REGGINA: L’AVVIO È FINALMENTE DEFLAGRANTE, IN UN TORNEO ANCORA INDECIFRABILE
Per anni abbiamo auspicato che la Reggina riuscisse a partire con l’acceleratore a tavoletta, convinti soprattutto dai precedenti che stare in testa sin dall’inizio porta una serie di vantaggi sia pratici che psicologici, ed al quarto tentativo si è andati, sin qui, oltre le più rosee aspettative.
Se è pur vero infatti che anche due anni fa il campionato iniziò con un successo, peraltro fuori casa, i più attenti ricordano che quel punteggio non fu figlio di una prestazione altrettanto convincente, ma che soprattutto seguì una sconfitta interna che ci mise, ancora una volta, nella situazione di perenni inseguitori, come divenuto purtroppo una caratteristica costante di questa nostra indigesta esperienza nei dilettanti.
Un punto evidente di discontinuità con le precedenti stagioni riguarda non tanto la caratura tecnica, certamente notevole e che, alla lunga, potrà risultare determinante per cristallizzare i valori espressi in campo, quanto quella sensazione, finalmente, di autorevolezza e consapevolezza dei propri mezzi, favorita dalla presenza in organico di diversi elementi dotati di quell’aura di leader che, in passato, ha costituito probabilmente il vero limite affinché gli amaranto facessero quel salto di qualità decisivo.
Per coloro che poi tendono a rimarcare l'evidente divario tecnico tra gli amaranto e i due avversari incontrati sin qui, la buona notizia riguarda proprio il fatto, evidentemente per nulla scontato se guardiamo i precedenti (anche recentissimi), di riuscire a far valere la superiorità contro avversari chiaramente meno attrezzati in maniera finalmente netta e risolutiva, ove ovviamente si riuscirà a mantenere questo standard anche nei futuri scontri dello stesso range: inutile anche ricordare che, nonostante tutte le difficoltà e gli errori commessi, alla fine lo scorso campionato si è di fatto perso per i punti lasciati per strada con compagini oggettivamente abbordabili.
Nondimeno, non cambiamo avviso riguardo la sempre valida necessità di non abbassare mai la guardia per non correre il rischio di specchiarsi troppo precocemente, e non potrebbe essere altrimenti con un campionato che ha visto disputarsi appena la prima delle 34 giornate previste, e di cui è ancora oggettivamente impossibile prefigurarsi un quadro attendibile, anche dal punto di vista della condizione fisica generale.
Se osserviamo infatti il primo turno nel suo complesso, non può che balzare agli occhi un andamento quasi schizofrenico e certamente ancora indecifrabile, con un totale di ben 40 reti realizzate, quasi cinque di media a partita, che rende praticamente impossibile tentare analisi persino primordiali sia sulla qualità del torneo che sulle gerarchie in essere: basti pensare, per fare un esempio che ci riguarda, al PraiaTortora, decisamente maltrattato una settimana fa al Granillo, che è andato a realizzare cinque reti fuori casa pareggiando, almeno nel punteggio, la prestazione della compagine amaranto.
A tal proposito, risulterà certamente interessante scoprire il rendimento della squadra già domenica prossima lontano dalle mura amiche, e cioè fuori da quella comfort zone che ha caratterizzato le prime due gare ufficiali stagionali, nonché al cospetto di un’altra matricola in un ambiente già manifestamente elettrizzato dall’arrivo di un club così prestigioso, per la prima volta nella loro storia calcistica, in un impianto per noi inedito e, dunque, con possibili insidie sconosciute.
Lungi dunque dal voler rivestire i panni dei guastafeste, se l’odierno entusiasmo è quanto di meglio ci si potesse aspettare da questa stagione, l’attenzione di tutti deve essere rivolta alla circostanza che esso non diventi un boomerang, ma che resti semplicemente un incentivo a che la squadra prosegua con questi ritmi deflagranti anche in vista degli impegni probabilmente più complicati che, da qui a qualche settimana, ci potranno davvero dare una visione più verosimile dello stato dell’arte.
