e Di Michele: i due duettano, o quantomeno ci provano con discreti risultati. I pitagorici, frastornati, non riescono a rendere pericoloso le offensive dalle parti di Benassi. La Reggina, però, nonostante tenga bene il campo mostra il limite di questo inizio campionato: non è capace a creare occasioni da gol di un certo peso specifico. Il primo squillo è di Dall'Oglio che si infrange sui cartelloni pubblicitari. Poco dopo, invece, è il guardalinee a salvare il Crotone: Gomis svirgola malamente e la palla va per entrare in porta ma a gioco fermo per giusta posizione di fuorigioco. Prima che il blackout inizi a prender forma è Maza a rischiare di portare i suoi in vantaggio su invenzione del capitano Di Michele: bravo, in questo caso, Gomis a smanacciare la minaccia.
LA FACILITA' DI SUBIRE - Come d'incanto quando il Crotone prova ad avanzare trova la lama che affonda nel burro: prima Crisetig, fino a quel momento oscurato dalla pressione di Dall'Oglio, colpisce il palo con la collaborazione sfortunata del giovanissimo Di Lorenzo. Poi è la volta di Ishak: l'attaccante di proprietà del Parma prima guadagna una punizione ingenuamente concessa da Lucioni. Successivamente, da un angolo scaturito sugli sviluppi della punizione, trova il vantaggio ringraziando la palla vagante nel cuore dell'area di rigore. Timide le proteste degli amaranto che recriminavano un tocco con l'avambraccio. La Reggina prova a tuffarsi a caccia del pareggio prima del termine della prima frazione di gioco ma senza idee Gomis dorme sonni tranquilli.
UNA PERLA INCASTONATA - Si riparte con i stessi ventidue in campo ma giusto il tempo di far scorrere sul cronometro il minuto 52 e Atzori pone il primo correttivo all'undici amaranto: fuori Dall'Oglio dentro Cocco. Nemmeno il tempo di risistemarsi ed ecco l'altro limite di questa Reggina: la distanza tra difesa e centrocampo. Torromino sfrutta la zona di gioco in cui si fa infilare la Reggina e, grazie a una difesa che rincula, ha tutto il tempo di incastonare una perla da stropicciarsi gli occhi e portare la squadra di Drago sul 2-0.
IL 4-2-4 EPILOGO FINALE? - Ci sarebbe oltre mezzora di tempo per correre ai ripari, lo sa bene Atzori che inizialmente tira fuori Maza per Fischnaller lasciando l'assetto immutato e preferendo, piuttosto che inserire un ulteriore punta, tenere un centrale (Di Lorenzo) a fare il terzino con scarsi risultati. Di Michele prova ad accendere la luce con qualche giocata personale ma senza successo. La Reggina colleziona calci d'angolo ma non trovando mai un pericolo vero verso la porta di Gomis: eppure quattro giornate fa furono chiuse le porte del centro sportivo Sant'Agata per dei fantomatici schemi che, fino a oggi, non si sono mai visti.
A un quarto d'ora dalla fine dentro Gerardi, fuori Di Lorenzo che prepara il borsone per la maglia azzurra e la Nazionale Under 21: la situazione non cambia, la Reggina non crea pericoli se non una costante pressione sterile nella metacampo pitagorica.
NON GIRATE LE SPALLE - Finisce così, il Crotone conquista tre punti e supera la Reggina tra le mura amiche dopo trentasette anni. Gli amaranto ospiteranno l'Empoli sabato sera con fischio di inizio alle ore 20.30: vietato girare le spalle, dare uno sguardo alla classifica richiederebbe una buona dose di Valium.
