Reggina, il dg Praticò: "Il tempo delle parole è finito: otto vittorie per l'obiettivo. Mai primi? I numeri parlano chiaro"
Giuseppe Praticò, direttore generale della Reggina, ha parlato alla trasmissione Reggina in Rete su Febea e in merito alla voglia della squadra di vincere il torneo dice:
"Le pressioni di una piazza come Reggio deve diventare un privilegio per chi la vive, fare il calciatore a Reggio Calabria non è come farlo in altre piazze. L'umore della squadra è altissimo, si vuole raggiungere l'obiettivo a tutti i costi, poi ovviamente è impossibile non fare arrivare i messaggi esterni ai ragazzi e ci sta che qualcuno possa risentirne. Io sono fiducioso perché è una squadra che ha fatto dodici risultati consecutivi, noi vogliamo lottare sino all'ultimo minuto, ma è chiaro che il momento delle parole è finito, dobbiamo fare otto vittorie e vedere poi dove siamo in classifica. Se ci siamo messi in queste condizioni, io Reggina devo uscire vincendo otto partite. Sono certo che abbiamo mezzi e uomini per raggiungere l'obiettivo"
Sottolinea il dg: "Ad inizio stagione ci sono stati degli elementi che non si sono integrati, ma il gruppo squadra è un gruppo forte, tenuto insieme sopratutto dai reggini. Barillà, Ragusa e Porcino sono tornati nella loro città per raggiungere un traguardo importante, poi a fine stagione speriamo di fare valutazioni in un contesto di risultato positivo e non dover fare i conti con un risultato negativo".
Reggina mai prima nei tre anni di D: "Se con la rosa che abbiamo sei indietro in classifica significa che qualcosa hai sbagliato. Abbiamo cercato di mettere a posto le cose e con il nuovo tecnico abbiamo ottenuto risultati importanti. Ci sono stati però una serie di episodi o eventi che ti hanno impedito di essere primi. Noi abbiamo perso partite in maniera inspiegabile, Messina con mezzo tiro in porta, a Lamezia sia all'andata che al ritorno, contro l'Igea, contro l'Athletic Palermo. A Lamezia ci poteva stare una flessione, ma per come è maturata fa molto male: questo ci mette nelle condizioni di dover gettare il cuore oltre l'ostacolo, ma non solo la squadra, ma anche i dirigenti, senza fare chiacchiere".
