L'ANGOLO DEI TIFOSI - Ecco le nuove mail

16.07.2015 16:08 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
L'ANGOLO DEI TIFOSI - Ecco le nuove mail
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© foto di Federico Gaetano

Ecco le prime reazioni dei tifosi dopo l'addio della Reggina al calcio professionistico e sopratutto la mancata iscrizione del club e la conseguente futura radiazione.

La casella di posta elettronica alla quale inviare le vostre considerazioni è tuttoreggina@libero.it. Potete continuare ad inviare i vostri pensieri sulla Reggina, ESCLUSIVAMENTE all'indirizzo di posta sopracitato. 

 

Cara redazione,                                                                                               

Vi scrivo per la prima volta e come hanno fatto altri vorrei condividere i miei pensieri con voi.
Questo per me è stato un colpo durissimo,come per tutti i VERI tifosi reggini, ma non mi sento nella posizione di criticare né di glorificare nessuno.  È vero, da parte della dirigenza sono state fatte degli errori ma dobbiamo pur sempre ricordare che quella dirigenza ci ha portato in serie A. Ora mi chiedo una cosa però: i debiti che il club aveva con l Agenzia delle entrate(quelli rateizzati) che fine faranno? Dovranno essere saldati? E quelli con i tesserati sia incentivi all'esodo che le normali retribuzioni? La cosa che spero, comunque vada,è  che la Reggina si riazi e dimostri a tutta l'Italia di che stoffa sono fatti i reggini, e , spero così un giorno di rivevivere le emozioni della prima storica promozione in serie A, poiché ancora non ero nato.  Spero inoltre che le divergenze finiscano cosicché si possa ripartire più forti di prima e possiamo tornare a rappresentare Reggio e la Calabria  nel miglior modo possibile.
Cordiali saluti, 
Giovanni, un giovanissimo tifoso amaranto

LA REDAZIONE RISPONDE: Giovanni, la storia della Reggina ripartirà con una nuova società, nuova di zecca, che non avrà più debiti e pendenze.

 

Caro direttore. Che dire.... Non ho parole per descrivere la mia amarezza, il vuoto che ha lasciato dentro me questa notizia sembra incolmabile, é come aver perso un grande amore che mi ha accompagnato per tutta la vita. Vorrei esprimere un paio di opinioni in merito a tutto ciò...... Comunque sia andata a finire al presidente foti vorrei stringergli la mano da sportivo e dirgli grazie. Perché lui é stato ( e sfido chiunque a dire il contrario ) l'artefice del miracolo Reggina, la serie A, le vittorie contro la Juve,l'Inter, il Milan, la Roma....la gloria! Ricordo le parole di mio padre che ripeteva sempre la seriaA mancu pu dumila a virimu, a dimostrazione che tutto ciò fosse impensabile a quei tempi. Invece posso dire con orgoglio che io ho vissuto e goduto ogni momento di quella serie A, di aver visto vieri, maldini, Baggio ( lo stava anche portando a Reggio! ), shevchenko, Zidane, ronaldo, Buffon, Batistuta, del Piero, blanc, thuram ecc.... Per non parlare delle gioie nelle categorie inferiori come lo spareggio con la virescit, i derby col messina, la parata di baiocco a Vicenza. Purtroppo negli ultimi anni il maggior errore del presidente é stato di credere di avere nei confronti dei tifosi un credito illimitato, appunto perché lui ad ogni critica avrebbe replicato che é stato l'unico ad averci fatto assaporare ( anzi noi abbiamo mangiato e bevuto per anni) in serie A. Non sta a me elencare i suoi errori, li sapete meglio di me, comunque sia é stato il miglior e allo stesso tempo il peggior presidente della nostra storia. Mi piace ricordarlo per le tante cose buone che ha fatto, e anche per quelle sbagliate. Senza andare giù duramente come certi avvoltoi e tifosi occasionali hanno fatto. Avete goduto tutti nei momenti di gioia, avete invaso il campo a Perugia e a Torino avete ballato sul lungomare nelle promozioni e nelle miracolose salvezze, é giusto criticarlo ora nelle sconfitte come ho fatto io per primo ma con dignità e rispetto verso l'uomo, e soprattutto senza dimenticare il passato, perché non esiste futuro senza passato. Quindi mi piace immaginare che la mia amata Reggina risorga dalle proprie ceneri e riparta imparando dal suo passato e ricordandolo con orgoglio. Oggi sono distrutto come la mia Reggina, ma sono pronto di nuovo a lottare, come ho fatto sempre x lei dall'Olimpico di Roma al D'Ippolito di Lamezia. Sono stato con lei fino all'ultimo respiro, con la speranza di vederla riaprire gli occhi come solo un innamorato può fare. Ora che sei defunta vorrei dirti una cosa, sono sicuro che mi ascolterai: Tornerai più bella e più forte di prima, resterai per sempre nel mio cuore. Ritorneremo insieme. Grazie di tutto Reggina mia.

