L'ONESTA' DI MAURIZI. UN PUNTO UTILE PER UNA REGGINA "WORK IN PROGRESS"

 di Giovanni Cimino Twitter:   articolo letto 1289 volte
L'ONESTA' DI MAURIZI. UN PUNTO UTILE PER UNA REGGINA "WORK IN PROGRESS"

"Non è stata la Reggina che voglio io". Onesto e schietto Agenore Maurizi in sala stampa dopo il pareggio di Pagani.

Con il campionato ancora alle primissime battute, è normale che nella squadra vi sia più di qualcosa da sistemare e registrare, di certo la gara di ieri lascia il retrogusto dolce di un punticino ben accetto, ma non confortati dalla prova di una squadra che ha mostrato dei limiti strutturali abbastanza importanti.

Un avvio interessante, poi dimenticato dalla verve di una Paganese appena volenterosa. Troppo brutta la Reggina, lunga tra i reparti, distratta dietro e praticamente "spuntata" con Sparacello ancora avulso dalla manovra e quasi mai assistito dai compagni. La rete di Cesaretti, oltre a mostrare il peggio dei singoli in difesa, ha nuovamente palesato quel deficit di autostima che subentra alla prima avversità: un "difetto di fabbrica" che non va sottovalutato. Inoltre, la squadra che assimilato sin troppo il concetto di "calcio votato all'offesa", visto che tra colpetti, tacchetti e troppi fronzoli, spesso e volentieri si perde di vista lo scopo principale delle partite, che è quello di segnare.

Brutta nel primo tempo, rinvigorita dalla strigliata del tecnico nella ripresa. Dopo il pari, la squadra non ha avuto la forza e il guizzo per provare a vincerla, anche quando a venti dalla fine ha avuto la superiorità numerica. Il rigore a favore della Paganese poi, nasce da una rivedibile fase difensiva, seppur malcelata dall'imprevedibile episodio del tocco di mano in area. Cucchietti ha salvato i suoi, ma servirà riflettere su certe infilate prese dagli avversari, già ammirate contro il Catanzaro in Coppa e anche a Rende. 

Quella di Pagani, per concludere, è la classica gara che potevi provare a vincere, ma che potevi perdere e che alla fine è un bene non aver perso, sopartutto per famosa quanto auspicabile autostima.

Al netto di un rigore sacrosanto negato agli amaranto, con tutti i problemi annessi e connessi all'assenza di Bianchimano, che ad oggi è l'unico attaccante in rosa a dare un volto preciso alla prima linea (ma se Scimanna fa un gol a partita risolve tanti problemi...), Maurizi può continuare a lavorare e sicuramente, almeno sino ad oggi è stato così, l'onestà intellettuale di modificare qualche concetto o qualche scelta, non gli manca e neanche quella di capire che bisogna iniziare a fare un salto di qualità importante e magari dare a questa Reggina un volto più pratico e meno conciliante con qualsiasi (spesso vacua) forma di calcio-spettacolo. Sopratutto sui campi spellacchiati e quasi polverosi della serie C.