Matt Rizzetta, tutte le parole della conferenza odierna: "Legatissimo alla Reggina, la multiproprietà e il mio futuro a Campobasso"

11.06.2026 12:30 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
Matt Rizzetta, tutte le parole della conferenza odierna: "Legatissimo alla Reggina, la multiproprietà e il mio futuro a Campobasso"

Matt Rizzetta, patron del Campobasso, ha parlato in conferenza stampa e ha toccato numerosi temi legati alla squadra molisana, legati inevitabilmente alla trattativa imbastita per la Reggina. Di seguito tutte le dichiarazioni, in basso il video della conferenza:

"Noi siamo in fortissima crescita come impresa, ho deciso di dedicarmi economicamente a qualcosa per la quale sono appassionato. Io oggi sono azionista di maggioranza del  Campobasso e della mia impresa (la Underdog, ndr), nel corso degli anni altri soci hanno deciso di sposare la mia impresa. Io dispongo di risorse importanti, ma non di Champions League, le cose sono cambiate ultimamente con l'ingresso di soci con patrimoni importanti".

Sul destino del club molisano spiega: "Il futuro calcistico del Campobasso è garantito, sono venuto qui per una questione sentimentale. In vita mia non ho fatto mai fallire un'azienda, se ci dovesse essere un cambiamento è già tutto organizzato, ci sono soluzioni che abbiamo già pensato. Io faccio anche l'imprenditore e dovete capirlo, io mi impegno anche per una questione sentimentale, io ci tengo a Campobasso e al Molise, ci metto sempre faccia e cuore. Nella vita non puoi avere due mogli, ma puoi avere due case Io avrei preso in considerazione solo tre piazze, una è Napoli, perché comunque abbiamo già preso degli impegni con il basket, Napoli ha una visibilità pazzesca e sono stato comunque approcciato da fondi importantissimi, abbiamo approfondito il discorso ma oggi non è fattibile. L'altra piazza è Reggio Calabria, ho dei legami familiari lì, ho sempre seguito la Reggina in A, Amoruso, Modesto, Cozza, Taibi, non posso fare finta di fregarmene, ma non è così. I calabresi mi piacciono, loro vogliono vincere e anche io ho il sangue caldo. Nella Reggina ho visto un'opportunità importante, tipo un Napoli nel 2004, hanno una potenzialità enorme, capisco che nella vita non si possono avere due mogli, ma parliamo di business: amo Campobasso, ma non credo che sto facendo qualcosa di male".

Continua Rizzetta: "Noi abbiamo pensato ad ogni scenario relativo alla multiproprietà, io più di ogni tornaconto economico io tengo alla mia legacy, alla mia eredità in questa piazza. Dovesse lasciare il Campobasso lo farei in mani sicure, con un futuro solido davanti: vorrei essere ricordato come un presidente che ha vinto e ha fatto cose oneste. Io non gioco per partecipare, ma per vincere. Al primo colpo abbiamo vinto prima l'Eccellenza, con una squadra fatta all'ultimo secondo, e poi la D. Nel primo anno di C ci siamo salvati, nel secondo anno abbiamo sfiorato la B e arrivati ad un playoff nazionale. In qualsiasi altro posto ci vado per vincere, dovessi andare alla Reggina o in un'altra piazza e arrivare in C, abbiamo già programmato il futuro del Campobasso, con l'affidamento alla squadra ad aziende importanti o comunque un'eventuale cessione: in tal caso, abbiamo già deciso che la società debba rimanere in mani sicure e comunque ci sono 12 mesi per valutare tutto".

