La storia del Sassuolo: fra provincia e Mapei

06.01.2011 11:56 di Redazione Tuttoreggina  articolo letto 3034 volte
La storia del Sassuolo: fra provincia e Mapei

La storia dell'U.S. Sassuolo è la tipica vicenda di una modesta squadra di provincia, barcamenatesi tra passione e la tipica aria salutare della periferia pallonara italiana, nelle serie minori, anni di lotta nei campi terrosi, nei bassifondi delle classifiche, a vivere le sanguigne rivalità tra paesini limitrofi. Anche il Sassuolo non sfugge a ciò e la squadra neroverde è solo recentemente segnata dagli sfarzi della serie B. Dietro al Sassuolo oggi c'è il colosso Mapei, che ha a più riprese gestito le sorti del sodalizio emiliano. Un gigante, impegnatosi moltissimo nel mondo del ciclismo, che è ritornata ad appoggiare, pesantemente, le sorti finanziare del club neroverde. Tutti i trionfi del Sassuolo sono targati Mapei, tutte le date più memorabili che hanno scandito la storia del club, sono da ascriversi principalmente, alla società di adesivi per l'edilizia di Squinzi.

Gli anni che vanno dalla fondazione del club, datata 1922, fino ai primi anni '70, sono tutti costellati da una certa stailizzazione del calcio nella cittadina emiliana. La squadra cambia spesso denominazione, persino colore di maglia, partendo dal giallorosso, composizione cromatica dello stemma della città, fino all'attuale nero-verde, assunto nella stagione 1970-1971, dall'allora F.C. Sassuolo. Dopo aver cambiato, in pochi anni, varia denominazioni, tra cui F.C. Sassuolo Sportiva e Sassolese, e dopo aver proceduto ad una fusione con l'altra squadra della città, il San Giorgio Sassuolo, conosciuta meglio come Giofil, dalla stagione 1974/75 la squadra assume la sua attuale uniforme di gara nero-verde. Dopo anni di saliscendi tra serie D e Interregionale, con le stagioni tra le altre del tecnico Pascutti, ex attaccante del Bologna e della nazionale azzurra, dello spostamento della squadra a Fiorano, nel 1983/84, la svolta dell'intera storia: l'entrata di Squinzi nel capitale sociale. I frutti si vedono subito, visto che la formazione neroverde, allenata da Aurelio Dotti, vince il girone D della serie D e viene promossa in serie C2. . Il primo anno tra i professionisti è esaltante per i neroverdi, che arrivano al sesto posto, sospinti dal bomber Maini, autore di 11 reti. Il Sassuolo resta in C2 fino alla stagione 1989-90, dopo una serie di salvezza, una retrocessione nel 1986/87, tramutata poi nel ripescaggio, e un ottimo quinto posto nella stagione 1987/88: è quello il risultato più alto raggiunto dai sassolesi nella loro storia. Almeno fino al duemila.

Il ritorno fra i dilettanti, segna l'allontanamento di Squinzi dall'U.S. Sassuolo. Il patron della Mapei, dedica i suoi sforzi al mondo del ciclismo e la squadra emiliana deve destreggiarsi fra sofferenze e lotte sui campi della D.Nella stagione 1996-97, Squinzi torna ad interessarsi e ad investire nel Sassuolo e i risultati si vedono subito. Dopo una salvezza risicata, il Sassuolo lotta per la promozione in C2 contro il Trento, perde lo spareggio promozione, ma viene ripescato in quarta serie. Dopo una serie di salvezze e una retrocessione in D nel 2002/2003, tramutata ancora una volta in ripescaggio, visto le difficoltà finanziarie di molti club, il Sassuolo è sempre più in mano alla Mapei, e si inizia da qui a costruire il gruppo che scalerà le vette più impensate e che costituirà l'ossatura del Sassuolo dei miracoli. Arrivano Pensalfini, un giovane Sforzini, in panchina Bergodi, direttore sportivo Nereo Bonato. Nella stagione 2004/2005, la squadra raggiunge i play-off promozione, ma viene estromessa in semifinale dal Pizzighettone, che poi andrà a conquistare la promozione. Nel 2005/2006, arriva in panchina Gianmarco Remondina, ex mediano di quantità della Carrarese e del Brescello, che riesce nell'impresa di conquistare la promozione, molto sofferta, ai ply-off. La squadra neroverde lotta fino all'ultimo contro la Cavese, che ottiene la promozione diretta, non senza qualche strascico polemico, dopo il big match giocato a Cava dei Tirreni. Ma il Sassuolo sbaraglia la concorrenza dell'Ancona prima e del Sansovino poi, accedendo per la prima volta nella sua storia in serie C1. La prima stagione in terza serie, vede l'arrivo di alcuni acquisti mirati come il giovane portiere Agazzi, il difensore Tarozzi, ex Bologna e Fiorentina, la punta Selva, il trequartista Erpen, e il Sassuolo si dimostra la squadra dei miracoli, sfiorando il clamoroso accesso in cadetteria. La squadra di remondina lotta a lungo per la vetta e termina la regular season con un solo punto in meno del Grosseto, che sale direttamente in B. Il Sassuolo deve affrontare ancora una volta le forche caudine dei play-off, che puntualmente la vedono soccombere in semifinale, contro il Monza, poi sconfitto dal Pisa nella finale. Ma il sogno B è solo rinviato di un anno, visto che con Massimiliano Allegri in panchina, il Sassuolo compie una cavalcata stupenda che la proiettano in serie B, ottenuta ad una giornata dal termine grazie alla vittoria sul Manfredonia con la rete di capitan Piccioni. L'impresa consacra il tecnico Allegri, che troverà casa e gloria a Cagliari, in serie A, mentre proietta la squadra emiliana in seconda serie e Squinzi pensa subito in grande. Per le gare tra i cadetti, non si gioca più al piccolissimo stadio "Ricci", ma direttamente sul campo dei cugini del modena, ora avversari per un primo storico derby. La società pensa in grande e dal mercato arrivano Zampagna, il portiere Bressan, Noselli dal Mantova, i giovani Poli e Andreolli, oltre al difensore Bastrini dalla Sampdoria, tecnico è Andrea Mandorlini. L'esordio vede la sconfitta a Salerno per 1-0, ma il proseguio è da sogno. Una cavalcata costellata anche di vette solitarie in testa alla serie B e il sogno serie A accorezzato e cullato per lungo tempo. Dopo una lunghissima serie di otto partite senza vittorie, il Sassuolo conclude il campionato al settimo posto, mancando l'accesso ai play-off promozione.

Il resto è storia recente, con una squadra che vive i suoi anni migliori e che sicuramente non vorrà far sconti alla Reggina, che a questo punto potrebbe essere il trampolino di lancio in vista di un possibile inserimento nelle zone alte della classifica. La squadra vuole regalare a patron Squinzi, il sogno non troppo lontano dell'accesso tra le migliori 20 squadre d'Italia, la massima serie, un traguardo onirico solo quanlche anno fa.