REGGINA-BARI, Gaz.Sport: "Una sfida per andare in B con un passato da Mondiali"

25.01.2020 12:00 di Redazione Tuttoreggina Twitter:    Vedi letture
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REGGINA-BARI, Gaz.Sport: "Una sfida per andare in B con un passato da Mondiali"

"Una sfida per andare in B con un passato da Mondiali", scrive oggi Gazzetta dello Sport nelle pagine nazionali, dedicando ampio spazio al big match tra la Reggina e il Bari.

"Pirlo o Cassano? Platt o Nakamura? Cozza o Zambrotta? Perrotta 1 o Perrotta 2, visto che ha giocato con tutte e due le maglie? Reggina-Bari di domani viene da un grande passato. Prima di Simone Corazza e Mirco Antenucci, i capocannonieri appaiati in vetta, dell’eterno tanque, German Denis, e del lanciatissimo Simone Simeri, le due maglie sono state indossate da futuri campioni del mondo. È così fa un certo effetto oggi vedere Reggina e Bari, sì al vertice, ma della serie C. Eppure le due squadre, soprattutto le due società, sono risalite velocemente da capitomboli societari che sembrano appena di ieri. Stavolta, invece, c’è in palio la serie B, ma soprattutto le due gestioni targate Gallo e De Laurentiis danno l’idea che finalmente le cose si siano un po’ assestate dopo tanto tribolare.

Lo dice anche il pubblico. Qui si sovverte la classifica: se la Reggina ha sei punti in più del Bari, il Bari (a proposito, da lunedì via ai lavori da 700mila euro per i lavori di restyling dei seggiolini del San Nicola) ha una media partita di 12.863 spettatori rispetto ai 10.072 dei calabresi. Numeri che fanno sognare altri palcoscenici. Reggina e Bari hanno un pezzo di destino comune, diverse scivolate nel burrone ma anche imprese d’autore da raccontare ai nipotini.

Prendete il 18 dicembre 1999. Reggio Calabria non ha un solo pallone con cui divertirsi. Lontano dalla stadio, impazza nella Viola un certo Manu Ginobili, che farà collezione di titoli (4!) Nba. A Bari, invece, un tacco da urlo fa volare un ragazzino chiamato Antonio Cassano verso il 2-1 all’Inter di Lippi. Veniva da Bari Vecchia, oggi uno dei simboli di una città rinata, polo della movida cittadina. Bari Vecchia che ora sfida per un giorno i bronzi di Riace. Da una parte San Nicola e la Lonely Planet, che ha inserito il capoluogo pugliese nella top ten delle attrazioni turistiche del 2019, dall’altra i giganti che con San Francesco ad Assisi e Piazza del Campo a Siena, generano il sentimento più «euforico» fra i visitatori secondo un’indagine del Dipartimento europeo della reputazione.

Reputazione che salì di parecchio a Reggio anche quel 7 novembre del 2004, quando Colucci e Zamboni neutralizzarono il gol di Ibra. Due a uno e palla al centro contro la Juve di Capello (la partita finì pure dentro Calciopoli per un incontro a distanza ravvicinata fra un imbufalito Moggi e l’arbitro Paparesta).

Però non c’è più Walter Mazzarri sulla panchina della Reggina. Ma un reggino doc, Domenico Toscano, che guarda tutti dalla vetta ma che ha cominciato male il 2020. Mentre dall’altra parte ecco Vincenzo Vivarini, 17 partite di fila senza perdere. Anche qui si potrebbe restare incollati al passato: il Bari ha avuto due futuri c.t. della Nazionale, Conte e Ventura, la Reggina un allenatore da scudetto come Tommaso Maestrelli. Ma basta amarcord. E poi a forza di voltarsi indietro ci si può anche dimenticare che c’è pure la Ternana, con gli stessi punti del Bari.

Via dunque alla sfida dei Lungomare. Per quello reggino intitolato a Italo Falcomatà (che era il papà dell’attuale primo cittadino, Giuseppe) tifava pure Gabriele D’Annunzio, che lo definì «il più bel chilometro d’Italia». La sfida è ai «lampioni di ghisa» di quello di Bari, celebrati da uno degli scrittori del momento, Gianrico Carofiglio. Ma Bari vince anche l’argento della classifica delle città più connesse, dove Reggio Calabria non se la cava male, al posto numero 28 (su 107). E connesse saranno le due tifoserie, unite da uno storico gemellaggio celebrato giù in rete. Una bella vigilia", si legge nella pagina dedicata a amaranto e biancorossi..