CHIEVO-REGGINA - Il commento dal Veneto

La Redazione ringrazia l'amico Franco Caccamo che ha trasmesso da Verona la partita per RADIOTOURING , per il contributo offerto con il commento che segue.
29.11.2012 09:49 di  Francesco Caccamo   vedi letture
CHIEVO-REGGINA - Il commento dal Veneto
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© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com

Un vero e proprio regalo, lo fa la Reggina a suoi tifosi battendo meritatamente il Chievo e conquistando a pieno titolo la possibilità di sfidare il Milan sul terreno del Meazza e adesso, con il morale alle stelle si appresta ad affrontare il derby di Calabria in programma lunedì sera allo stadio Granillo.

Una buona prestazione non c’è che dire, una gara affrontata con il piglio giusto sin dalle prime battute. Dionigi conferma il modulo proponendo, pur con tante seconde linee, una squadra equilibrata, difesa a tre sostenuta dal rientrante Freddi, Ely e la buona condizione di Lucioni, a centrocampo Rizzo e Castiglia  interditori con i recuperati D’Alessandro e Rizzato a presidiare le fasce per sostenere la manovra d’attacco assieme al trequartista Bombagi. Viola e Fishnaller i terminali offensivi.

Su un terreno ridotto ad acquitrino si assiste ad una partita bloccata per tutto il primo tempo e lo zero a zero, a metà gara, rispecchia fedelmente quanto visto sul terreno di gioco. La ripresa è un’altra musica allorquando i padroni di casa decidono di uscire allo scoperto nel tentativo di sorprendere la retroguardia amaranto. Di Michele ci prova, si dà un gran da fare, reclama falli da rigore per lo meno molto dubbi, ma non riesce a pungere, meglio Moscardelli che in diverse occasioni tenta di sorprendere Facchin con pericolose conclusioni da lontano. L’ingresso di Campagnacci, finalmente guarito, ravviva la manovra offensiva degli amaranto e nel volgere di pochi minuti si presentano più volte pericolosamente nell’area avversaria costringendo i clivensi a rifugiarsi  ripetutamente in calcio d’angolo. Proprio su uno schema da corner, Lucioni raccoglie l’invito di Bombagi, salendo in cielo, per spedire il pallone, che vale la qualificazione, alle spalle dell’ex Puggioni. Punto sull’orgoglio il Chievo si riversa nella metà campo reggina e la difesa ha il suo bel da fare, complice qualche incertezza di Facchin, per arginare le iniziative di Moscardelli, Rigoni e del nuovo entrato Stojan, ma la vera occasione per pareggiare è incredibilmente ancora sulla testa di Lucioni che, nel tentativo di anticipare il suo avversario, manda il pallone ad incocciare sulla traversa della propria porta. Passata la paura, la Reggina amministra bene il finale di gara, Facchin torna a dare sicurezza e quando Giacomelli decreta la fine, un interminabile abbraccio accompagna i protagonisti nello spogliatoio, scena principe che ci fa capire quanto questi giovanotti ci tengano a far ben con la maglia della Reggina.

Dopo partita con il morale alle stelle per la vittoria conquistata contro una compagine di categoria superiore ed allo stesso tempo la convinzione che questa squadra, pur con tutti i suoi limiti, vale sicuramente qualcosa in più del posto che attualmente occupa in campionato. Ne è convinto lo stesso Dionigi, bravo ad insistere nella sua filosofia di gioco, malgrado qualche critica piovuta da più parti.

Nota a margine per i colleghi di Verona colpiti dall’eleganza delle nuove divise indossate dai calciatori amaranto, nello stesso momento noi seguivamo con lo sguardo Lucioni che, con il pallone nascosto dietro la schiena, rapidamente si allontanava verso l’uscita.

FRANCO CLEOPADRE:

Siamo contenti  per la qualificazione conseguita  con l’augurio che il successo  possa servire  alla squadra, alla dirigenza ,alla tifoseria amaranto e a tutti, a lasciare alle spalle qualche recente  momento di difficoltà. Lunedì sera il pienone  al Granillo, per gridare  a squarciagola FORZA REGGINA. La squadra, nella totalità delle sue componenti, ha bisogno del 12° uomo in campo e il Reggino nei momenti di difficoltà URLA sempre ,PRESENTE.