Reggina, che occasione persa. Il Varese in dieci fa festa
Con un pugno di mosche. Così la Reggina torna dal campo di Varese. Guardando i precedenti (sei sconfitte e un solo pari nei sette incroci prima di oggi) verrebbe da chiedersi qual è la novità. La risposta è semplice: nelle modalità beffarde della sconfitta. Già, perché il festival delle palle gol sprecate non si è concluso al triplice fischio finale di sabato scorso. Gli amaranto tessono e disfano la tela, sfruttando con poca lucidità e poco cinismo il jolly della superiorità numerica pescato dal mazzo a mezz'ora dal termine. E alla fine sono gli stessi calabresi a incassare il gancio letale da un avversario colpevolmente lasciato in partita.
POCO TURNOVER – Turnover sì, ma mica tanto. Atzori presenta di fatto due sole novità rispetto all'undici anti-Novara: fuori Colucci e Strasser, dentro Rigoni e Fischnaller. L'attaccante bolzanino supporta Cocco assieme a Di Michele e rappresenta di fatto la variante che trasforma il 3-5-2 in un 3-4-2-1. Per la terza gara consecutiva, Dall'Oglio strappa una maglia da titolare: questa volta fa il mediano e non la mezzala.
Più corposo il restyling operato da Sottili, che cambia quattro pedine rispetto alla formazione reduce dal pareggio di Avellino. Il Varese si schiera in pratica con un 4-2-3-1: Pavoletti riferimento centrale, Tremolada a suo supporto, Fiamozzi e Cristiano esterni alti. In mediana la coppia Damonte-Barberis.
EQUILIBRIO – Prima occasione sul taccuino del cronista segnalata al 4', quando sugli sviluppi di un corner per il Varese Lazaar prova la rasoiata col mancino: palla a lato. L'approccio della squadra di Atzori non è dei migliori: Reggina sulla difensiva e troppo lunga nella prima fase del match. Prova ad approfittarne Tremolada, che al 12', imbeccato da una sponda aerea di Pavoletti, tenta il destro volante: traiettoria troppo centrale per impensierire Benassi. Ogni corner è un rischio: al 16', su angolo dalla sinistra, Cocco anticipa l'uscita di Benassi, Ely potrebbe insaccare a porta vuota ma disturbato da Ipsa spedisce alto, fallendo la chance per siglare il gol dell'ex. Ci riprova Lazaar un giro di lancette dopo, il suo mancino è potente ma pecca di precisione. Il primo break di marca amaranto è di quelli che possono far male: al 25', in contropiede, Di Michele lancia Fischnaller, che se ne va palla al piede tra i difensori biancorossi: il tiro a incrociare dell'ex Sud Tirol è respinto da Bressan, provvidenziale il successivo intervento di Rea che evita il tapin vincente di Cocco. La Reggina sembra ingranare. Dall'Oglio strappa il pallone all'avversario e sforna un cross teso per Di Michele, la cui girata è respinta in angolo da Bressan (29'). Tra le fila dei biancorossi, le insidie arrivano sempre dai piedi di Lazaar, che ci riprova dalla distanza: palla di poco alla destra di Benassi, che comunque era sulla traiettoria. Al 41' Pavoletti veste i panni dell'assist man, scodellando per Cristiano, che di testa anticipa Adejo: palla che tramonta di poco fuori dallo specchio.
VARESE IN DIECI – Il leti motiv non cambia poi tanto nella ripresa. Un propositivo Maicon sfiora l'impatto col pallone su sventagliata di Di Michele (50'), mentre Pavoletti incorna a lato su cross dalla trequarti di Fiamozzi (52'). I ritmi vanno comunque scemando e i due tecnici decidono di attingere dalla panchina (59'): Atzori va con Strasser per Dall'Oglio, mentre nel Varese Zecchin e Bjelanovic rilevano Cristiano e Tremolada. Cambi che incidono profondamente negli equilibri della sfida, se non altro perché il neo-entrato Bjelanovic commette l'ingenuità di beccarsi due gialli in un minuto, lasciando dunque la sua squadra in dieci. La Reggina comunque fatica a capitalizzare la superiorità numerica. E per poco non la combina grossa al 66', quando Lucioni consegna di fatto la palla a Pavoletti, il quale tenta la botta da fuori, spedendo in Curva. La Reggina trova un varco al 70', quando Cocco suggerisce per Maicon, che da buona posizione invece di tentare il cross calcia alto. Atzori opera allora il doppio cambio: Gerardi e Maza per un Di Michele visibilmente contrariato e Fischnaller. Il tecnico amaranto decide dunque di tenere in campo tre centrali contro una sola punta. La Reggina comunque preme. Bressan alza in corner un tentativo dalla trequarti di Maza (78'). Dalla bandierina, su traversone dello stesso spagnolo, spunta la testa di Lucioni: gran risposta di Bressan, che devia sulla traversa. Due giri di lancette e il computo delle chance sprecate inizia ad essere pesante: Adejo riesce a far filtrare un pallone per Strasser, che davanti a Bressan strozza troppo la conclusione. Altri due giri di lancette e quel gol che sembra ormai nell'aria arriva nella porta che non ti aspetti: (83'): punizione dalla trequarti di Zecchin e Pavoletti prende il tempo a tutti, inzuccando imparabilmente per Benassi. La Reggina accusa il colpo e riesce a rendersi pericolosa solo al 91', quando Cocco serve un pallone d'oro a Maicon, ma il brasiliano fallisce quello che è quasi un rigore in movimento, calciando sopra la traversa.
Crediti con la dea bendata a parte (precisando che non possiamo interpretare la sconfitta in soli termini di sfortuna, anzi la squadra di Atzori ci ha messo del suo), il bottino di sei punti raccolto in altrettante giornate è oggettivamente scarso: se la Reggina c'è, con il Carpi deve battere un colpo. Un colpo da tre punti.
