REGGINA: LA VERA SVOLTA, IN ATTESA DI UN MESE DA VIVERE INTENSAMENTE
Osservando i movimenti dell’arbitro durante la verifica del terreno, con particolare attenzione alla scelta delle zone in cui fare rimbalzare il pallone, si aveva quasi la sensazione che il direttore di gara condividesse la volontà, altrettanto evidente, dei padroni di casa di disputare comunque il match: ignorando le ragioni della terna, magari legate a motivi pratici (per le nuove regole, la partita si sarebbe recuperata il giorno successivo), intuibili invece le motivazioni dei biancoverdi, convinti di avere un’occasione imperdibile per livellare il gap tecnico con gli amaranto.
Chiaramente si tratta di congetture senza alcun riscontro, così come la realtà ci ha raccontato come, pantano o non pantano, la gara di fatto non ha mai avuto storia, con buona pace di tutti: aggiungiamo, al riguardo, che la quarta vittoria consecutiva in campionato (quinta con la coppa) assume un significato che va oltre i tre punti ed il primato consolidato.
Non vanno infatti sottovalutate le condizioni, assolutamente proibitive dal punto di vista ambientale, legate non solo al terreno di gioco ma anche la tradizione associata agli avversari, mai da sottovalutare nel calcio, con particolare riferimento a quanto accadde lo scorso anno ed alle conseguenze, nonché il ricordo delle difficoltà, nonostante la vittoria, riscontrate nella prima trasferta a Modica, legate sia all’approccio che alle sofferenze finali.
Proprio relativamente a questo ultimo aspetto, la risposta della squadra è stata netta e significativa, segnando quella che può apparire una vera e propria svolta ad un campionato già di per sé entusiasmante nelle sue prime fasi, ma che, oltre ovviamente a confermare quanto di buono già mostrato, riserva progressi continui ed evidenti, con i reggini che hanno aggredito la partita sin dai primi minuti, dominandola oltre ogni avversità meteorologica e chiudendo la pratica ben prima dell’intervallo.
La differenza più significativa, relativamente alle passate stagioni, risiede soprattutto nella capacità di presentarsi ed agire non solo come una buona compagine da vertice, ma da vera e propria grande squadra soprattutto agli occhi dei contendenti, cosa che spesso non si è verificata negli anni precedenti, paradossalmente proprio al cospetto di club oggettivamente più deboli.
Cinque cambi mercoledì, cinque cambi ieri, cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non muta, anzi migliora grazie alla possibilità di alternare (e dunque risparmiare) i protagonisti in campo senza contraccolpi, riuscendo persino a limare le piccole imperfezioni, naturalmente del tutto comprensibili come ogni fase di rodaggio, notate nei turni passati, ottima notizia in vista di ciò che ci aspetterà nelle prossime settimane.
Come abbiamo infatti già analizzato in sede di compilazione dei calendari, sfruttare un inizio di torneo sulla carta ampiamente abbordabile (e sul campo vissuto oltre ogni rosea aspettativa) sarebbe stato indispensabile per presentarsi a quelli che dovrebbero rappresentare incontri più rappresentativi ed indicativi, a livello di capacità tecniche ed ambizioni di classifica, nelle migliori condizioni psicofisiche possibili, con l’aggiunta di una prima posizione in solitudine che dal punto di vista mentale offre un ulteriore incentivo.
Pur non volendo correre assolutamente il rischio di incorrere in esaltazioni troppo precoci con davanti, in pratica, ancora un’intera stagione da disputare, in caso la squadra riuscisse ad ottenere il massimo (o quasi) possibile dalle prossime quattro partite, da vivere intensamente anche dal punto di vista dei tifosi, potremmo trarre un messaggio chiaro ed inequivocabile sulle possibilità che gli amaranto possano portare in porto la stagione, nonché assestare un colpo micidiale a chi aspira al primato.
