REGGINA - Di Bari: «Dobbiamo dare e fare il massimo»
Il nuovo acquisto Vito Di Bari è intervenuto in sala stampa al centro sportivo Sant'Agata, al termine della seduta mattutina. Ecco le sue parole:
I PRIMI GIORNI - «Abbiamo iniziato il lavoro come la scorsa stagione a Taranto, con gli aspetti tattici. Il mister sta lavorando così per far conoscere i suoi concetti».
GIOVINE REGGINA - «La Reggina è una squadra molto giovane e dove ci sono giovani c'è tanta voglia di lavorare. Sono uno dei più grandi, perché tornare in B mi da tanta voglia di dimostrare di poter far bene in B. In questa squadra ci sono tanti giovani, tipo Barillà e De Rose, che però hanno tante partite alle spalle».
SU DIONIGI - «Mister Dionigi è una persona molto attenta, non lascia nulla al caso e tratta tutti alla stessa maniera. E' una persona che si aspetta molto, guarda ogni singolo aspetto. Ama il 3-4-3, ma anche il 3-4-2-1, ma vorrei sottolineare che abbiamo avuto grandi risultati difensivi a Taranto. La B è un campionato diverso rispetto alla C, c'è più qualità e bisogna stare attenti e curare il particolare».
DI NUOVO LA B - «Forse in passato non ero pronto per la B, ero giovane, L'anno scorso abbiamo fatto un campionato incredibile, ma la fase difensiva è fatta bene se si sacrificano anche davanti. Se vedi che li davanti si fanno il "mazzo", allora ti dà la voglia di dare il massimo».
IL SUO UTILIZZO - «Io sono mancino puro, ma potrei far bene al centro. A Taranto ho giocato più centrale, ma il mister mi conosce, sa come utilizzarmi al meglio. Mi affido al mister, lui sa quali sono le mie caratteristiche».
DI BARI ENTUSIASTA - «Non finirò mai di ringraziare il Taranto. Approdare qui, in questo centro sportivo e in questa squadra, per me era un sogno sino a qualche anno fa. Mi auguro di fare bene con la Reggina, il calcio è cambiato, si può arrivare in alto a qualsiasi età».
OBIETTIVI ALTI - «Se uno non ha obiettivi non solo nel calcio, ma anche nella vita, per me è un perdente. Io penso solo a migliorarmi. L'anno scorso la B l'ha vinta il Pescara, una squadra giovane, che andava a tre mila, la Juventus ha vinto lo scudetto e andava a tre mila, tante altre hanno vinto e andavano forte. Il calcio è cambiato, ora conta il collettivo, l'organizzazione. Pralre di serie A ora è sbagliato, ma il nostro obiettivo è quello di migliorare e fare il massimo».
