Dall'inferno al purgatorio. Pari a Novara, Dionigi ringrazia Antonazzo

02.03.2013 18:37 di  Danilo Mancuso   vedi letture
Dall'inferno al purgatorio. Pari a Novara, Dionigi ringrazia Antonazzo
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© foto di Federico Gaetano/TuttoLegaPro.com

Dall’amaro pari con lo Spezia a quello surreale odierno. A Novara succede di tutto, ma alla fine rimane tutto come prima. Una Reggina che sembrava spacciata ha rimontato per l’ennesima volta lo svantaggio. E al triplice fischio finale festeggia come se avesse vinto, anche se il punto cambia poco in termini di classifica. Chi ha davvero motivi per festeggiare è Davide Dionigi, che salva la sua panchina grazie al gol di Antonazzo. Si rimane così a galla, rimandando per l’ennesima volta l’appuntamento con quella svolta indispensabile per tirarsi fuori dal quintultimo posto.

SOLITA REGGINA – Di Michele parte dalla panchina: questa la principale novità nell’undici amaranto. Dionigi rinuncia anche a Comi, per la seconda volta consecutiva in panca: in attacco c’è Gerardi, supportato da Campagnacci e Bombagi, che con Antonazzo alto a destra formano una batteria di trequartisti: Reggina camaleontica a seconda delle fasi di gioco, opponendo spesso agli avversari un 4-2-3-1. Terzino sinistro è Barillà, preferito a Rizzato.

Quarto minuto di gioco: Campagnacci ci prova dalla distanza con un tiro di interno che sorvola la traversa. Sarà l’unico tentativo della Reggina nel corso del primo tempo. A fare la partita è il Novara, che con un palleggio fluido prova a stanare gli ospiti. Per poco non ci riesce al 14’, quando Buzzegoli approfitta del buco nel settore sinistro della difesa amaranto e pesca Gonzalez, che però non è implacabile davanti a Baiocco. Troppo bassa la squadra di Dionigi, che davanti non combina nulla. Colucci, schierato davanti alla difesa assieme a Hetemaj, è poco nel vivo del gioco, mentre Barillà dà l’impressione di poter prestare il fianco in difesa. La superiorità della squadra di Aglietti viene premiata al 39’: sugli sviluppi di una punizione battuta da Buzzegoli, Adejo anticipa per due volte l’uscita di Baiocco; al terzo cross, Fernandes serve Pesce che, col mancino, trasforma una palla più facile di un rigore in movimento.

NOVARA SCIUPONE – Ci si attende una reazione di rabbia da parte della Reggina, e invece nella ripresa è ancora il Novara a fare il bello e il cattivo tempo. Al 52’ la conclusione col piatto sinistro di Seferovic si infrange sul palo, con Barillà a salvare sul tapin a botta sicura di Gonzalez. L’attaccante svizzero ci riprova al 58’, andando vicino al bersaglio dalla distanza. Dionigi va con Di Michele per Bombagi, ma la Reggina non riesce a cambiare marcia, priva di gioco e di idee. Dentro Comi per Gerardi al 65’. I piemontesi potrebbero chiuderla un giro di lancette dopo: Seferovic deve solo piazzarla, ma Baiocco riesce ad opporsi. Gli amaranto rimangono così in partita, ma cresce il nervosismo: il direttore chiude un occhio su un fallo di Hetemaj (già ammonito) su Pesce e i padroni di casa protestano; ne scaturisce una mischia, Colucci e Lisuzzo arrivano a contatto, entrambi si beccano il rosso. La Reggina si dispone col 3-4-2, Rizzato prende il posto di Campagnacci.

CUORE IN GOLA – Serve un calcio piazzato perché la squadra di Dionigi si renda per la prima volta pericolosa (78’): Barillà dalla sinistra scodella in mezzo, Adejo prolunga di testa e Comi tenta la girata acrobatica, provvidenziale la risposta di Bardi. Ma un giro di lancette dopo essere andata vicina al pari, per la Reggina sembra calare il sipario: Barillà frana su Lazzari in area amaranto, Velotto indica il dischetto. Ma Gonzalez fallisce, spedendo all’incrocio.

L’episodio sembra destare gli ospiti. Rizzato raccoglie una palla vagante e dal limite scarica la sua rabbia col mancino, Bardi guarda la sfera stamparsi sulla traversa (86’). Comi sgomita e si guadagna punizioni, su una di queste Di Michele pennella una traiettoria che tramonta di un soffio a lato (89’). Poi ci pensa Antonazzo: Barillà arriva sul fondo e mette un pallone basso nel cuore dell’area, l’esterno ex Taranto non si fa pregare e gonfia la rete.

L’abbraccio con Dionigi, che tira un sospiro di sollievo. Un pari come due stagioni fa, quando  su questo campo svanirono i sogni di gloria della Reggina. Allora rimanere in B fu una condanna, oggi è il complicato obiettivo di una squadra che se giocasse sempre come nel finale, avrebbe ben altri orizzonti.