L'ANGOLO DEI TIFOSI - Ecco le nuove mail

08.07.2015 12:43 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
L'ANGOLO DEI TIFOSI - Ecco le nuove mail
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© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com

Ecco le nuove mail giunte alla casella di posta elettronica tuttoreggina@libero.it. Potete continuare ad inviare i vostri pensieri sulla Reggina, ESCLUSIVAMENTE all'indirizzo di posta sopracitato.

 

Buongiorno

Leggiamo  che, a molti giocatori,  Foti & C, stanno proponendo la risoluzione del contratto, a patto di rinunciare agli stipendi arretrati.

Scusatemi, ma quale mente diabolica ha partorito questo modus operandi ?

Nell’ attesa  dell’imminente  morte della Reggina , questa asfissiante  agonia ormai agli sgoccioli, ha fatto  impazzire i dirigenti?

 È ovvio anche agli imbecilli, che la “risoluzione del contratto”  verrà accettata solo e soltanto da quei giocatori oggettivamente (no a  chiacchere) , appetibili sul mercato, quei giocatori che hanno  già una squadra, (che li ha già  contattati sottobanco ), e  che li aspetta “gratis”  a braccia aperte.

 Mentre i brocchi (e c’è ne una caterva) , che il presidente ha elemosinato  gratis in giro,dove possono andare ? chi se li piglia? Possono solo andare a zappare.

Giocatori come  Ungaro,Camilleri, (in primis) Armellino,Zibert,Masini, che non distinguono un pallone da una arancia ,non se li pigliano manco gratis.

Quindi i brocchi resteranno alla Reggina, anche se messi  a “pane e acqua”, in un mondo dove si muore di fame …. È già qualcosa.

Mentre i Campioncini  se ne andranno gratis, senza alcun ritorno economico per la Reggina, e alla faccia nostra faranno la fortuna di altri Club.

Poveri Tifosi,che si  devono vergognare a  parlare di Reggina, che rischiano l’ulcera solo a sentir parlare Foti...ma scusatemi ,senza un euro  che c____di  presidente è?

Sapete dirmi da quali giocatori,spera di incassare gli  euro, per iscrivere la Reggina alla serie “C”?

Avete idea di quale sia  l’obiettivo  di questa demenziale  strategia ?

Grazie per la risposta

Angelo

LA REDAZIONE RISPONDE: Non è una strategia voluta, almeno a rigor di logica, ma dovuta visto che bisogna fare cassa in qualsiasi modo e cancellare il debito dell'ultima stagione, quello relativo agli stipendi non corrisposti. E' chiaro che a livello tecnico, è qualcosa di deleterio, ma come è stato già nell'ultima stagione, con elementi come Adejo, Maza, Lucioni, Gerardi e altri ancora, tutti elementi tornati poi utili ad altri club tra B e Lega Pro.

 

Egregio Direttore,

mi ero ripromesso di non scrivere più anche se leggo sempre con attenzione tutto ciò che viene riportato su codesta testata.

La confusione che si sta facendo intorno alla  Reggina in agonia pronta ad esalare l'ultimo respiro (quando scrivo non so quali saranno le decisioni del Tribunale sezione fallimentare di RC) e sul suo passato e sul suo presente,  non mi fa più trattenere dall'intervenire, se poi qualche Suo collega che per anni ha difeso a spada tratta anche l'indifendibile della dirigenza amaranto mentre  oggi l'attacca con molto impeto ed accanimento definendo difetti quelle cose che un tempo esaltava come virtù, è normale che le persone siano disorientate e non riescano a connettere  sia sulla cronologia degli eventi sia sulla realtà degli stessi eventi, senza considerare le gravi e rischiose illazioni a cui alcuni si abbandonano.

Quando mai, in tutta la sua storia la Reggina 1914 (non ce ne sono altre) ha navigato nell'oro.

