Gravina si è deciso: "Il campionato (di serie A) deve finire. Già diffide sul mio tavolo..."
Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha parlato a La Repubblica della ripresa dei campionati di calcio, in primis la serie A
"Ho massimo rispetto per la scienza e per chi ha la responsabilità di applicarla, ma non posso ammainare bandiera. Lavoriamo sul come, non sul quando. Quando il Paese tornerà a vivere, quando ci saranno le condizioni per altri settori tornerà anche il calcio. Lo dico una volta per tutte: il campionato va portato a termine".
Continua Gravina: "Con la ripartenza del campionato a trarne beneficio sarebbe tutto il sistema. Lo stop definitivo aprirebbe una serie di contenziosi, sul mio tavolo ci sono già le diffide di alcuni club. Chi chiede di non ripartire non ha idea di come risolvere certe criticità. La FIFA ha tracciato la via: non comincerà la nuova stagione senza aver concluso questa in corso".
Il numero uno della FIGC sottolinea: "Non abbiamo una deadline, se si riparte a settembre, finiremo il campionato a novembre e il nuovo campionato inizierebbe a gennaio. In cinque mesi possiamo terminarlo, anche applicando formule particolari, con due o più gironi e poi playoff e playout, misure solo per una stagione".
Poi l'idea sulle sedi di gara: "Sarà molto difficile giocare a Milano, a Bergamo o a Cremona. E' possibile un campionato senza partite al Nord".
Infine si torna a parlare di riforma dei campionati: "Ridurre il numero delle squadre è un'ipotesi reale. Dobbiamo snellire i calendari".
