FATTACCI DI ROMA - Malagò e Abete si indignano, si costernano e poi...«Proposta Renzi? Il calcio già paga tanto...»

07.05.2014 11:02 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
FATTACCI DI ROMA - Malagò e Abete si indignano, si costernano e poi...«Proposta Renzi? Il calcio già paga tanto...»
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Conferenza stampa congiunta nella giornata di ieri, tra il presidente del Coni, Malagò, e quello della Figc, Abete, sul tema legata alla violenza negli stadi.

Giusto per dovere di cronaca, vanno riportate le dichiarazioni, ma c'è comunque da dire che si sta assistendo al solito bailamme di parole, frasi, senza però che nessuno indichi una ricetta. E puntualmente, si tornerà ad indignarsi al prossimo episodio che farà arrossire il calcio italiano, che forse non conosce più il senso della vergogna.

La frase che tutti i politicanti dello sport, del pallone e anche di molti di commentatori e esponenti dell'opinione pubblica, amano usare, stavolta viene fatta propria da Malagò: «Bisogna fare come la Thatcher con gli Hooligans ed è indispensabile avere certezze immediate di pena.  A Villarreal un signore che ha tirato una banana è stato arrestato e interdetto a frequentare uno stadio a vita». Insomma, il modello, come sempre, è l'altro, l'Inghilterra, la Thatcher, la Germania, la Spagna...Malagò che poi ha escluso lo spostamento della sede della finale di Coppa Italia, ma che si auspica che la fresca candidatura di Roma all'Euro 2020 (che ricordiamolo, sarà itinerante), non sia compromessa dai fatti di sabato sera.

Fa subito discutere, la proposta Renzi circa l'affidamento della sicurezza negli stadi alle società calcistiche. Giusto non pronunciarsi prima di aver letto i punti della proposta, ma il mondo del calcio ha subito avuto più di qualche perplessità. Abete lo rappresenta al "meglio": «Noi siamo  prima di tutto cittadini e poi abbiamo un ruolo. Siamo rispettosi  delle decisioni che saranno assunte, ma ci sono delle problematiche che  vanno approfondite. La prima è che la tutela dell'ordine pubblico è  un bene primario del sistema Paese e sono in primo luogo le  istituzioni che ne rivendicano la centralità. Inoltre il nostro è un sistema attento al rapporto costi-ricavi. Non voglio farlo diventare  un problema di natura economica, ma abbiamo sempre ricordato il  contributo fiscale di un miliardo da parte del mondo del calcio a  fronte dei 411 milioni di risorse che vengono date al Coni. Ma siamo  rispettosi delle decisioni e ho accolto con grande favore  l'impostazione di Renzi di mettersi insieme nella diversità dei ruoli per una riflessione a 360 gradi».

De Andrè, visionario della musica e della società, diceva: "Lo stato s'indigna, si costerna e poi getta la spugna con gran dignità..."Anche stavolta?