SERIE D: PASTICCIO IGEA VIRTUS? RISCHIA UNA PENALIZZAZIONE IN CLASSIFICA
Circola dalle prime ore di stamane un’indiscrezione riguardante una società del girone I della serie D, dunque avversaria degli amaranto, successivamente rilanciata da Radio Antenna Febea, che avrebbe schierato per diverse partite un calciatore squalificato: da nostri successivi accertamenti, parrebbe che tale club sia addirittura l’attuale capolista del girone, ossia l’Igea Virtus Barcellona.
I fatti: l’attuale portiere della società giallorossa, Cristian De Falco, proveniente dalla Primavera della Reggiana, ha ricevuto, giusto comunicato ufficiale del Giudice sportivo n.218 del 26 maggio 2025, una squalifica per tre giornate effettive di gara in occasione delle semifinali play out disputate lo scorso 24 maggio 2025; lo stesso non avrebbe inizialmente scontato tale squalifica con la nuova società, la stessa Igea Virtus, che lo ha schierato sia in occasione della gara di Coppa Italia del 31 agosto contro il Milazzo, sia per le prime cinque giornate di campionato.
Curiosamente, la stessa società igeana ha successivamente deciso di non schierare il giovane portiere per i successivi tre turni, mandandolo prima in panchina nella gara del 5 ottobre contro il Gela e poi non convocandolo per le due seguenti, forse resasi conto della mancanza compiuta in precedenza, per poi tornare a schierarlo regolarmente titolare per le restanti giornate: ovviamente tale motivazione resta una semplice ipotesi.
Cosa prevede il regolamento in questo tipo di situazioni? L’art.21 delle NOIF stabilisce, al comma 6, che “Le squalifiche che non possono essere scontate, in tutto o in parte, nella stagione sportiva in cui sono state irrogate, devono essere scontate, anche per il solo residuo, nella stagione o nelle stagioni successive”; qualora la società, contro cui il calciatore ha giocato rilevi la sua indebita presenza in distinta, presenti reclamo al giudice sportivo nei tempo previsti, viene sancita la sconfitta a tavolino della squadra ritenuta colpevole della violazione: in questo caso, non risultano ricorsi prodotti nelle modalità indicate dalla normativa.
Qualora invece tale inosservanza venga sollevata, in un modo o nell’altro, in un periodo successivo alla disputa delle gare “incriminate”, viene in soccorso la giurisprudenza sportiva: in questo caso, si deve prendere a riferimento la decisione delle Sezioni unite della Corte federale d’appello n. 67/2022-2023, la quale prescrive come “la consapevole utilizzazione in una o più gare di giocatori non legittimati, perché non tesserati, tesserati per altra squadra, squalificati […] ovvero ancora per altra causa, la società che faccia partecipare a una gara un calciatore privo dei titoli e dei requisiti necessari incorre, per ciascun incontro, nella sanzione della penalizzazione di 1 punto in classifica e in quella dell’ammenda di € 100,00”.
Relativamente alle sanzioni comminabili, la stessa giurisprudenza consolidata della corte Federale stabilisce che “quando il numero delle gare in cui sia stato impiegato un calciatore in posizione irregolare sia superiore a 5, per le ulteriori violazioni: - in linea di massima, la misura della sanzione da comminare possa essere ridotta - apprezzate le circostanze del caso - secondo una percentuale approssimativamente fissata fra il 20 e il 30%”
Esistono diversi precedenti al riguardo, riguardanti lo stesso tipo di violazione, come il Gela nella stagione 2023/24 che ha ricevuto ben 9 punti di penalizzazione, o i 15 punti allo Zenith Prato nella stagione successiva: va anche aggiunto, per correttezza, che ad oggi non risulta aperto alcun procedimento ai danni della società Igea Virtus, né siamo a conoscenza di ricorsi già presentati da eventuali diretti interessati.
Si resta in attesa di ulteriori aggiornamenti.
