Centoquattro anni fa la nascita di una Leggenda: Tommaso Maestrelli, per sempre nella Storia del calcio italiano, dalla Reggina allo Scudetto con la Lazio
Centoquattro anni fa nasceva a Pisa Tommaso Maestrelli, vera e propria Leggenda di Lazio e Reggina, ma potremmo dire di tutto il calcio italiano. La sua impresa più grande lo Scudetto in biancoceleste con la Mitica e Maledetta squadra dei Chinaglia, Martini, Wilson, Pulici, Re Cecconi e compagnia, ma in precedenza è stato protagonista assoluto alla guida della Reggina, condotta per la prima volta in serie B e poi addirittura vicina al salto in A, esattamente 33 anni prima l'impresa del 1999. Riuscì poi a portare il Foggia in massima serie e nel 1971 passò alla Lazio, all'epoca militante in B e fu fautore della costruzione del team che arriverà in cima all'Italia calcistica.
La prima esperienza come tecnico fu per Maestrelli nel 1953, quando per alcune gare ricoprì il ruolo di giocatore-allenatore della Lucchese, così come i compagni di squadra Enrico Boniforti e Carlo Scarpato, sostituiti poi da Guido Masetti. Dopo alcuni anni in cui lavorò come vice allenatore nel Bari, gli fu concessa l'opportunità di guidare la prima squadra dopo l'esonero dell'allenatore Pietro Magni. Fu presto sollevato dall'incarico alla sua decima panchina, sconfitto a Genova dalla Sampdoria, e un risultato utile fu l'1-1 contro la Grande Inter di Helenio Herrera.
L'occasione di continuare la carriera di allenatore gli fu data dall'allora presidente dell'A.S. Reggina, Oreste Granillo: Maestrelli sfruttò l'opportunità nel modo migliore, conducendo la squadra dello stretto alla prima, storica, promozione in Serie B nel 1965. Maestrelli fu quindi premiato col "Seminatore d'oro", ricevendo la medaglia d'oro come miglior allenatore di Serie C.
L'anno seguente la Reggina di Maestrelli sfiorò la promozione in Serie A. Il sogno naufragò nel pantano di Lecco (0-0 con i primi in classifica). Dopo altri due anni con piazzamenti a metà classifica, dove nel frattempo muore il suo giocatore Italo Alaimo (appena ceduto al Novara), nel 1968 Maestrelli decise di trasferirsi al Foggia.
Con la Reggina ha collezionato 150 presenze in campionato, più 6 in Coppa Italia. Nella stagione di C 1964-1965, l'anno del salto in B, la Reggina di Maestrelli conquista 16 vittorie, raccoglie 11 pareggi e rimedia 7 ko. Nell'annata successiva, 16 vittorie, 13 pareggi e 9 ko.
Nel 1973-1974 la Lazio sconfisse il Lanerossi Vicenza alla prima giornata (3-0); vinse anche per 2-1 entrambi i derby con la Roma. La squadra resistette in testa nonostante l'inseguimento della Juventus (battuta 3-1 nel decisivo scontro diretto all'Olimpico, con rete di Garlaschelli e doppietta di Chinaglia) e si presentò prima, con tre punti di vantaggio, a tre giornate dalla fine. A Torino, contro i granata, la Lazio perse 2-1 ma, allo stesso tempo, la Roma batté 3-2 la Juventus: il vantaggio restò quindi immutato. Alla penultima giornata, il 12 maggio, Chinaglia, su rigore ottenuto da Garlaschelli (10 reti) batté il Foggia e sancì la conquista del primo scudetto laziale, con una giornata di anticipo. La squadra ebbe la migliore difesa per il secondo anno consecutivo e il primato di gol per Chinaglia (24). A fine stagione fu assegnato a Maestrelli il suo secondo Seminatore d'oro.
La sua corsa si è fermata per un male incurabile, che non gli impedì di salvare la sua Lazio nel torneo 1975-1976. Successivamete, Maestrelli abbandonò la panchina per la malattia e raccomandò al patron Umberto Lenzini l'assunzione del tecnico brasiliano Luís Vinício. Quello dirigenziale fu l'ultimo incarico ricoperto dal Maestro, che morì il 2 dicembre 1976.
Ciao Mitico Tommaso!
