Cocco evita la sconfitta. Ma c'è già da cambiare registro
La prima trasferta stagionale vede la Reggina raccogliere un punto ma deludere ampiamente le attese. Il Lanciano, che la scorsa stagione fece bottino pieno sia all'andata che al ritorno, si conferma anche stavolta un cliente scomodo per la squadra amaranto. Solo l'acuto di Cocco, arrivato nel finale, ha negato alla compagine abruzzese un'altra vittoria, permettendo al contempo alla sua squadra strappare un pareggio prezioso per come è arrivato, ma che non cambia il grigiore della prestazione offerta dall'Atzori band.
INIZIO SHOCK E ZERO IDEE – Il tecnico ciociaro conferma il 3-4-2-1 di base proposto sinora. Confermato anche il pacchetto difensivo, con Adejo, Lucioni e Ipsa davanti a Benassi, e gli esterni Maicon e Barillà. Rispetto alla gara d'esordio contro il Bari, le novità sono due: al fianco di De Rose, in mediana, c'è Strasser, preferito a Rigoni; la presenza di Colucci, schierato sulla trequarti assieme a Louzada, a supporto di Gerardi. Di Michele parte dunque dalla panchina.
Baroni promuove il Lanciano che ha strappato un punto a Brescia: l'unica new entry è il guardiano dei pali, Sepe invece che Casadei. Nel 4-3-3 dell'ex tecnico della Primavera della Juve, ci sono Piccolo, Falcinelli e Gatto a formare un ben assortito tridente.
Pronti via e la gara è già tutta in salita. Il Lanciano conquista subito un corner, sugli sviluppi del quale arriva un traversone di Mammarella: Ipsa si addormenta, Amenta non si fa pregare e insacca in rete. Sul cronometro dell'arbitro sono passati una quarantina di secondi, mentre sul volto di Atzori si legge una voglia matta di interrompere la gara e di mandare tutti da Simionato a correre, come spesso fa in allenamento. Purtroppo, però, è una partita “vera”, e la Reggina sembra rimasta negli spogliatoi. Lo schiaffo subito non desta gli ospiti, anzi sembra il classico episodio che fa saltare copioni provati e riprovati. Perché questa Reggina non sembra affatto pronta a mettere alle corde gli avversari attraverso il gioco. Da una parte un Lanciano aggressivo, che forte del vantaggio acquisito chiude bene gli spazi senza abbassarsi troppo. Dall'altra una Reggina priva di idee, balbettante nel palleggio, a volte anche nervosa. La mossa di Atzori, che ridisegna i suoi con un 4-2-3-1, non cambia l'inerzia. Il primo tiro in porta di marca amaranto arriva al 16' ed è un destro dalla distanza di Barillà facilmente disinnescato da Sepe. Più velenoso il mancino di Falcinelli, che termina di poco a lato (25'). Dieci giri di lancette dopo, è Minotti a rendersi pericoloso con una deviazione imprecisa su corner. In chiusura di primo tempo, una conclusione di Louzada, deviata, si trasforma in un campanile: si avventa Colucci, che tenta l'inzuccata, ma Sepe in due tempi neutralizza.
PARI AL FOTOFINISH– Atzori si gioca subito la carta Di Michele a inizio ripresa: gli fa posto De Rose, poco preciso in fase di impostazione nel primo tempo. Ma a creare pericoli è sempre il Lanciano (50'): sul corner di Mammarella, spunta ancora la testa di Amenta, Benassi deve metterci una pezza. Atzori va con Fischnaller per Louzada, visto che l'impatto di Di Michele non sembra quello avuto contro il Bari. L'attaccante di Guidonia si rende pericoloso al 57' su punizione, con una parabola che si spegne di poco alla sinistra di Sepe. Cinque giri di lancette dopo, il Lanciano va vicinissimo al raddoppio: Lucioni cincischia un po' troppo, Falcinelli gli ruba palla e si presenta davanti a Benassi, che d'istinto riesce a deviare in corner, evitando di fatto il doppio passivo. Si direbbe: gol mangiato, gol subito. Ma anche la Reggina si divora una grande chance (67'): Di Michele mette Fischnaller a tu per tu col portiere abruzzese, ma l'altoatesino col piattone destro non riesce ad angolare, permettendo la parata di Sepe.
Arriva dunque il momento di Cocco, che rileva Maicon (76'). La Reggina prova a produrre il massimo sforzo, ma non sfonda mai né sugli esterni né per vie centrali. E rimane anche in dieci, per l'espulsione di Ipsa (doppia ammonizione). Quando ormai la prima sconfitta stagionale sembra inevitabile, arriva la zampata di Cocco (86'): Barillà tenta la conclusione e la conseguente deviazione favorisce il centravanti cagliaritano, che finta sul difensore avversario e scarica il destro, battendo Sepe. Brividi nel finale (95'), con Barillà che salva quasi sulla linea su un tentativo di Vastola.
Sul campo di una provinciale ci si aspettava una Reggina con mezzi tecnici e tattici tali da imporre il proprio gioco, e invece sono emerse lacune inaspettate. Schemi e idee latitano. Atzori avrà preso coscienza che c'è da tanto da lavorare sul campo, la società che c'è ancora qualche sforzo da fare sul mercato.
