Lotito non molla la Lazio e invita i tifosi ad un confronto: "Anche io voglio vincere, ma necessaria la sostenibilità"

11.06.2026 00:10 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
Lotito non molla la Lazio e invita i tifosi ad un confronto: "Anche io voglio vincere, ma necessaria la sostenibilità"
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Claudio Lotito non molla la Lazio e anzi rilancia la sua azione oramai ventennale. Il patron, inviso alla quasi totalità del popolo biancoceleste e oramai frontman del gruppo che vuol rilevare la Reggina, ha scritto una lettera aperta ai supporters laziali e ha invitato ad un confronto per mettere fine ad uno scontro senza quartiere, con i tifosi che hanno annunciato la mancata sottoscrizione degli abbonamenti e la disdetta di quelli TV.

Si legge in uno stralcio della lettera di Lotito:

"...La Lazio non è un’azienda qualunque. È storia, appartenenza, identità, sentimento. È una comunità popolare, profonda, orgogliosa. È una parte della vita di centinaia di migliaia di persone. Proprio per questo il confronto è legittimo. La critica è legittima. La contestazione fa parte della storia del calcio e della libertà dei tifosi. Ma il confronto deve restare dentro una cornice di rispetto, di verità e di responsabilità.

IL CALCIO MODERNO

Si può non essere d’accordo con una scelta tecnica, con una strategia societaria, con una comunicazione, con una stagione sportiva. Si può criticare il Presidente, la società, il mercato, il rapporto con la tifoseria. Ma ridurre oltre vent’anni di lavoro, sacrifici, responsabilità personali, risultati ottenuti e battaglie istituzionali a una caricatura significa non leggere fino in fondo cosa sia diventato oggi il calcio moderno.

Il calcio di oggi è un sistema sempre più complesso, sempre più spregiudicato, a volte privo di una visione autentica. Un sistema nel quale i fatturati vengono raccontati come trofei, mentre dietro quei numeri si nascondono spesso indebitamenti enormi, operazioni finanziarie aggressive, fondi che entrano nel mercato non per custodire identità, territori e passioni, ma per speculare sul valore di un brand e sul consenso emotivo di una comunità.

Ho sempre pensato che la Lazio dovesse restare padrona del proprio destino. Questa è stata, è e resterà una linea fondamentale. La Lazio deve competere, deve crescere, deve ambire alla vittoria. Ma deve farlo senza perdere dignità, autonomia, equilibrio e futuro. Il primo dovere di chi amministra un club non è inseguire l’applauso di un giorno. È garantire che quella società resti solida, libera e rispettata anche domani.

So bene che questo principio, a volte, può apparire duro. So bene che il tifoso vuole vincere, vuole sognare, vuole vedere la propria squadra sempre più forte. È giusto che sia così. Anche io voglio una Lazio più forte. Anche io voglio una Lazio competitiva. Anche io voglio una Lazio capace di vincere. Ma la sostenibilità non è il contrario dell’ambizione. È il modo più serio per darle un futuro. In questi anni ho sempre messo la faccia. Nelle scelte facili e in quelle difficili. Nei momenti positivi e in quelli complicati. Ho combattuto nelle istituzioni sportive e politiche non soltanto per la Lazio, ma per difendere il sistema calcio nel suo complesso. Perché un calcio senza sostenibilità, senza regole, senza equilibrio, senza rispetto per i tifosi è un calcio destinato a perdere se stesso".