Tullio con profondo affetto 

LA REDAZIONE RISPONDE: Tullio, quando si giudica un errore o magari un successo, non si può essere abbagliati da cose esterne. La Reggina è andata in A, non si può dire."Ma se non c'era Artico, se non c'era Savoldi ecc ecc", è andata stop, bravo chi ce l'ha portata, così come non si può dire "La Reggina è fallita, si ma Foti ci ha portato in A", è fallita, la colpa è certo di chi l'ha gestita. Prendiamo atto di tutte le fasi storiche di questa società che ha dato lustro al calcio reggino, ma prendiamo atto di questo crollo inatteso e che poteva anche essere evitato, forse si o forse no. 

 

Spett, redazione,

l’amarezza per l’uscita della Reggina dal calcio professionistico è forte, ma allo stato delle cose forse non è un male assoluto la scomparsa di una società ormai boccheggiante e senza concrete possibilità di ripresa. Forse così si può ricominciare. Non mi associo con chi cerca colpe personali, in situazioni simili molti concorrono, anche se il maggiore implicato è il presidente, nel bene e nel male. Ritengo che dobbiamo obiettivamente considerare che la società è stata capace di grandi cose in passato e tutti noi tifosi ci siamo esaltati per risultati di grande rilievo. Ciò non toglie che si possano fare molte considerazioni. Personalmente non capisco per quale motivo una società che è arrivata in A attraverso la valorizzazione di tanti giocatori portati a grandi livelli, a un certo punto ha invertito la tendenza riuscendo a distruggere quanto di buono ottenuto, livellando in basso le capacità di calciatori, che, andati in altre squadre, hanno reso di nuovo al massimo (ricordo Cacia, Halfredson lasciato andare via per pochi spiccioli, Stellone) e tanti che hanno recuperato forma e capacità. L’ambiente è cambiato? L’aria del Sant’Agata ha perso la sua salubrità iniziale? Non sono così addentro alle cose della Reggina Calcio per poter giudicare, d’altra parte la società è stata tutt’altro che trasparente, a mio avviso, così, impedendo una chiara visione della cose anche agli addetti ai lavori. So che il presidente era un “cattivo pagatore”, basti fare riferimento ai debiti contratti con il Comune per l’utilizzo dello stadio, alle pendenze fiscali non onorate e così via. Credo che alla lunga i nodi  (gli artifici contabili) siano venuti al pettine e la voragine si è aperta. Sono perfettamente d’accordo con Cimino che nel suo articolo esamina obiettivamente i fatti. In sostanza, come da voi più volte affermato, non vi è stata (o non vi è più stata) una programmazione, una strategia lungimirante e di lungo termine, che, a mio parere, in passato ha reso grande la Reggina. E’ triste e significativo che negli ultimi anni la società, quindi in primo luogo il presidente, abbiano bruciato vecchie glorie e grandi beniamini come Cozza, Dionigi, Atzori, Bonazzoli (cui è stata negata anche la possibilità di giocare l’ultima partita), Giacchetta, messo in un ruolo non suo, e tanti altri. Prendersela con Scali o con chiunque non abbia messo denaro nella Reggina degli ultimi tempi è fuori luogo. Ma chi attribuisce colpe a un qualunque potenziale investitore, avrebbe dato un contributo? Forse conosce i termini delle trattative e la reale portata della cifra occorrente. Io non conosco questi particolari e non giudico. A questo punto spero che la squadra possa rinascere. Ripartire dal basso non è un disonore. A questo punto forse è il male minore. Vi ringrazio per la vostra puntuale informazione. Comunque sempre FORZA REGGINA.

Antonino da Padova

LA REDAZIONE RISPONDE: La strategia del club, sopratuto nel post-salvezza dal meno 11, è abbastanza chiara e palese. Cosi come è chiaro che investire sulla Reggina Calcio sarebbe stata un'operazione quanto meno rischiosa. Si può ripartire dal basso, dalla D possibilmente, così come hanno fatto tante altre società storiche, che ora sono già tornare nelle categorie di loro competenza.


Gentile redazione ancora una volta Vi scrivo con l'augurio che vorrete pubblicare questo mio messaggio ai tifosi della Reggina. Il messaggio scaturisce dalla bellissima poesia di Alfredo Auspici dove di capisce quanto il suo cuore amaranto lacrima.
Alfredo sei riuscito a toccare le corde più profonde del mio cuore dove si annidano i sentimenti più forti della mia vita "l'amore per la mia terra, per la mia gente, per la mia Reggina" Alfredo solo noi tifosi possiamo riprenderci la storia e lo potremo fare non delegando nessuno alla risalita della squadra non consentiamo più agli affaristi Reggini o Australiani di pensare ai loro guadagni la Reggina si amministra prima di tutto con l'amore e poi anche con i soldi. Presidente Foti e Mimmo Praticò affidateci la Reggina aiutateci a ricostruirla.

