L'angolo dei Tifosi, la Reggina crolla e per il primo posto è finita: le vostre mail
Disastro, depressione, umiliazione, buio: la sconfitta della Reggina contro l'Acireale spegne i sogni promozione degli amaranto. Adesso il tema clou riguarda il futuro, con la proprietà che ha sottolineato di essere anche disposta di passare la mano in presenza di una proposta seria
Che ne pensate del futuro del sodalizio reggino? Dite la vostra.
Uno spazio tutto vostro per fornire il vostro punto di vista sulla nostra amata squadra del cuore. Scrivete il vostro pensiero a tuttoreggina@libero.it.
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.... speriamo che hanno il buon senso di non presentarsi a Barcellona. Sarebbe un' altra brutta figura. Ora tutti via compreso società e allenatore. Si cominci da domani a trovare una gruppo all' altezza che faccia una squadra per uccidere questa categoria.
Antonio
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Spett.le Redazione, è ovvio che se sbagli tutto a cominciare dai facili gol, dalla tattica e impostazione, il risultato naturale è, se ti va bene, il pareggio, del quale non serve a nulla. Per quanto mi riguarda, spero che non ci qualifichiamo per gli inutili play off. Sarebbe il caso cominciare a programmare il prossimo campionato, sempre se c'è ancora la volontà di questa dirigenza a proseguire il cammino con la Reggina. Fatti concreti non chiacchiere.
Ho letto le dichiarazioni di Ballarino, un conferenza stampa subito dopo la sconfitta contro l'Acireale, cioè che ha preso atto del fallimento del suo progetto, ed è disposto fin da subito a passare la mano. Pertanto adesso non ci sono più alibi o scuse varie per tutti gli imprenditori reggini che da tre anni sono in fila per acquisire la Società. Suppongo che ci sarà la ressa alle porte della Reggina. Distinti saluti
Giorgio
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Un pomeriggio da dimenticare !
Un altro anno buttato nel water ! Aspettiamo 24 ore per sapere cosa deciderà la Società. Commentare quello che è successo nel pomeriggio mi fa sentir male !
Saluti
Antonello
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A conti fatti, in questo campionato la Reggina ha avuto più punti di debolezza che di forza. La serie di vittorie e risultati utili consecutivi è stata un momento di reazione disperata, trainata dal cambio dell'allenatore e dalla sua momentanea capacità di risollevare il morale del gruppo. A ciò vanno aggiunti alcuni episodi favorevoli, così come prima e dopo ce ne sono stati di sfavorevoli.
Il giocattolo rotto
Ma il giocattolo si è rotto alle prime difficoltà, e l'intero gruppo è nuovamente sprofondato nel suo psicodramma. La sconfitta contro il Vigor Lamezia lo ha reso subito evidente: l'incapacità di concretizzare le occasioni e la facilità di farsi bucare nonostante la superiorità numerica hanno rivelato tutta l'impotenza e l'inconcludenza della squadra.
I numeri
A Torrisi, quando rivendica il suo feticismo dei numeri, andrebbe ricordato che la Reggina ha un numero bassissimo di reti segnate. Allora, forse, anche in questo caso "i numeri non mentono", e sarebbe meglio non stare a interessarci delle tante reti subite dalla capolista. Le promozioni non si ottengono con rincorse disperate dopo lunghi periodi di scarso rendimento, ma si costruiscono giornata dopo giornata, accumulando punti con regolarità. Se la Reggina non è mai stata capolista, un motivo ci sarà.
Fare qualcosa
Piuttosto, nonostante quest'anno mi sia sempre sentito fino all'ultimo dalla parte degli allenatori, mi sarei aspettato che questa volta Torrisi venisse esonerato. Se non altro, nel disperato tentativo di replicare una reazione forte. Anche al costo di affidare la panchina al secondo allenatore o a quello delle giovanili. Ben venga, invece, la decisione di ridurre l'organico al numero minimo di giocatori necessari, aggregando qualche giovane. Può sembrare una scelta per risparmiare soldi (e forse lo è, a fronte di una stagione sprecata), ma se non altro può aiutare a mettere fuori chi, per scarsa determinazione o per malcontento, non farebbe altro che da zavorra. In queste ultime partite, bisognerà pur fare qualcosa. I calciatori di serie D non saranno in gergo dei "professionisti", ma sono pagati per giocare e per cercare di vincere. E i nostri questo devono fare, fino all'ultima giornata, anche se non dovesse servire a nulla.
'nu Riggitanu
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Gent.ma redazione, una sola parola: nauseato.
Gaetano
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Buongiorno redazione,
C'è un passaggio della conferenza di ieri che va sottolineato: Ballarino dice che in autunno hanno "bonificato" la squadra.
Per carità, si può anche dire di sì, ma a me pare che tagliare 2 letterali rami secchi e lasciare tutti gli altri non possa costituirsi come bonifica. Sarebbe un po' come dire che impilare due mattoni uno sopra all'altro significa costruire l'Empire State Building.
Quando si "bonifica" una squadra bisognerebbe partire dall'epurazione di chi quei calciatori li ha scelti, inseguiti, e presi. Per evitare che quando sia chiamato a sostituirli non faccia di peggio: non me ne voglia Guida, ma è sulla strada giusta per guadagnarsi il titolo di peggior attaccante di oltre 110 anni di storia. Ma d'altronde era la settima scelta, quello che restava, mentre i vari Malcore o Vuthaj per dirne due andavano a spostare gli equilibri delle rispettive squadre. Un vostro post di recente parlava dei pericoli di scegliere l'attaccante a dicembre: è assolutamente condivisibile, nel momento in cui chi deve scegliere l'attaccante capisce di calcio quanto Antonio Cassano capisce di filologia romanza.
Ma non è nemmeno la punta il problema, perché se da 3 anni ci troviamo ciclicamente a parlare delle stesse cose è evidente che chi è al timone, anche se dice di averle provate tutte, non ha tutt'ora contezza degli errori commessi. E c'è una città che ha perso la voce a furia di urlare quali sono. Talmente evidenti che li vedrebbe un cieco. E non avendone contezza sono errori che si ripetono, ciclici. E Rajkovic diventa Montalto, e Bonacchi diventa Blondett, e via così.
In questa stagione si è sbagliato talmente tanto che si fa prima a dire quali sono le scelte azzeccate: una sola. Quella di ieri: fare un passo indietro.
Non di lato, indietro. Di questa gestione vergognosa non deve restare nulla, nessuno.
E i primi a dover andar via sono i calciatori "reggini". Egoisti, non professionali, lingua lunga e zero fatti. Le scenette commoventi di lacrime a danno fatto non servono a nulla. Bisognava intervenire prima. Dopo tre anni con solo 5 minuti in testa alla classifica è troppo poco, troppo tardi.
La cosa peggiore sono le scuse. Che chiedete a fare scusa? Che me ne faccio? Dovrei sentirmi meglio ora che avete chiesto scusa? Se domani Saladini e Cardona venissero a chiedere scusa sarebbe tutto perdonato? Le scuse non servono a niente.
Serve il silenzio. Serve andarsene in silenzio, con la coda tra le gambe, e la consapevolezza di aver "trovato macerie" e di starne lasciando di più.
E soprattutto non si osi speculare dopo 3 anni di fallimenti. Si faccia chiarezza sull'esposizione debitoria del club, e ci si faccia da parte senza speculare.
E nella nefasta ipotesi che nessuno sia disposto si inizi con la meritata defenestrazione di dirigenza, squadra e allenatore. In questo ordine. Non sarebbe ammissibile ripartire con le stesse facce un quarto anno.
Andrea
