L'ex ds della Reggina Pellegrino: "Reggio Calabria può essere trascinante. Un peccato assistere a discordie e frammentazioni"
Maurizio Pellegrino, ex ds della LFA Reggio Calabria e oggi Reggina, ha parlato a Talk Sport su Febea e ha analizzato il torneo di quarta serie:
"Per quanto si era fatto in estate, sembrava che per la Reggina potesse filare tutto per il meglio. La partenza non brillante degli amaranto ha fatto prendere coraggio alle altre e ora ci sono cinque in corsa per il salto in C, alla fine del girone d'andata si era intuito che il campionato per la Reggina poteva essere più complicato del previsto. La parte medio-bassa è sempre stata così, chi si deve salvare duella sino alla fine del torneo. Invece, chi si è strutturato per vincere poi alla fine è riuscito a portare a casa il campionato. A me non piace definire qualsiasi campionato scarso, era sicuramente un torneo alla portata della Reggina, ma senza dubbio. Nonostante il grandissimo lavoro di Torrisi, si è andati sempre a rincorrere e non è semplice doverlo fare costantemente".
Continua Pellegrino: "E' inutile girarci intorno: certe piazze fanno la differenza, come Catania o Reggio Calabria. Ti possono trascinare in maniera determinante e allo stesso tempo vincere in queste piazze non è semplice o scontato. Costruire una grande squadra non è una garanzia di vittoria perché ci sono pressioni diverse, è anche vero che chi costruisce grandi squadre in queste piazze, statistiche alla mano, alla fine il campionato lo vince".
Certamente le competitors della Reggina non hanno l'appeal amaranto: "Bisogna fare i complimenti all'Igea, alla Nissa e all'Athletic Palermo, ma la Reggina è la Reggina e Reggio Calabria è Reggio Calabria, massimo rispetto per le altre ma non sono paragonabili per passione, seguito, blasone. Nel momento in cui fanno il salto di categoria, secondo me bisogna avere l'umiltà a spendere solo quello che si può. Se si vuol fare calcio oggi bisogna farlo solo con quello che si può spendere, anche a rischio di perdere la categoria, ma mai faticando a pagare i calciatori. Se si è bravi si prendono i calciatori che costano meno, ma mai andare oltre le proprie possibilità".
Sulla parte ambientale: "Il primo anno non è stato semplicissimo a livello ambientale, a Reggio ci ho lasciato il cuore, c'è tantissima gente brava, i tifosi, è una città straordinaria. E' un peccato assistere a discordie e frammentazioni, se tutti remassero verso il medesimo obiettivo e con la medesima unità di intenti allora è davvero dura fermarle. E' stato durissimo perché serviva ricostruire e non ci aspettavamo quel tipo di accoglienza, era comunque un ambiente demoralizzato e depresso per quanto accaduto in passato. Si è cercato di organizzare per dare progettualità, io poi a fine anno non sentivo di essere in grado di poter dare il 110% per la causa e ho lasciato: mi auguro di cuore che la Reggina possa fare il salto".
E in caso di disastroso quarto anno di D? "Non conosco le intenzioni di Ballarino, lui ha sofferto molto perché ci tiene tantissimo a centrare l'obiettivo. Lui ha fatto tanti sacrifici economici, continua a farli, continua a mantenere gli impegni, ma bisogna attendere la fine del torneo. Torrisi è una garanzia, i calciatori sono tutti ragazzi straordinari che daranno il massimo sino alla fine".