Lucio

LA REDAZIONE RISPONDE: Beh, sarebbe difficile un coinvolgimento del presidente Foti nella nuova Reggina, non crediamo ci sia questo all'ordine del giorno.

 

Buonasera

Leggo sulla Vs rubrica le @ dei tifosi inviperiti GIUSTAMENTE contro Foti , un grazie per lo spazio che ci date.

Altre testate preferiscono tappare la bocca ai tifosi ,nascondendo  la realtà dei fatti, i quali dimostrano chiaramente come il presidentissimo abbia distrutto la Reggina facendo solo debiti e cercando di farli pagare agli altri.

Dopo che dalle casse della Reggina sono spariti centinaia di milioni (per cattiva gestione s’intende) ha avuto la sfacciataggine di chiedere i soldi ai poveri tifosi con l’azionato popolare.

Altre testate del luogo si spingono  addirittura oltre, addossando  colpe altrove, magari  tirando in ballo qualche politico, ma il cervello per questi pseudogiornalisti è un optional, che la smettessero di offendere l’intelligenza di chi li legge.

Per onore della verità, e per rispetto verso i tifosi ,perché  è giusto che si sappia  con chi abbiamo avuto a che fare, Vi chiedo se è possibile sapere quanti stipendi “portava a casa” la famiglia Foti ,dalla Reggina Calcio?

Si vocifera che il signor Foti percepisse uno stipendio di 900 mila euro all’anno.

Si vocifera che Ungaro (suo genero) percepisse uno stipendio di 400 mila euro all’anno.

Si vocifera che altri componenti della famiglia Foti  fossero a libro paga della società amaranto.

Voi avete notizie in merito?

Io penso che siano solo chiacchere,ma  è doveroso in questo momento, smentire queste voci, qualora  siano  semplici illazioni, se invece fossero vere, molti “giornalisti” farebbero bene a darsi all’ippica (chiedendo scusa ai cavalli),dovrebbero vergognarsi, perchè il  silenzio ,in questi casi il silenzio è quasi sinonimo di connivenza.

Grazie

Angelo

LA REDAZIONE RISPONDE: Angelo, ascolta, sappiamo che ti sta molto a cuore la gestione Foti, in particolar modo le storture. Che ci fosse un coinvolgimento familiare nella Reggina Calcio, è cosa notoria. Ma da qua a dire che ci fossero questi stipendi iperbolici per alcuni dirigenti, è davvero un'illazione senza grossa credibiilità, sopratutto per un club che negli ultimi tempi non navigava nell'oro. Ci sarà tempo per approfondire tutte le cose collegate a questa vicenda, ma oggi non è il tema principale. Non è comunque uno scandalo che il pres.Foti abbia tratto dei vantaggi economici dalla Reggina, che era la sua Spa, che ha gestito e tutto, oppure doveva occuparsi in modo gratuiito e disinteressato?. Siamo d'accordo che le colpe non sono del centrosinistra, dei tifosi, di Palazzi o dei giornalisti, però da qui a dare addosso a Foti a tutti i costi, ce ne passa. 

 

Reggina, specchio della nostra regione?
Dico di si e vorrei spiegare il perché, dal mio punto di vista. 
Il calcio, l'ho già detto altre volte, è lo specchio di un epoca, per certi versi fa parte del moto sociale,  imprenditoriale e politico che si evolve ed involve, come fosse la storia vista dal Vico.
Sono gli scenari generali che vediamo e sentiamo tutti i giorni a ricordarcelo.
Giacchè il calcio fa parte della cultura, del modo di essere di una società intera, e non è solo sport, esso è imprescindibile, inseparabile, dal contesto in cui viviamo. 
Quindi è inevitabile l'analogia tra andamento sportivo calcistico di una città e fortuna/sfortuna della stessa città.. Non vi pare? Pensateci bene: quando Reggio raggiunse la promozione in A?  Quando Reggio/Reggina sono retrocesse? Notate l'immancabile convergenza storica ed economica?
Ciò che indigna tuttavia  il Tifoso/Cittadino è l'indifferenza..indifferenza presunta di politici, imprenditori, dirigenti. Verso cosa? Il degrado e il fallimento di... Di Reggio Calabria? No. Della Reggina. Perché nel piccolo Mondo la Reggina è un universo nel quale si specchia Reggio nella sua interezza, ripercorrendo una scia confusa . In sostanza si evince che chi si indigna per il fallimento della Reggina sia automaticamente indignato del fallimento dell'alter ego... Reggio?
La Reggina è un patrimonio, è stato sempre detto. Si. Giusto. Patrimonio, però, che di fatto è di un privato. Un azienda fallita a causa  di un prodotto che man mano ha perso qualità produttiva e gestionale. Tutto quello che volete, ma pur sempre un' impresa sociale il cui capitale maggiore è ( era)  di un singolo privato. E Reggio? 
Ci indigniamo forse per essere la provincia più degradata e povera d'Europa? Dunque sempre più giù.. Ci indigniamo forse del fatto che nulla è mutato in 50 anni per raggiungere Reggio metropolitana dal resto d'Italia? Falliti, bocciati, retrocessi. Ci indigniamo per essere più vicini allo standard cittadino di Tirana che di Trento? Che strano, ho citato una città mai stata calcisticamente in A..eppure è in A..la città.
Ci commuoviamo davanti al malato costretto ad umiliarsi, emigrando alla ricerca non del lavoro, ma di un semplice standard qualitativo sanitario, vicino a quello Italiano? E Vi assicuro che questo ci rappresenta malamente fuori.. 
Ci siamo mai scandalizzati per  un aeroporto "metropolitano"  fatiscente, degradato, mal collegato con il resto d'Italia, che ci fa sentire ancora sempre più lontani? Lontani da tutto.
Non parliamo della retrocessione ferroviaria storica...altro che serie D..che subisce Reggio rispetto al resto d'Italia..

