REGGINA: LE CRONACHE DI LOTITO, I BUONI AUSPICI ED UN AZZARDO

21.07.2026 11:00 di  Valerio Romito   vedi letture
REGGINA: LE CRONACHE DI LOTITO, I BUONI AUSPICI ED UN AZZARDO

Il giorno dopo il primo Lotito day reggino, vissuto in un clima infernale (ma solo dal punto di vista delle temperature, nessuno ne travisi il senso…) sopportato pazientemente dalle migliaia di tifosi presenti in tribuna grazie al supporto della curiosità e dalla sazietà per aver potuto finalmente coronare una lunga attesa per il tanto bramato segnale di vita, induce una serie di considerazioni, ovviamente allo stato primordiale.

Partiamo subito dalla constatazione forse più importante ed auspicata, quale primo effetto di questo nuovo corso: quella cosiddetta pacificazione di un ambiente che aveva urgente bisogno di trovare una nuova coesione e rinnovati entusiasmi, esplicitati chiaramente dalla grande accoglienza riservata all’imprenditore romano, il che ci fa mettere, volutamente, in secondo piano qualsiasi altra considerazione su altre manifestazioni di benvenuto analoghe dedicate a qualche predecessore.

Anche in questo senso urge un doveroso distinguo: se nelle precedenti occasioni l’errore principale è consistito nel dare eccessivo credito, di fatto a scatola chiusa, a veri e propri carneadi in ambito calcistico, anzi persino a chiudere qualche occhio su cronache giudiziarie già note in virtù di una spasmodica voglia di esaltazione sportiva, nel caso odierno sarebbe assai ingeneroso accostare, per esperienza e consistenza, la storia di Lotito a quei loschi figuri, e soprattutto contestualizzare il ruolo reggino dell’attuale presidente laziale rispetto alla feroce contestazione proveniente dagli ambienti romani.

Allo stesso modo, importa poco o nulla quali siano le motivazioni che abbiano spinto il senatore ad investire nella città dello stretto, essendo consci già da molto tempo che nessuno scelga più di impegnare il proprio denaro nel calcio per scopi passionali o filantropici (il tempo dei Rozzi e degli Anconetani è ampiamente morto e sepolto), per cui è stata molto apprezzata la scelta di non ricorrere a ridondanti quanto fasulle metafore da libro cuore già tristemente note alle nostre latitudini.

La storia delle vicende amaranto, soprattutto recenti, dovrebbe aver insegnato ormai a tutti (o quasi) la necessità di privilegiare un certo pragmatismo ogni oltre ulteriore sentimento, riservando una prevalenza assoluta ai fatti ed alla concretezza in termini di risultati ma anche di progettualità, intesa quale sostenibilità economico finanziaria indispensabile ad allontanare qualsiasi barlume di rischio di nuove, malaugurate cadute rovinose nell’oblio calcistico: per tutti e due gli obiettivi, la figura di Lotito merita certamente un credito iniziale convinto e rassicurante.

Tuttavia, se per i propositi di vittoria quantomeno immediata appare impossibile pensare che non si stiano facendo le mosse necessarie, ed in tal senso c’è un piccolo rammarico nel non aver avuto la possibilità di interloquire con Romairone nonostante fosse presente al Granillo, sul piano progettuale la “visione” prospettata sia dal sindaco che dal neo patron amaranto continua a scontrarsi con la situazione legata all’attuale normativa sulle multiproprietà.

Prevedere infatti quale unica soluzione prospettata un adeguamento regolamentare, di cui però rec sic stantibus si stenta a ravvisarne i prodromi, quantomeno a livello di intenti federali manifestati, rischia di costituire un azzardo piuttosto pericoloso,oltretutto se ci si deve affidare esclusivamente ad atti esogeni, se davvero si vuole intraprendere, e stentiamo a credere che non sia così, un percorso ambizioso e futuribile: l’auspicio è che comunque esista un piano B che, seppur per il momento evidentemente non si vuole prendere in considerazione, possa essere attuato tempestivamente per non incorrere nelle situazioni già vissute (e raccontate anche ieri sera) dallo stello Lotito sulla vicenda riguardante la Salernitana.

Esauriti dunque i convenevoli, apprestiamoci a vivere una settimana che, crediamo, sarà foriera di novità di natura tecnica non solo alimentate da indiscrezioni, ma che possano essere certificate attraverso le prime ufficializzazioni, affinché il quadro sin qui solo raccontato possa essere finalmente ravvivato da contorni e colori.