Il Fatto Quotidiano: "Beppe Marotta, il grande “burattinaio” del calcio italiano"
"Beppe Marotta, il grande “burattinaio” del calcio italiano", analizza oggo Il Fatto Quotidiano nel pezzo di Lorenzo Vendemiale. E' proprio Marotta, secondo i rumors, il grande "sponsor" della camdidatura di Adriano Galliani alla presidenza FIGC, l,o stesso Marotta che aveva appoggiato Malagò ppochi mesi fa.
"La possibile candidatura di Adriano Galliani alla guida della Figc è l’ennesima giravolta di un sistema ingovernabile, che non trova pace. Dopo la telenevola sul mancato tesseramento di Giovanni Malagò, durata mesi e conclusa con la farsa dell’autocommissariamento, pensavamo si aprisse una fase di tregua. C’erano ancora spaccature tra i presidenti della Serie A, tensioni per la nomina del nuovo segretario generale al posto di quel Marco Brunelli, passato come capro espiatorio del pasticcio. Però era legittimo aspettarsi che tutto si risolvesse in qualche mugugno, considerando che Malagò aveva ormai superato la buriana, e dopo la tempesta di solito viene sempre la quiete.
Soltanto due settimane fa la Lega Calcio aveva manifestato “completo supporto” a Malagò, minacciando addirittura l’uscita dalla Federazione in caso contrario, costringendo così il Coni di Buonfiglio alla resa e al compromesso dell’autocommissariamento. In coerenza con la scelta di quattro mesi fa, visto che la Serie A aveva voluto Malagò presidente. Allora, a raccogliere le firme era stato proprio Marotta, grande regista della candidatura, come raccontato dal Fatto a suo tempo. Oggi, è sempre Marotta che quella candidatura può affossarla, semplicemente non raccogliendo più le stesse firme", scrive il Fatto.
CLICCA QUI -
Si legge ancora: "Nelle ultime settimane, il presidente dell’Inter ascoltava sornione. Ad esempio, nella lunga e tribolata riunione che aveva partorito il decisivo comunicato di sostegno a Malagò, era stato uno dei più passivi. E così anche nella successiva assemblea di Lega. Tanti avevano interpretato il suo silenzio come smacco per non essere riuscito ad imporre la sua linea (dettata appunto da Baldissoni e Sticchi Damiani del Lecce), e invece stava già preparando la prossima mossa. L’operazione Galliani è decollata soltanto quando lui se n’è convinto. E soltanto perché lui può garantirle la sponda di calciatori e allenatori, il blocco che a giugno aveva votato l’elezione di Malagò, e che ora sarebbe pronto a mollarlo, non ricandidandolo e quindi rimettendo di fatto la palla alla Serie A. Questo in virtù del rapporto con l’avvocato Viglione, a cui le componenti tecniche sono legate, e che Marotta, insieme all’alleato Percassi, ha già reclamato più volte come segretario generale al posto di Brunelli. Poi perché un semplice consulente legale sia così influente e decisivo nelle sorti della Federazione è un altro mistero del calcio italiano.
Mai dare per morto Malagò, già durante l’ultima vicenda del commissariamento ha dimostrato di saper risorgere quando in tanti gli avevano già fatto il funerale, grazie alle sue straordinarie doti relazionali. Ma lanciare Galliani come candidato presidente, equivale a dire a Malagò che lui l’aveva messo mesi prima, e lui lo toglie adesso che non gli va più a genio. Perché quei voti sono suoi, è lui che comanda. Se davvero finisse così, sarebbe la conferma che Beppe Marotta è l’unico, grande “burattinaio” del calcio italiano".
