REGGINA: VIVA LA COESIONE MA ANCHE IL PENSIERO CRITICO, SE COSTRUTTIVO

26.08.2026 12:00 di  Valerio Romito   vedi letture
REGGINA: VIVA LA COESIONE MA ANCHE IL PENSIERO CRITICO, SE COSTRUTTIVO

Mancano ormai pochi giorni all’esordio ufficiale della Reggina nella stagione 2026/27 con il battesimo serale del Granillo per la prima di Coppa Italia, dove finalmente i tifosi reggini potranno visionare i protagonisti di un cammino che dovrà finalmente riportare la città in territori più consoni e lasciare un purgatorio durato sin troppo oltre qualsiasi aspettativa.

In realtà sappiamo tutti che il cantiere in casa amaranto è ancora aperto, in attesa degli ultimi decisivi ritocchi che facciano sì che un organico, già oggi abbastanza competitivo, possa non lasciare nulla ala caso in esito all’obiettivo finale: ciò che però traspare, almeno in questa fase, riguarda la possibilità, in capo alla nuova proprietà, di poter operare in un contesto assolutamente sereno e favorevole, e dunque lontano da una fretta “indotta”, come purtroppo avvenuto nel recente passato, che avrebbe potuto favorire qualche errore di precipitazione.

Il clima di sostanziale e pressoché assoluta coesione, quantomai auspicato da chiunque avesse davvero a cuore le sorti della propria squadra ed al di là da una sparuta ma coriacea minoranza che continua a sponsorizzare ulteriori spaccature modello guelfi e ghibellini, non deve però coincidere con una sorta di culto del pensiero unico, bensì favorire ed accogliere la presenza di uno spirito critico, diffuso o meno, inteso come processo costruttivo volto ad evidenziare potenziali criticità, più o meno grandi, al fine di migliorare un quadro già potenzialmente favorevole.

Non tutto infatti, nelle ultime settimane, ha funzionato alla perfezione, pur nella consapevolezza che nessuno intende parlare di elementi così invasivi da poter turbare il cammino di avvicinamento alla stagione, ma soprattutto che qualsiasi criticità sia fisiologicamente frutto del “rodaggio” previsto per un società formalmente operativa da meno di due mesi: nondimeno, portare all’attenzione di chi di dovere segnalazioni e soprattutto suggerimenti con l’obiettivo di migliorare la macchina organizzativa amaranto deve, a nostro parere, essere considerato un fattore positivo.

Che si sia agito un po’ tutti con spirito migliorativo lo si evince facilmente dalla maniera con cui soprattutto i media hanno scelto di dare il giusto peso (blando) a situazioni relative ad elementi come, giusto per fare qualche esempio, comunicazione, porte chiuse, rincaro prezzi ecc.: tutte situazioni destinate, ne siamo certi, ad essere migliorate di pari passo con l’assestamento della governance, magari auspicando che l’attuale organizzazione concentrata di fatto sulla figura del solo direttore sportivo, possa essere incrementata con l’affiancamento di altre figure, così come molti richiedevano nelle passate gestioni.

Uno degli interrogativi di queste ore, come ulteriore esempio, riguarda l’incertezza dei tantissimi fuori sede legata alla trasmissione delle gare di campionato; da quanto abbiamo appreso, anche per il prossimo anno verranno garantite le dirette delle partite, sia in casa che fuori, con le stesse modalità degli anni precedenti, e proprio in tal senso, proseguendo nel solco di quanto scritto sinora, sarebbe oltremodo gradito un cenno ufficiale da parte della società volto a tranquillizzare quella fetta così importate e significativa di tifoseria: si tratta, per l’appunto, di una di quelle piccole cose da migliorare in ambito comunicativo, e di cui non bisogna avere remore nel dare suggerimenti.

La perfezione, lo sappiamo, non è di questo mondo, ma l’ambizione di poterci arrivare può e deve costituire il motore che spinge tutti noi a migliorare ogni giorno: se qualcuno si ostina a vederci un qualsivoglia retropensiero, si rassegni all’oblio.