L'ANGOLO DEI TIFOSI - Ecco nuove mail

06.06.2014 12:30 di  Redazione Tuttoreggina  Twitter:    vedi letture
L'ANGOLO DEI TIFOSI - Ecco  nuove mail
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© foto di Federico Gaetano

Nuova mail giunta alla casella di posta elettronica tuttoreggina@libero.it.

Potete continuare ad inviare le vostre considerazioni all'indirizzo mail sopracitato.


Gentile redazione,
ho 68 anni e da 46 vivo a Domodossola.Tifo Reggina da quando portavo i calzoni corti e mio papà, da Occhio di Pellaro, mi portava allo stadio comunale nella vecchia curva con i gradini stretti sulla canna della bicicletta.Era una festa perchè mezzo paese, in gruppo, si partiva per incitare la Reggina.Ricordo ancora la formazione anni '50:Morselli,Oblach,Bumbaca,Benini,Odling,Scarlattei,Dalfini,Leoni,Gatto,Ansalone,De Vito. E ricordo anche il bomber Erminio Bercarich fine anni '50.Ero presente nel '65 a Siracusa penultima giornata di campionato della squadra del compianto Maestrelli e vittoria con gol di Baldini,Alaimo e Ferrigno e poi la domenica successiva contro il Marsala che sanciva la promozione in serie B.All'accensione del mio computer compare appunto la foto della Reggina di quella domenica.Poi, vivendo al nord, ho avuto la possibilità di incitarla a S.Siro ed in altri campi della serie A. Ad ogni fine campionato ho sempre esposto con orgoglio sul mio balcone, in mezzo alle montagne della Val d'Ossola, la bandiera amaranto. Oggi è, purtroppo, un altro giorno. Siamo retrocessi, si può dire, senza neanche lottare.Si ha avuto fretta di mandare via Atzori, che pure aveva detto chiaramente che la squadra affidatagli non era all'altezza. Gli altri allenatori che lo hanno sostituito, non mi sembra abbiano fatto meglio.Fosse rimasto Atzori,probabilmente saremmo retrocessi ugualmente, ma con più dignità.Gli errori commessi dalla società partono da lontano, vedi le svendite dei vari Halfredson, Sestu, Emerson, Brienza e tanti altri.Quando si ha dei buoni giocatori in organico e si vuole vincere il campionato, vedi Puggioni, Costa, Acerbi etc. non si fanno andare via.Adesso, da quello che leggo,si sta ricadendo negli stessi errori, vedi la probabile cessione di quel ragazzo polacco, che essendo giovane sarà venduto per pochi soldi, quando tra un paio di anni potrebbe rappresentare la salvezza per le casse della Reggina. Se è vero che la Reggina ha in organico buoni giovani non si creda che possano fare la differenza in lega pro, perchè qui ci vuole anche gente di categoria e con esperienza. E per favore, si prenda un buon regista e si dia spazio a Maza, trascurato da tutti,nonostante la sua tecnica. Mi accorgo adesso di aver scritto troppo, non occorre che venga pubblicata questa email, ma volevo sfogarmi un pò.Mi auguro che la società, dopo le promesse non mantenute, riesca almeno ad evitare il fallimento e darmi così la possibilità, magari già il prossimo anno, di rispolverare dal cassetto la bandiera amaranto per esporla sul balcone tra le montagne ossolane. Ringrazio la redazione per il lavoro importante che svolgete col fornire notizie anche a chi non vive più nella nostra Reggio.

Stefano Cogliandro

LA REDAZIONE RISPONDE: Gentile signor Cogliandro, il fatto è che la retrocessione della Reggina non nasce dalla scorsa estate, nasce quando si è abbandonata, forse per necessità economica, ogni idea di programmazione sportiva. La società, ha spesso preferito rintracciare monetizzazioni attraverso la cessione dei calciatori di volta in volta più interessanti, senza pensare a progettare concretamente il salto alla serie A, in riferimento alle ultime stagioni. L'obiettivo primario della Reggina Calcio, in riferimento alle ultimissime annate di serie B, è stato quello di trovare il migliore acquirente per i punti forti della squadra. Così è stato nella stagione dei playoff con Missiroli (chissà, con un Missile in più, magari la Reggina poteva approdare in serie A), così è stato anche nelle altre stagioni. Ora è inevitabile cedere i pezzi pregiati o comunque quelli che hanno mercato, perché la situazione della società è gravemente compromessa e bisogna recuperare denaro da ogni parte. E' il classico "circolo vizioso" in cui la Reggina ci è dentro sino al collo e dal quale si spera un giorno di poterne uscire.