Ritiri obbligatori, test, tamponi: i punti del protocollo per la ripresa
Cervellotico. Dall'analisi di Corriere dello Sport, si parla delle procedure che dovranno osservare i club per la ripartenza dei tornei. La serie A farà da test, poi si capirà se B e C potranno fare lo stesso:
".. detto dei ritiri obbligatori nei centri tecnici o negli hotel; già sicuro l'obbligo della sanificazione giornaliera degli ambienti (camere, spazi comuni, palestre ecc). E poi ci sono gli accorgimenti fuori dal campo: distanziamento a tavola per pranzi e cena, assenza di camerieri e pasti a buffet, obbligo di dormire in camere singole, obbligo di fare la doccia nelle proprie camere e non negli spogliatoi, ogni medico e ogni fisioterapista dovrà lavorare in una propria stanza, con le protezioni necessarie. Il tutto dopo aver sostenuto i test previsti dal protocollo sanitario", sottolinea il quotidiano romano.
Cos accadrà prima e dopo la ripresa degli allenamenti: "La società convocherà i giocatori 78-92 ore prima del primo allenamento per gli accertamenti in orari scaglionati per non creare assembramenti. In base ai risultati degli esami ci sarà la divisione dei calciatori in tre gruppi per gli allenamenti. Nel primo gruppo andranno i positivi che hanno avuto difficoltà respiratorie e dunque coinvolgimento dei polmoni (per loro anche un'ulteriore serie di test a cuore, polmoni, fegato e reni), nel secondo i positivi che hanno avuto sintomi lievi, nel terzo chi invece non è stato toccato dal virus. Per la prima settimana niente partitelle e obbligo di sedute separate. Dalla seconda, invece, con tutti "negativizzati" via al lavoro al completo. La Lega vuole 4 settimane di allenamenti. Durante le prime 2 settimane vietati i contatti con l'esterno del gruppo squadra ed esami che saranno ripetuti per sicurezza".
Sulla questione dei tamponi e dei laboratori per l'analisi: "Se un giocatore risulterà positivo dopo che gli allenamenti sono già ripresi, sarà isolato e gli altri saranno tutti sottoposti a controlli. Obiettivo non fermare tutto il campionato. Il Governo provvederà a indicare almeno 1-2 strutture in ogni Regione alle quali le società potranno rivolgersi per fare i tamponi e i test sierologici: saranno le persone di questi laboratori ad andare nei centri sportivi o negli hotel a fare gli esami. I tamponi dovranno essere forniti dallo Stato (è il punto che più si presta a polemiche; al calcio è riconosciuta un'attività sociale), mentre i test sierologici (quelli con prelievo ematico) a breve saranno validati e verranno utilizzati molto perché giudicati assai rapidi ed effi caci. Le società saranno costrette ad ampliare la loro area medica".
