REGGINA: COSA CI DICE DAVVERO LA SFIDA CON L’IGEA VIRTUS

28.09.2026 13:00 di  Valerio Romito   vedi letture
REGGINA: COSA CI DICE DAVVERO LA SFIDA CON L’IGEA VIRTUS
© foto di Valentina Giannettoni

Il popolo amaranto, innegabilmente e comprensibilmente, si gode il primato solitario, seppur ancora non sufficientemente indicativo dopo sole cinque giornate, ma estremamente significativo per chi in questi anni lo ha spesso sfiorato ma mai raggiunto, nonché ovviamente indizio credibile delle potenzialità della squadra.

Vanno infatti considerate altre variabili oltre il mero punteggio in classifica, dalle modalità attraverso cui sono arrivati i risultati sino alla qualità degli avversari sin qui affrontati che, come detto, seppur costituenti un campione non ancora attendibile, ci possono fornire insegnamenti preziosi sia sull’attuale status della squadra che su ciò che troveremo sul nostro cammino.

Tenuta atletica: una caratteristica che è venuta prepotentemente fuori da questo primo mese riguarda una condizione fisica oggettivamente già al top, non sappiamo se figlia di una strategia precisa volta a favorire una partenza lanciata o semplicemente di una buona preparazione svolta senza intoppi, risultata particolarmente decisiva ieri pomeriggio quando, dopo una pressione costante a tutto campo orchestrata dai siciliani, ha amplificato le conseguenze del loro calo fisiologico. Con la speranza, ovviamente, che si tratti di una condizione che verrà mantenuta nei mesi a seguire, o comunque per il tempo sufficiente per, magari, cerare un divario tale da ammortizzare eventuali cali fisici.

Rosa lunga e completa: non è un mistero che ieri una svolta decisiva alla contesa sia derivata dai cambi effettuati nella ripresa, grazie alla presenza di elementi che devono essere considerati quali titolari a tutti gli effetti, e soprattutto in possesso di caratteristiche in grado di modificare gi assetti in campo: avere dunque, a titolo di mero esempio, la possibilità di inserire Rossetti in luogo di Abonckelet, sin qui decisivo ma ieri in difficoltà, dando una svolta evidente in tema di manovra e geometrie, o lo stesso Alma capace di scardinare la difesa con il suo estro e la sua velocità al posto della fisicità di Jallow limitata dalla tattica difensiva estremamente azzardata adottata dagli igeani; senza dimenticare che di fatto non abbiamo ancora visto elementi come Guida e Franchini, entrambi sulla carta capaci di essere altrettanto incisivi sia da titolari che da subentrati; chiaramente poi, in questo momento una striscia di vittorie è l'ideale per aiutare la gestione di un gruppo così numeroso e talentuoso e sopprimere eventuali mal di pancia, sperando che continui ad essere così.

Difesa blindata: la caratteristica che, a nostro parere ma anche guardando le statistiche dei tornei passati, potrà risultare decisiva nel lungo periodo riguarda soprattutto la tenuta difensiva sin qui pressoché perfetta ed in costante miglioramento, passando da sporadici pericoli corsi nelle primissime gare alla totale assenza di conclusioni verso la rete subite negli ultimi 180 minuti, oltretutto al cospetto di quella che sino a prima della partita era il miglior attacco del girone in compartecipazione proprio con gli amaranto. Evidente poi anche la componente pratica: se non si subiscono gol, quantomeno non si perde.

Capacità di adattamento: ieri per la prima volta il risultato di parità si è protratto ben oltre l’ora di gioco, a differenza delle precedenti occasioni in cui si è riusciti sempre ad andare all’intervallo in vantaggio, spesso anche di molte reti, e tuttavia la squadra, seppur soltanto nella ripresa, si è dimostrata capace di adattare tatticamente il proprio gioco alle caratteristiche di un avversario sin lì capace di creare reali difficoltà per la fase propositiva grazie ad un atteggiamento per noi inedito e certamente fastidioso.

Le incertezze di un campionato dilettantistico: nonostante le evidenti qualità degli amaranto ed una fiducia sull’esito finale oggettivamente giustificata, pensare che il campionato possa ridursi ad una passerella trionfale potrebbe rappresentare un’idea pericolosa a causa delle tantissime variabili che ancora troveremo su un percorso ancora lungo ed imprevedibile, fatto di terreni impossibili, ambienti ostili, arbitraggi poco lineari (basti pensare, solo riguardo alla gara di ieri, alla performance del guardalinee di destra, disastrosa per entrambe le squadre), nonché possibili cali di forma o semplicemente giornate storte di cui qualsiasi squadra, in ogni categoria, può facilmente incorrere.

Aggiungiamo che dominare, come si spera, un campionato non significa vincere tutte le partite con larghi punteggi e senza subire reti, sarebbe una auspicio impossibile e fuorviante: il Trapani di quattro campionati fa, chiaro e recente esempio di squadra schiacciasassi, vincitrice del girone con 95 punti, zero sconfitte, miglior attacco e miglior difesa, oltre ad aver pareggiato in quattro occasioni, delle trenta vittorie conseguite otto sono arrivate di misura e di queste, spesso, segnando nei minuti finali.

Tutte queste considerazioni, naturalmente, non intendono né esaltare esageratamente l’attuale condizione degli amaranto, né tantomeno tarpare le ali ad un entusiasmo che va sì alimentato e coccolato ma ricondotto nei giusti binari, per la consapevolezza che la strada è certamente quella giusta ma che nulla ancora si è fatto, in attesa dei prossimi scontri che, come già evidenziato nelle scorse settimane, potranno essere estremamente ed ulteriormente indicativi per capire meglio chi siamo.