VERSO REGGINA-CROTONE - La squadra merita il sostegno del proprio pubblico

13.03.2014 19:13 di  Antonio Paviglianiti  Twitter:    vedi letture
VERSO REGGINA-CROTONE - La squadra merita il sostegno del proprio pubblico
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© foto di Federico De Luca

Fare quadrato per salvaguardare una delle poche note liete di una città sull'orlo del baratro. Reggio Calabria nei prossimi mesi si gioca tanto, perché il calcio, al pari di una fede religiosa nel Belpaese, è più di un semplice sport. L'impatto sociale che la Reggina, come entità calcistica, svolge non va sottovalutato. Affinché ciò possa continuare nel corso degli anni, bisogna portare in salvo la barca Reggina, condotta con egregia sapienza da Gagliardi e Zanin, senza dimenticare il resto dell'equipaggio (Saffioti, Ocello e Grilli).

Per farlo, come già sottolineato domenica e, nel corso della settimana più volte, la Reggina ha bisogno del suo pubblico. Sabato, per la sfida contro il Crotone, la società dello Stretto non ha potuto attuare alcuna promozione a causa delle limitazioni per ordine pubblico. Ciò influisce parecchio sull'affluenza del pubblico, considerato anche che, spesso, la maggior parte dei tagliandi viene venduta la mattina della partita.

Cosa che, questa volta, non potrà accadere, visto che i botteghini chiuderanno domani sera alle ore 19. Non ci si aspetta il tutto esaurito, né tanto meno i sedicimila visti ad agosto contro il Bari. Cinque-sei mila spettatori sarebbero già un buon risultato, perché Reggio Calabria ha spesso vissuto sulle ali dell'entusiasmo i suoi momenti migliori. Pochi ma buoni, colorati, pazienti perché non sarà una partita facile.

Non si decide una stagione, ma dalla sfida contro il Crotone passa gran parte del campionato amaranto. La serie B è una categoria importante, considerato che scendere rappresenterebbe la caduta libera: realtà con un bacino economico ben più importante della società amaranto, da anni, annaspano in Lega Pro.

Va tolta dalla testa l'idea di poter scendere e risalire, ritrovando nuova linfa, nuovo entusiamo. L'idea dev'essere quella di stringersi attorno alla squadra, a dei ragazzi che sul campo stanno dando tutto quello che possono dare, a dei tecnici a cui va dato il merito di aver risollevato le sorti di una stagione disgraziata.

Non lo chiameremo derby, quelli sono altri e, per ora, vogliamo continuare a ricordarli con gli almanacchi. Per noi, quella di sabato, è la partita del centenario. E per trasformarla in una festa ci vuole la cornice adatta, al resto ci penseranno Di Michele e compagni.