Il secondo anteguerra è costellato di fallimenti e fusioni di sodalizi, ripescaggi in C e retrocessioni in quarta serie (serie D)  all'inizio degli anni cinquanta, poi sono arrivati i pagherò emessi dal Cavaliere Matacena nei confronti dei tifosi amaranto a causa della mancanza di fondi nelle casse societarie, come non ricordare i pignoramenti degli incassi ai botteghini richiesti da ex presidenti negli anni ottanta che hanno portato al fallimento dell'A.S. Reggina anche se col  mantenimento del titolo sportivo.

E,  relativamente più recente, c’è stata la retrocessione in C1 del 1991 della famosa "Corazzata", retrocessione con  un debito di cinque miliardi di lire, cifra incolmabile  a quei tempi, e solo la vendita dei tre calciatori: Di Sole, Giovanni Tedesco e  Sergio Campolo scongiurò l'ennesimo fallimento.

Tutto ciò  dimostra che solo la valorizzazione di calciatori e la loro cessione oltre 

all'oculatezza delle scelte può consentire la vita di piccole realtà come la Reggina.

Ricordo anche l'iscrizione con riserva al campionato  di serie A 2004/2005 per non aver adempiuto, la Reggina Calcio,

alle prescrizioni della Covisoc circa lo sforamento del limite massimo di deficit nel bilancio del secondo semestre 2003, adempimento a cui la Reggina, in realtà,  aveva ottemperato con la ricapitalizzazione societaria (circa 240 mila euro) ma la cui "pezza d'appoggio" (atto notarile) non fu esibita al momento della domanda di iscrizione del 30 giugno per la dimenticanza del dirigente preposto (fonte sentenza collegio arbitrale del CONI su ricorso dell'Empoli Calcio).

Ricordo anche il rischio di cancellazione dal campionato di Serie A   2005/2006 in seguito allo scandalo delle fidejussioni non regolamentari presentate  all'Agenzia delle Entrate di RC a garanzia del piano di rientro di quindici milioni di euro compreso interessi ( e non 15 miliardi di lire come scrive il signor Angelo) pattuiti con la stessa Agenzia come previsto dal "decreto spalma debiti"  e dal condono fiscale del 2002 richiesto dalla Reggina Calcio per non aver versato per parecchi anni l'irpef, dal 1997?, ( non centrava nulla l'IVA), come tante altre società di Calcio, "Doping Amministrativo", (la Lazio, da quella data per  quarant'anni, pagherà all' Erario circa 790 milioni di euro).

Solo il pagamento cash di dieci milioni di euro versati all'Agenzia delle Entrate dal Presidente,  (quindi non è vero che non è mai stato pagato quel debito, anzi, per cui le cessioni di alcuni calciatori non sono servite per pagare quel debito anche perché avvenute in tempi successivi al saldo) scongiurò non solo la non cancellazione dal campionato di serie A ma anche la radiazione della Reggina Calcio, non senza, però,  le polemiche dei media e i vari ricorsi nelle varie sedi presentati dal patron del Bologna Signor Gazzoni.

Forse da quel pagamento cash iniziarono gli attuali guai della Reggina, come premonì l’allora Presidente del Messina Franza.

Altro che società modello dell'epoca come voleva e vuole farci credere qualcuno.

Cordiali Saluti

Piero

 


Spett.le Redazione, 
Cosa c'è di male stare un anno senza calcio? Farà bene a tutti i tifosi della Reggina disintossicarsi dalla overdose di calcio che ci propone lo stadio e soprattutto le televisioni, tra anticipi, posticipi, coppe e coppette tutti i giorni per 365 giorni all'anno; non se ne può più. Qualcuno (giustamente) potrebbe ribattere che nessuno ci obbliga a seguire tutto questo calcio che ormai di sport non ha più nulla, vero.  Considerato che a Reggio il calcio è scomparso (a proposito l'Hinterreggio come sta? ) dedichiamoci ancora di più alla famiglia agli amici e se proprio non riusciamo a stare lontani dal calcio, ci sono i campionati minori, il calcio a 5 o altri sport come il Basket. Saluti

Giorgio D.

