CI SALVI CHI PUO'
Cinque punti in sette partite. I numeri iniziano a pesare e non solo quelli. La Reggina di Dionigi, il cui ritorno da tecnico a Reggio Calabria aveva riportato un minimo entusiasmo, è terzultima in classifica. Insieme all'Empoli, con cui ha pareggiato all'esordio. .
Prima della trasferta di Verona, nonostante le assenze (Sarno e Bombagi su tutti), così il tecnico: «Noi dobbiamo mantenere la nostra identità, siamo una squadra in crescita nata dal nulla. In questa squadra, il trequartista lo può fare Sarno o Bombagi, volendo anche Fischnaller».
I risultati non sono arrivati, così come le pressioni da un ambiente, quello del tifo, che ha comunque mantenuto, e mantiene tuttora, la fiducia in Dionigi. Ma il cambio di modulo e di interpretazione della gara, quello sì. Dopo la crisi di risultati, ma prestazioni apprezzate (compresa quella di Verona), il copyright della Reggina, sparito dopo il 26 maggio 2012 (Reggina-Vicenza 0-3), si è ripresentato.
Dopo il 2-2 interno contro il Modena è successo qualcosa. Dionigi forse è entrato in confusione dopo il confronto con la società, messo di fronte a una classifica pericolante. Da lì, le dichiarazioni del direttore Giacchetta («Dobbiamo mantenere la categoria») e il cambio di modulo. Si pensava per l'assenza di Sarno e Bombagi, ma ieri si è avuta la conferma di un cambio di rotta men marcato. Visto, nell'ordine, contro Padova, Lanciano e Spezia. Tre sconfitte (due contro squadre neopromosse), due gol fatti (a Padova) e cinque subiti.
Un 5-3-2 che, prima di tutto, punta a "non prenderle". Davanti, ci si affida agli spunti di Ceravolo e del suo compagno di reparto. Spunti isolati e individuali, in contropiede. Della Reggina sbarazzina delle prime tre giornate, apprezzata nonostante la poca qualità (che non dipende da Dionigi), non c'è più traccia.
Ora ci sono due giornate in casa, contro Novara e Livorno. La sensazione è che la raccolta di pochi punti possa portare anche all'allontanamento di Dionigi (nonostante l'adozione del 5-3-2). Il primo a pagare un mercato zoppo e la mancanza di esperienza necessaria in un campionato di B. Anche per salvarsi. La speranza è che il legame tra tecnico e squadra, indiscutibile e più volte manifestatosi, possa dare uno scossone alla classifica. Che oggi fa paura.
