"Lucarelli: "Divieti di trasferta? Se rinasco faccio il prefetto". E la Procura Federale apre un fascicolo", il paradosso del sistema calcistico italiano
In un calcio italiano in cui le istituzioni cercano sempre le scappatoie per gli amici, una vicenda paradossale la dice lunga su come servirebbe piazza pulita in tutti i gangli del sistema.
"Lucarelli: "Divieti di trasferta? Se rinasco faccio il prefetto". E la Procura Federale apre un fascicolo", si legge su Gazzetta dello Sport.
"Il divieto di trasferta per i tifosi livornesi in occasione di Spezia-Livorno? Se rinasco voglio fare o il questore o il prefetto. Prendo il mio stipendio, non vado a cercare rogne, tengo tutti a casa e ho fatto il mio lavoro. Poi ci sono le coppe europee, arrivano tifosi da fuori a fare danni nelle nostre città ma divieti lì non li vedo...". Così l'allenatore amaranto Cristiano Lucarelli prima del derby con lo Spezia, in programma oggi alle 18 per il Girone B di Serie C.
Frasi forti contro le istituzioni che hanno indotto la Procura Federale della Figc guidata da Giuseppe Chinè ad aprire un fascicolo per verificare eventuali violazioni del codice di giustizia sportiva (legati ai principi di lealtà, correttezza e al divieto per i tesserati di esprimere giudizi lesivi della reputazione di organi istituzionali)".
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