Nissa-Reggina è Giovannone contro Lotito: quel patto del 2005 per prendere il nuovo Torino
Luca Giovannone e Claudio Lotito incroceranno nuovamente la propria strada calcistica, seppur idealmente, in occasione della gara di domenica tra la Nissa e la Reggina. Se l'imprenditore che gestisce da qualche anno il club biancoscudato sarà presente al Tomaselli, il patron amaranto, nonché della Lazio e senatore di Forza Italia, non sarà fisicamente a Caltanissetta.
Nel 2005 potevano diventare soci del nuovo Torino, una vicenda poi sfociata nell'avvento in granata di Urbano Cairo.
Sotto la guida di Renato Zaccarelli il Torino ottenne la promozione dalla B nel 2004-2005. A causa però di problemi finanziari, il Torino non fu ammesso alla nuova stagione sportiva con il conseguente fallimento societario. Il 16 agosto 2005 la FIGC accettò l'allora Lodo Petrucci e affidò il titolo sportivo a una cordata d'imprenditori facenti capo all'avv. Pierluigi Marengo, permettendole inoltre l'iscrizione al campionato di Serie B. Le cronache dell'epoca raccontano che Luca Giovannone versò i primi 110 mila euro necessari per chiedere alla Federcalcio di accedere al Lodo e a dare altri 70 mila euro per pagare i procuratori tramite cui sono stati ingaggiati i primi giocatori. Prima di staccare gli assegni il 14 agosto ha chiesto che a Marengo la firma della scrittura privata con cui riservava per sé il 51% della srl proprietaria del titolo sportivo del club granata.
Successivamente, tramite le pressioni della piazza e delle istituzioni, Giovannone rinunciò a rilevare il 51% del neonato sodalizio.
Giovannone, come spiegò egli stesso negli anni sccessivi, dovev portare in dote una partership con Claudio Lotito, all'epoca già entrato nel calcio con la Lazio. "Sarebbe dovuto entrare come mio socio Claudio Lotito", le parole di Giovannone in un'intervista del 2020 a Toronews.
"Potrebbe esserci anche Claudio Lotito tra i soci del nuovo Torino. Luca Giovannone, l'imprenditore ciociaro intenzionato a fare valere l'opzione per avere il 51% del nuovo club granata, è infatti legato da stretta amicizia al patron della Lazio, che potrebbe dirottare a Torino alcuni giocatori come Simone Inzaghi, Muzzi e Manfredini. Nella società potrebbe entrare anche Roberto Mezzaroma, già socio della Lazio", sottolineava un articolo di Tgcom24 dell'epoca.
"Un Toro a dir poco venato di biancoceleste dunque. Una situazione che pare piace molto poco ai tifosi torinisti, già pronti ad acclamare come loro nuovo punto di riferimento Urbano Cairo e trovatisi invece di fronte alla sorpresa di questo imprenditore che ha tirato fuori la scrittura privata che di fatto gli assegnava il 51% del club, una quota di maggioranza che non ha alcuna intenzione di cedere", si leggeva ancora.
Sotto la spinta popolare, Marengo e i garanti del progetto, decisero di cedere il nuovo Torino ad Urbano Cairo. Il resto è storia, con il patron granata oggi contestato alla pari di Lotito, ma con il quale i rapporti non sono mai stati troppo idilliaci.
