VISTA DALLA CURVA- Piove sul Granillo la delusione della Sud
Sabato 5 aprile 2014, 0re 15:00, Stadio Granillo: Reggina-Latina.
L’appuntamento è per quei pochi, ma testardi tifosi che non smettono di crederci, ma che sono consapevoli che quella sarà la partita chiave, la partita che potrà consentire di continuare a inseguire il sogno salvezza o che scaraventerà gli amaranto con un piede in lega pro. Sembra incredibile la situazione attuale , quando solo qualche mese fa, a inizio campionato, la Reggina era vista come una delle formazioni papabili per la promozione in serie A.
La curva attende, spera, ma è spaventata, tesa, e per la prima mezz’ora, in cui gli ultrà sono assenti, gli unici ad intonare cori per la squadra di casa sono i tifosi neroazzurri, il gemellaggio si fa sentire, il rispetto c’è, ma in campo si vede ben poco, la paura di sbagliare è più forte della voglia di lottare. Di Michele, che dovrebbe essere il trascinatore, la punta di diamante, disputa un primo tempo sottotono, troppi errori per uno che della qualità fa il suo punto di forza. A centrocampo Strasser lotta, recupera palle, ma da solo non può portare avanti una squadra con poche idee.
15:35, gli Ultrà arrivano in curva, lo stadio si scalda, l’atmosfera è più bella, splende il sole al Granillo, e la Reggina comincia ad ingranare, qualche bella iniziativa di Dumitru e Sbaffo dalla distanza, il portiere neroazzurro però è bravo e nega il momentaneo vantaggio agli amaranto, si va all’intervallo a reti inviolate, ma quei minuti finali lasciano al tifoso reggino la speranza che qualcosa, forse, sia ancora possibile, che se si lotta, nulla è perduto.
La ripresa inizia, la Reggina torna in campo con le batterie scariche! Il pubblico chiede insistentemente ai tecnici amaranto che le carte in gioco siano cambiate, vorrebbero fuori un Maicon poco in giornata, ma la decisione è completamente diversa: fuori Strasser, il migliore a centrocampo e dentro Pambou! La curva non gradisce, prima cascata di fischi.
Fischnaller non è in partita, nessuna azione, nessun pericolo proveniente dai suoi piedi, i tifosi chiedono a gran voce l’inserimento di Federico Gerardi al suo posto: e Gerardi sia, ma Fischnaller rimane in campo! fuori Di Michele, che seppur non in forma, qualche guizzo nella ripresa l’aveva mostrato, insomma la situazione non migliora con il secondo cambio, anzi piove sul Granillo l’insoddisfazione del pubblico. Maicon lascia il posto a Foglio solo sul finale, troppo tardi per il popolo reggino, che quando, al 87’ Jonathas segna la rete del vantaggio per il Latina, sente come una stretta al cuore! E’ quello il momento della presa di coscienza, il momento in cui non si può più scherzare, il momento in cui la retrocessione si presenta chiara e nitida davanti agli occhi di un tifoso speranzoso, che nonostante tutto andasse per il verso sbagliato non aveva mai smesso di crederci.
La curva sta in silenzio, come impietrita, come se si fosse appena svegliata dopo un sogno e si trovasse di fronte una dura realtà, poi subentra la rabbia, la tristezza, la delusione, il senso di appartenenza ad una maglia che si ama e che si sente poco rispettata!
Il sogno finisce qui? La matematica non condanna, ma perdere in casa contro un avversario, rispettabile si, ma comunque tranquillamente affrontabile, lascia poco alle speranze dei ragazzi della Curva Sud che chiudono il match all’unisono con il coro:” La primavera, VOGLIAMO LA PRIMAVERA!”
