SALARY CAP - Ecco la rivoluzione firmata Abodi
La rivoluzione è servita, firmata Andrea Abodi. La serie B, svolta: ecco la Salary Cap! Come reagirà ora il calcio italiano?
Di tetto agli ingaggi, si è parlato per anni e anni. "Facciamo come la Nba, o come la Nfl", per poi non fare mai nulla, come un gattopardo immobile.
La B si è mossa e oramai la seconda serie si sta trasformando in lega di sviluppo.
Il Salary Cap in salsa cadetta, prevede dunque che ci sia un tetto agli ingaggi, con un limite consentito pari a 300 mila euro lordi, diviso in parte uguale, tra 150 mila euro per la parte fissa e 150 mila euro per la parte variabili (bonus e benefits vari), che saranno successivamente oggetto di regolamentazione per far si che le squadre non sforino il tetto previsto. Chi sgarra, paga, perdendo una parte di contributi che spettano alle società. Ad essere premiate, solo le società virtuose.
Nelle prossime settimane, la Lega definirà anche l'annosa questione dei contratti "ereditati" dalle stagioni precedenti. Ad esempio, una società retrocessa dalla serie A, si porterà inevitabilmente dei contratti eccedenti il tetto fissato tra i Cadetti. Riflettendo bene, questo potrebbe da un lato indurre le formazioni a rischio B, a contenere anch'esse i costi legati al parco giocatori, ma c'è anche da dire che chi non riesce ad attutire la caduta in B, rischia davvero il tracollo economico.
Insomma, al di là delle elucubrazioni a tavolino, la Salary Cap è realmente una rivoluzione. Nessuno ha avuto il coraggio, tra i dirigenti sportivi, di porre in atto uno strumento così rigido e che lascia poco spazio all' "inventiva" in ambito di bilanci societari, moda del resto tutta italiana. La dirigenza sportiva della Lega cadetta, invece, il coraggio lo ha avuto e a partire dalla prossima stagione calciastica, i club potranno giovarsi di un risparmio davvero rilevante. Sicuramente, è un tentativo da apprezzare, al contrario della solita gestione "personalizzata" della Lega serie A.
Dunque, le società dovranno diventare, oltre che per azioni, anche competenti dal punto di vista tecnico sportivo. Servirà fare le scelte giuste, sicuramente pescare i giovani dalle categorie minori e sviluppare al meglio il proprio vivaio. Ci sarà bisogno di più coraggio da parte degli allenatori, che non dovranno più gestire il giovane, ma cercare piuttosto di lanciarlo. Non ci saranno più, gli squadroni simil-Verona o Spezia o le altre corazzate che magari hanno fallito malamente, non ci saranno le formazioni costruite a suon di milioni. Se la serie B ha fornito tantissimi elementi anche per la nazionale (El Shaarawy è partito da qui, anche Verratti e altri ancora), senza dimenticare chi li ha "allevati", nel futuro dovrà continuare a farlo. Del resto, oramai, tutte le selezioni giovanili nazionali, hanno nelle proprie fila, tanti calciatori che militano in club cadetti.
E qui si incastra l'altro punto chiave della riforma varata ieri pomeriggio dall'Assemblea di Lega. La limitazione alle rose delle squadre. Dalla prossima stagione, saranno 22 i calciatori sopra i 21 anni, utilizzabili da ogni squadra. Dalla stagione successiva, il limite scenderà a 20 elementi (in più c'è una quantità illimitata di Under 21 da utilizzare). Niente più rose chilometriche.
Sarà sicuramente felicissimo il presidente della Reggina, Foti, che già dai tempi dei casi degli "epurati fuori rosa", ha auspicato che la serie B si dotasse di regole per limitare gli ingaggi e le rose.
Ultimo dettaglio. La tabella degli ingaggi più alti della B, colloca Ghezzal in cima. Evidente come l'ingaggio del calciatore africano del Bari, si eredità della serie A. I calciatori, con la Salary Cap, sopratutto quelli con un nome, perdono "peso" nella contrattazione di un ingaggio e adesso, se non troveranno posto in massima serie, per molti la strada è l'estero o il riallineamento verso emolumenti più consoni e decisamente più bassi: chi ci starà?
Il futuro della B è tracciato, ma non tutto certamente sarà roseo. Se la differenza tra la cadetteria e la Lega Pro, si sta affievolendo sempre più, non deve però ampliarsi il divario tra A e B, sopratutto perché la massima serie non deve diventare una Super Lega, destinata ad essere riservata agli squadroni metropolitani. Sarà questo il prossimo obiettivo di Abodi: anche nell'era della Salary Cap, la serie B dovrà innalzare il suo livello qualitativo, pur mantenendo le sue rinnovate peculiarità.
