Cor.Sport: "Retroscena Malagò, siamo alla resa dei conti: il Coni deciso a commissariare la Figc"

02.10.2026 10:00 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
Cor.Sport: "Retroscena Malagò, siamo alla resa dei conti: il Coni deciso a commissariare la Figc"
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"Retroscena Malagò, siamo alla resa dei conti: il Coni deciso a commissariare la Figc", scrive oggi il Corriere dello Sport, che analizza le posizioni in attesa della decisione della Giunta del CONI, che si terrà il prossimo 6 ottobre.

"Da un lato la fiducia di riuscire comunque a farcela, raggiungendo un’inaspettata maggioranza, dall’altro la forza dei numeri che conducono dritti al commissariamento. Se la giunta Coni si tenesse oggi, e non martedì alle ore 13, si potrebbe forse già scrivere il “de profundis” della Figc. Ma ogni ora che passa può alimentare la speranza di Malagò, un fuoriclasse delle strategie elettorali. Alla riunione dei 16 voteranno in modo palese - bisognerà metterci nome e faccia - sicuramente in 13 visto che Malagò è parte in causa. Le posizioni di Elisabet Spina, che rappresenta i tecnici ma fa parte del calcio come dirigente del Milan, e di Diana Bianchedi, la vicepresidente Coni in aperto contrasto col suo n.1 (Petrucci docet) dimessasi due giorni fa da capo delegazione della Nazionale, vanno valutate e chissà se dovrà farlo a posteriori un tribunale. Da Palazzo H filtra l’indicazione che Spina e Bianchedi devono astenersi alla luce delle disposizioni dell’articolo 7 comma 4 dello statuto. In teoria sarebbero due voti in più per Malagò, che oggi conta forse 5 o 6 sostenitori. In qualsiasi caso, non abbastanza. 

Mentre proseguono i tentativi di indebolire il fronte altrui, sono cadute tutte le maschere. Buonfiglio è deciso ad allontanare l’ex alleato dopo appena 100 giorni alla guida del pallone, “festeggiati” proprio ieri. Per Malagò sono stati tre mesi scarsi di attacchi, di dirigenti saliti a bordo e poi scesi in corsa tra una valanga di critiche (Maldini, Leonardo, Bianchedi), di accuse esterne (prima il pantouflage, ora l’assenza del tesseramento) e di botte e risposte con la politica. Il rapporto che lui e Abodi avevano tentato di camuffare nei primi incontri post elezione è logoro da tempo. E il sostegno delle componenti, stavolta, non sposterà gli equilibri".

Si legge ancora: "Questo clima di rivoluzione ha prodotto uno scenario in cui sostenere l’indicazione di Buonfiglio, il cui voto peserà di più in caso di parità, significherebbe spazzare via con un colpo improvviso una recentissima vittoria alle urne con quasi il 70% dei consensi per un cavillo, mentre andare nella direzione opposta condurrebbe al serio rischio di commissariamento del Coni, ente pubblico che quel cavillo lo giudica «una grave violazione». Un governo sempre più interessato allo sport ha le idee chiare, come dimostra il progressivo aumento dei parlamentari in consiglio nazionale e l’accoppiata Durigon-Cozzoli, entrambi vicini a Giorgetti, alla guida delle due leghe di pallavolo. Se essere in possesso di una tessera è un requisito per guidare la federazione, allora Malagò non poteva essere eletto. L’interpretazione di Via Allegri, viceversa, è che la “regolarità” vale solo per chi una tessera ce l’ha. Solo che questo non è più il tempo delle sfumature legali. Buonfiglio ha raccolto i pareri di quattro giuristi, Malagò di cinque. «Ci siamo attrezzati per non lasciare spazio a interpretazioni o ad atteggiamenti personalistici», il guanto di sfida del primo. La Figc contesta non solo il tentativo di commissariare, ma pure le tempistiche del ricorso avanzato dall’avvocato Miele oltre i 7 giorni. Nel frattempo, in queste ore c’è chi ha ricordato ai membri di giunta di essere “pubblici ufficiali nell’esercizio di pubblico servizio”. Non voteranno insomma a cuor leggero. Dopotutto, col calcio è sempre una questione di soldi, potere e poltrone".