Piano anti-crisi della FIGC: stop norma anti-betting e legge sugli stadi

27.03.2020 15:25 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    Vedi letture
Piano anti-crisi della FIGC: stop norma anti-betting e legge sugli stadi

Nel documento anti-crisi varato dalla FIGC, con l'accordo delle altre componenti federali, anche le richieste riguardanti la modifica della norma "anti-betting" del Decreto Dignità e la Legge sugli Stadi.

Ecco cosa scrive in merito Gazzetta dello Sport nell'edizione odierna:

"Il documento è pronto. Sarà inviato questa mattina al Coni e al ministero dello Sport. Tema: proposte del mondo del calcio per fronteggiare la crisi che rischia di mettere k.o. un bel pezzo di sistema, da alcuni club professionistici all’arcipelago delle società dilettantistiche. Ieri il presidente federale Gabriele Gravina ha riunito tutte le componenti per limare il testo. La lista è stata definita: riconoscimento dello stato di crisi, sospensione del canone per l’affitto degli impianti, estensione della cassa integrazione anche ai calciatori di B e C con uno stipendio massimo di 50 mila euro annui, un fondo “salva calcio” inizialmente alimentato dalla FIGC per aiutare le società in difficoltà. Le richieste sono spalmate in tre fasi: l’attuale discussione per la traduzione in legge del decreto “Cura Italia”; il nuovo decreto “economico” di aprile; l’intervento nel “semplifica Italia”, il momento in cui, è l’augurio di tutti, ci si concentrerà sulla ripartenza del Paese. La filosofia del documento è quella già annunciata: niente aiuti economici, ma la costruzione di percorsi che possano favorire un nuovo inizio.

Una filosofia che è stata condivisa ieri anche da Giovanni Malagò. «Meglio questo che chiedere soldi che non ci potranno essere per tutto e per tutti». Al termine della giunta straordinaria, a cui ha partecipato anche il ministro dello sport Vincenzo Spadafora, Il presidente del Coni ha parlato anche di calcio condividendo lo spirito delle altre richieste avanzate dal mondo del calcio in queste ore: cancellare lo stop al divieto di pubblicità e di sponsorizzazione delle aziende del comparto delle scommesse sportive e approvare una nuova legge per gli stadi. Per il presidente del Coni, «se si mettono in cassa integrazione i dipendenti, se si interrompono i versamenti fiscali e si sospendono i mutui, è chiaro che ci troviamo in una situazione di emergenza. E ritengo giusto che si provi a puntare su cose che non si è riusciti ad ottenere prima. Come appunto la vicenda del divieto delle sponsorizzazioni e della pubblicità delle società di betting». Malagò però non fa mistero di essere stato fortemente contrario al provvedimento inserito nel Decreto Dignità. «Io ero già contrario perché queste norme avrebbero indebolito i club italiani. In Europa non c’è nessuno che abbia una legge del genere».

Ora si tratta di capire se ci sarà spazio per una rivisitazione della norma. Norma che è stata una delle bandiere del Movimento 5 Stelle per il contrasto alla ludopatia. La richiesta del mondo del calcio però ha trovato nelle ultime ore una dimensione temporale diversa. Non si vuole andare a uno scontro ideologico con il governo, ma chiedere la sospensione di un anno del divieto. Una sorta di boccata di ossigeno in un momento di drammatico calo delle risorse. Un anno per riprendere fiato e sfruttare anche la possibilità di investimenti pubblicitari del settore scommesse per ritrovare il mercato perduto in questi mesi.

Malagò ha anche parlato della legge sugli stadi. «Quella attuale, al di là di cosa se ne pensi, non ha prodotto risultati perché in nessun caso si è riusciti a portare a compimento l’operazione. Tutti i nuovi stadi sono stati costruiti o ristrutturati prima della legge». Insomma, bisogna sciogliere evidentemente ancora dei passaggi per poter compensare le operazioni più virtuose. Sia l’intervento sulla pubblicità delle scommesse sia quello degli stadi dovrebbero comunque far parte della terza fase, quella della “ripartenza”. sperando che questa parola, mai così pronunciata, possa diventare presto realtà"..