 

ho inviato la mail all'indirizzo salviamolareggina@gmail.com con la disponibilità x la cifra di 400/500€, queste sono le mie possibilità da dipendente, ho chiesto la conferma dei miei due abbonamenti di tribuna ed azioni.
alla fine se passa l'idea non sarà proprio un contributo a fondo perduto.
DAI FACCIAMOLO TUTTI UNO SFORZO
LA REGGINA E' NOSTRA.

saluti

Massimo

 

Cara Redazione
noto che continuamente i lettori si lamentano del disastro economico delle casse della Reggina Calcio. Tutti chiedono come mai Lillo Foti non ha piu' il becco di un quattrino dopo le vendite stupefacenti di moltissimi calciatori. Ma voi continuate a diniegare la dietrologia con il consiglio di guardare avanti ai problemi ormai imminenti senza criticare il passato. Ricordo che il grande Presidente Sensi quando la Roma entro' in difficolta' economiche vendette dei suoi immobili per sanare le casse. Senza fare dietrologia ......il signor Lillo Foti , adesso, che metta le mani nelle proprie tasche..... e risani le casse. Come i grandi Presidenti. Dimostri che tanti milioni entrate per la vendita di calciatori......

Luigi

LA REDAZIONE RISPONDE: Luigi, guarda che non intendiamo difendere nessuno o l'indifendibile. Siamo d'accordo con il tuo discorso, ma non è una strada che sarà percorsa.

 

Spett.le Redazione , mi associo alla mail di Antonio , dicendo che come si fa a non chiedersi che fine hanno fatto tutti i soldi , di tutte le cessioni importanti che a fatto Lillo . E legittimo e sacrosanto chiederselo , o magari uno lo chiede a chi fa un mestiere  che informa la gente , chiaramente che chi fa informazione per poterlo dire lo deve in primis sapere . Inoltre aggiungerei anche , che rivangare il passato serve , soprattutto per non commettere magari gli stessi errori , quindi  legittimo chiedersi aundi si mangiaru  i sordi . Poi leggendo la lettera del Dott. Pratico" , che è ammirevole in tutto ciò che sta facendo , e spero con tutto il cuore che ci riesca , nella lettera appunto conferma che Foti , fatta l'iscrizione , va via dalla società . E  questo è lo slogan per un nuovo azionariato popolare , perché senza le ******* di Foti , la gente per la Reggina le cose le fa . Saluti e sempre e per sempre Forza Reggina .  

Luigi 

 


Gentile Redazione,

Rispondo al tifoso Antonio (la prima mail che avete pubblicato in data 7 luglio 2015)  poichè voi non lo avete fatto.
E' partita un'inchiesta circa 2 anni fa, sulla quale tutte le testate giornalistiche locali hanno dato notizia e poi hanno calato il silenzio, l'inchiesta vedeva indagati Foti e la sua segretaria e riguardava strani passaggi di denaro dalla Reggina Calcio SPA alla Reggina Service (azienda controllata da Foti e la sua segretaria).
Inoltre aggiungo che le testate giornalistiche hanno calato il silezio anche in seguito ad una gravissima accusa di un autorevole dirigente della Reggina, ossia Gianni Remo.
Aggiungo ancora che la Reggina è insalvabile, ma non per i 2 milioni da trovare, ma per l'insostenibilità del progetto, c'è una perdita annuale di circa un milione di euro (ci sono molte uscite ma le entrate quali sarebbero?), quindi non è la reggina che è fallita, ma tutto il calcio dalla B in giù, solo chi deve riciclare denaro oppure fare artifici fiscali investe nel calcio.
Concludo che l'unica soluzione futura per le società che vogliano puntare al professionismo, perchè ritengono di avere un buon bacino d'utenza, sia quella di trasmettersi e vendersi autonomamente le proprie partite, ovviamente bisognerà organizzare uno streaming in alta definizione, ma chi vorrà vederla pagherà direttamente la società, questo è l'unico modo di patrimonializzare i tifosi che un club ha in giro per il mondo.

Saluti

Ivan

LA REDAZIONE RISPONDE: L'unica via possibile è fare calcio a 360 gradi, lavorando sulle giovanili e programmando. Il calcio non può essere solo business, ma deve essere anche Calcio.