REGGINA: GLI INSEGNAMENTI TEMPESTIVI...E QUELLI INSULSI
Quando, nei giorni scorsi, puntavamo l’attenzione sulla necessità di moderare gli eccessi di entusiasmo, pur ovviamente condividendo l’atmosfera di grande fiducia e simpatia che la squadra comunque dimostra ampiamente di meritare, non era certo dovuto ad intenzioni disfattiste, ma proprio prefigurando ciò a cui abbiamo assistito ieri pomeriggio.
Il fatto di aver vinto una partita con sofferenza e qualche patema d’animo nel finale, e soprattutto la circostanza che ciò sia avvenuto in occasione della prima trasferta ufficiale, non può che avere benefici tempestivi e concreti poiché l’insegnamento che se ne trae, a beneficio di squadra e ambiente, ci spiega che probabilmente il cammino degli amaranto non sarà sempre contornato da petali di rosa.
Nondimeno, restiamo profondamente convinti della forza di questo organico, sia tecnica che mentale, ricordando che come gli altri ci troviamo all’inizio di una competizione in cui tutto è migliorabile e dovrà migliorare: la velocità con cui ciò avverrà dipenderà dalla rapidità con cui tecnico e calciatori si caleranno in questa realtà, ove ben presto troveranno contesti molto più ostici di quello trovato a Modica, sia in termini di accoglienza (splendida quella riservata dai siciliani) che di condizioni strutturali.
Ed a proposito di contesto, la vigilia della seconda giornata di campionato è stata in qualche modo distratta dalle “dichiarazioni spontanee” dell’ex patron Saladini rese mediante un social, e che hanno toccato anche la sua assai sgradevole e deleteria esperienza amaranto: ci ha colpito in particolare il passaggio in cui l’imprenditore lametino, proprio a proposito di Reggina, afferma che “Non mi sottraggo alle responsabilità che mi riguardano, ma non intendo riscrivere il passato né riaprire polemiche attraverso un commento. Da quell’esperienza ho imparato molto e porterò quegli insegnamenti nelle mie scelte future”.
A tal proposito, non si comprende bene, anzi proprio per nulla, in cosa consisterebbe il non sottrarsi alle responsabilità, visto che a distanza di tre anni non risulta alle cronache alcuna assunzione di colpa per quanto accaduto, né men che meno una parola che sia una di scuse verso il popolo amaranto; stessa perplessità sugli “insegnamenti” tratti su cui, francamente, ci interessa davvero poco se non considerare semplicemente insulso ed offensivo qualsiasi tentativo di annacquare le conseguenze di quanto accaduto.
Sperando dunque di non dover nuovamente vedere associato il nome Reggina a determinati personaggi, salvo magari in un’aula di tribunale per certificare, finalmente, le vere responsabilità di una vicenda ancora troppo oscura e dolorosa, meglio concentrarsi sul campionato che già mercoledì precede un nuovo impegno casalingo, ancora una volta alle prese con una matricola, in cui la principale curiosità sarà scoprire se la squadra riuscirà immediatamente e tornare bella da vedere, prolifica e soprattutto dominante.
Lo faremo per la prima volta da capolista solitaria in classifica, forse poca cosa in termini pratici essendo trascorse appena due giornate ma assai significativa e soddisfacente soprattutto per i tifosi, con l’auspicio che la stessa diventi una condizione rafforzata e duratura.