Quindi incredibilmente tutto collima,  tutto si lega e si amalgama in un unico drammatico paradossale scenario, quasi Pirandelliano . L'indignazione dell'indignato  sublimata nella matematica della sorte. Una specie di sacrilegio persecutorio.
Dunque non mi indigno del fallimento della Reggina perché Ero già fin troppo indignato prima.
E,forse come me altri indignati non si indignano più..

Un caro saluto e..scusate le sperequazioni che non volevano essere fuori luogo..

Giuseppe Germanò

LA REDAZIONE RISPONDE: Giuseppe, nei giorni scorsi abbiamo proposto una nostra analisi sull'assioma diffiicoltà della Città-Fallimento Reggina. In molti si sono affrettati a dire che la crisi della Reggina, di puro stampo economico, sia dipesa dalla situazione della Città. Il contesto socio-economico conta e non poco, ma nel caso della Reggina conta relativamente o superficialmente. La Reggina Calcio è un'azienda privata, che di certo non si reggeva sulle sovvenzioni delle Istiituzioni locali o delle pubblicità di qualche imprenditore reggino, ma si reggeva sulle cessioni dei calciatori e sui contributi della Lega. Cosa dovrebbero dire a Venezia (il ricco Veneto, non la snobbata e spogliata Calabria), dove il club calcistico si è retto solo per l'interesse di un russo che poi è andato via nottetempo? La crisi mondiale e altro, ha avuto relativamente poco peso.

 

Buongiorno cara Direzione,
rispondo alla domanda che mi avete posto ieri,ovvero la colpa del fallimento di chi è stata. Posso rispondere che la colpa del fallimento è stata del sistema, perchè non funziona per come dovrebbe funzionare, le piccole squadre fanno troppa fatica a restare a galla,nel caso specifico della lega pro, gli introiti sono troppo pochi,e come ha pubblicato il quotidiano torinese la spesa media di un club un lega pro e' di 4,2 milioni di euro annui a fronte di incassi che si fermano ad una media inferiore ai 3 milioni di euro annui. Quindi come si può ben capire,non è poi cosi facile mantenere un club come ha fatto il signor Foti fino a ora,che nonostante le crisi e i fallimenti di squadre importanti è sempre riuscito a garantire alla Reggna fino a due giorni fa  un campionato tra i professionisti,quindi inutile dare la colpa al nostro Presidente,la colpa è del sistema e se proprio si vuole scegliere un uomo a cui dare tutta la colpa questo non è di certo Foti, ma al caro Scali bisogna darla,perchè come afferma anche Fortunato Martino imprenditore e componente del Cda "senza la vicenda australiana ci saremmo potuti organizzare meglio". 
Detto questo porgo ancora una volta distinti saluti al Presidente Foti e a voi Redazione,ringraziandovi ancora del lavoro che svolgete.

Rocco da Luneburg (Germania)

LA REDAZIONE RISPONDE: Rocco, sappiamo che la tua idea si basa sul troppo amore verso la Reggina. Ma dire che la colpa del fallimento è di Scali, non è qualcosa che ci trova d'accordo. Scali è stato semplice interessato ad acquistare la Reggina, poi ha ritenuto opportuno non procedere con l'acquisto, nulla di strano o di scorretto. Guardi che lo stesso presidente Foti dice che di errori ne ha fatti, dire che lui non ha alcuna responsabilità sul fallimento, è troppo esagerato.