Sulle condizioni per la sua permanenza in Molise nel futuro: "In ogni caso, come Campobasso, ci sono alcuni aspetti sui quali migliorare. E' stato fondamentale l'impegno del Comune e della Regione per lo stadio e li ringrazio, abbiamo già molti sponsor, ma certamente bisogna migliorare su questo aspetto: molte aziende importantissime del territorio ci danno degli spiccioli. Ogni anno, di tasca mia, devo mettere tre milioni e questa cosa comunque ti fa sentire solo. Quindi la mia permanenza va valutata sotto questi aspetti, io sono sicuramente innamorato di questa terra, ma sono anche un business man. In caso di cessione il mio lavoro è quella di trovare la soluzione migliore, non lascerei mai ad un gruppo peggiore del nostro, ma migliorativo. Conosco quasi tutte le proprietà calcistiche italiane e se chiedi dove si immaginano tra 12 o 24 mesi nessuno lo dirà con certezza. Io oggi dico che voglio andare in B, ma ripeto che ci sono dinamiche e situazioni che possono far cambiare le cose. Comunque la squadra va in campo, ci può essere la corazzata di turno, ma ovviamente vincere è sempre nella mia intenzione".

Sulla penalizzazione rimediata una stagione fa: "Sulla penalizzazione abbiamo chiarito cosa è accaduto, è stato un errore da parte di un nostro dirigente, quando lo hanno comunicato abbiamo provveduto in toto. Non ero interessato in maniera diretta, ma ci dovevo mettere la faccia da dirigente. Io sto facendo un percorso a Campobasso, ma c'è la necessità di crescere, dobbiamo alzare tutti quanti l'asticella, me compreso".

Ribadisce Rizzetta: "Io sono uno che vuole mettere il cuore nelle cose, altrimenti è dura trasformarla in un asset di valore. Io ricevo chiamate da tutte le parti d'Europa, se mi chiama la Longobarda non ho alcun tipo di legame e passione e non investirei mai. Napoli è una piazza appettibilissima, anche per motivi sentimentali, rappresenta i meridionali e sono molto vicino a loro. Reggio Calabria è casa per me. Con Napoli stavamo parlando di un progetto stratosferico, ma non sarei io a finanziare un progetto di quel tipo, ho dei fondi dietro. Ai miei soci non posso dire di spostare un investimento importante da Napoli o Reggio a Campobasso. Ripeto, ho un legame troppo importante verso quel popolo e non mi piace chi mi dice che non rispetto Campobasso. Noi abbiamo fatto un sacrificio molto importante su Campobasso e l'abbiamo anche fatto con il cuore".

Aggiunge sulla vicenda legata alla Reggina: "Non posso dare dei dettagli, cè un patto di riservatezza. Valutando l'investimento Reggina,  si parla di una piazza che ha cinque milioni di immigrati, moltissimi dei quali vivono all'estero. Sarei bugiardo se non dicessi che anche queste cose vadano valutate, poi sono consapevole che a Campobasso siamo una famiglia, abbiamo vissuto momenti difficili, pochi, ma ho sempre sentito l'affetto della piazza. In altre piazze, se vinciamo dieci partite di fila e pareggiamo l'undicesima allora finisco sul banco degli imputati".

Sulla gestione di una società: "Le società italiane che stanno facendo bene, vedi Napoli, Atalanta e Lecce, sono tutte aziende che lavorano con un bilancio sostenibile. Noi oggi possiamo dire che portiamo il Campobasso in B, ma se poi non ci riusciamo che succede? Meglio 20 anni di sostenibilità che due-tre che falliscono, ci sono casi recenti tipo Ternana e Triestina".

Conclude Rizzetta: "Capisco la paura del tifoso quando ascolta che il presidente vuole investire altrove. Se rivolgo le attenzioni altrove, non è detto che abbandono Campobasso, ho sempre detto che garantisco la continuità. L'iscrizione è fatta, dovessi andare altrove abbiamo del tempo per scegliere la soluzione migliore, posso anche mettere i cuoricini amaranto ma i fatti parlano per me. A volte posso sembrare pazzo, ma sono anche mosse strategiche per cercare di andare dritto all'obiettivo e capire se l'obiettivo è raggiungibile. Chiedo scusa a chi si è sentito offeso".