Sant'Agata, la fucina dei calciatori made in Reggina: da modello invidiato negli anni belli all'infamante accusa di oggi

25.02.2016 14:58 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
Sant'Agata, la fucina dei calciatori made in Reggina: da modello invidiato negli anni belli all'infamante accusa di oggi
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© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com

Ascesa e discesa del Centro Sportivo Sant'Agata, la casa del calcio reggino negli ultimi vent'anni.

Quante storie da raccontare e quanti sogni nati proprio nella struttura di via delle Industrie. Un vanto da appendere al petto, modello da imitare e esportare. Durante gli anni della A, molti i club che hanno "invidiato" l'idea dell'establishment della Reggina, alcuni sono riusciti ad imitarla, altri ci stanno provando. E, poi, inevitabilmente, l'apporto fornito per i successi sportivi e economici della società amaranto. 

Quell'accusa infamante che oggi nel decreta la chiusura e mette in pericolo l'esistenza, di quel Sant'Agata che ha indubbiamente fornito un apporto fondamentale alla crescita della prima realtà calcistica cittadina. Quanti ragazzi sono passati da qui e, esperienza diretta, quanti giovani giornalisti tenuti a battesimo dal Sant'Agata, punto di riferimento non di secondo piano.

Dai Massimo Orlando, Campo e Di Sole, allo scudetto sfiorato dagli Allievi Nazionali di Zito, passando per i Toscano, i Morabito, i Cozza, i Barillà, i Missiroli, gli Adejo, i Ceravolo, i fratelli Viola, senza dimenticare il campione del Mondo Perrotta oppure Belardi o Cirillo o anche Mesto, non citando tanti altri arrivati poi al calcio che conta, grazie a quel Centro Sportivo oggi possono ripercorrere nella mente i primi passi mossi nel calcio che conta.

Sarà la storia a consegnare ciò che è stato, saranno le autorità a stabilire se ci sono state irregolarità o quant'altro, al tifoso e al cittadino reggino forse non importa del tutto, ma resta il fatto è che quel simbolo, da ieri, è fortemente a rischio, con un conseguente danno a tutta la comunità.