Altro che centenArio, qui rischia di essere un C-entenario...La Reggina prima di ogni cosa
L'ennesimo ko in casa del Latina, ha lasciato un retrogusto nauseante in casa Reggina. Serviva la svolta, dal punto di vista dei risultati e dell'atteggiamento in campo e invece è arrivata una nuova sconfitta, la settima in dodici gare e sopratutto una prova incolore e assai preoccupante. Insomma, non bastano i cambi tecnici, anche se è presto per giudicare Castori in sole due gare...
Si, questa sconfitta rimediata al Francioni ci fa preoccupare, perché è la continuazione di un rendimento di una squadra che continua a non reagire davanti alle difficoltà e nei momenti che contano. Di mancate reazioni, in queste prime dodici puntate di un campionato, che per i colori amaranto si prospetta ricco di insidie e delusioni, ve ne sono a bizzeffe, sia prima dell'esonero del tecnico precedente, sia nelle prime due della nuova gestione tecnica.
Preoccupa questa sorta di isterismo collettivo dell'intero ambiente, che si dibatte tra moduli, calciatori utilizzati e non, allenatori che vanno e vengono e responsabilità da addebbitare a tutti i costi.
Preoccupa e non poco, ovviamente, la confusione della società amaranto, ma su questo aspetto ci siamo spesso dilungati e espressi.
Piuttosto, ieri pomeriggio, ad una trasmissione televisiva, è capitato di ascoltare l'ex tecnico della Reggina, che ha voluto forse togliersi più di un sassolino dalla scarpa per il nuovo esonero rimediato in Calabria. Signor Atzori, le responsabilità del penultimo posto della Reggina, sono proprio di TUTTI (consentiteci il maiuscolo), nessuno escluso, a partire dalla società, per proseguire con tecnici, giocatori e ambiente intero. Non ci dilunghiamo a snocciolare i numeri pessimi della gestione tecnica terminata con il ko sul campo di Modena, durata dieci gare e in cui la situazione era analoga a quella attuale. E dentro, ci includiamo anche il pessimo avvio di quella Castori, con alcune scelte quanto meno discutibili, sopratutto in quel di Latina. Se dobbiamo tornare indietro a certi discorsi, l'errore della società nella gestione del tecnico Atzori, è stato duplice: se lo si è scelto, lo si sostiene a prescindere, se è venuta meno la fiducia, se anche lo stesso Atzori ha dichiarato di avere avuto vedute diverse dalla società, già dopo due gare disputate, allora bisognava tagliare la testa al toro. In merito a questi casi di gestione, la società dovrà lavorarci parecchio, per restituire al club una minima parvenza di programmazione tecnico-sportiva
Il punto, caro ambiente amaranto, è che si è perso di vista l'obiettivo comune: il bene della Reggina. Sottolineare presunti "meriti" di chi è andato via (perché il campo ha parlato, con i risultati e con i record negativi), è voler andare incontro alle rivalse personali piuttosto che al bene di una valore importante come la Reggina. Che non esista una programmazione, che la società viva praticamente alla giornata, che quasi tutte le scelte possibili da qualche anno a questa parte, siano state errate e con poco criterio, su questo siamo d'accordo tutti. Ma, voler andare dietro a certi carri che oramai con la Reggina hanno poco a che fare, significa perdere di vista l'obiettivo che dovrebbe essere comune. Non ci avventuriamo qui in disquisizioni sociologiche, ma ribadiamo che se si è tifosi e se ci si tiene alla Reggina in quanto valore, allora bisogna cercare di avere un atteggiamento che possa favorire la Reggina. Non serve mordersi la lingua, ma solamente giudicare in base a ciò che dice il campo, unico vero arbitro del calcio. Gli amaranto, ieri, non hanno tirato una volta in porta, così come con il Pescara, così come con il Modena, così come con il Crotone. Il problema vero è che la Reggina è penultima in classifica e che rischia davvero di rimanere invischiata nella zona caldissima della classifica: e poi altro che centenArio, ma C-entenario, battuta che ci ha suggerito un nostro lettore...I se e i ma, non è una frase fatta, ora come non mai valgono veramente pochissimo, anzi nulla.
Quella squadra che continuiamo a ritenere capace di "comunicare" qualcosa alla sua gente e al pubblico degli sportivi, ad oggi vale il penultimo posto, con soli tre punti in più rispetto al fanalino di coda Juve Stabia. I dati di fatto sono questi. Incontrovertibili.
Nessuno, ma proprio nessuno, si tiri fuori da questa situazione: c'è da salvare la categoria, poche storie e bando alle chiacchiere. La Reggina viene prima di ogni cosa.
