REGGINA - La scheda di Ador Gjuci

07.10.2014 20:12 di Antonio Paviglianiti Twitter:   articolo letto 4100 volte
© foto di Federico De Luca
REGGINA - La scheda di Ador Gjuci

NOME: Ador
COGNOME: Gjuci
NATO A: Aversa, Caserta (Campania)
IL: 29/01/1998
NAZIONALITA': Albanese
PESO: 76 kg
ALTEZZA: 182 cm
RUOLO: Attaccante
PIEDE: Dx

Una nuova stellina di casa Sant'Agata. Attenzione, senza voli pindarici ma con i piedi ben saldi per terra. Ador Gjuci ha assaporato il calcio professionistico, l'entusiasmo di uno stadio festante (ma spoglio, ndr.), la vittoria in un derby sentito come quello contro il Cosenza, a 16 anni e 8 mesi. Non è roba di tutti i giorni per un calciatore così giovane esordire nel calcio dei grandi, ma il talentuoso tornante offensivo questa chance se l'è meritata per quanto fatto vedere con le giovanili amaranto. Nato da genitori albanesi ma cresciuto ad Aversa, provincia di Caserta, il giovanissimo Gjuci muove i primi passi calcistici nel Sassoferrato, realtà locale del luogo natìo.

Arrivato a Reggio Calabria si rivela autentico trascinatore nella selezione Giovanissimi Nazionali dei '98 due stagioni fa quando, insieme a Lorefice, Di Napoli e Lucisano si segnala per distacco tra i migliori del gruppo allenato da Emilio Belmonte. Proprio con il tecnico impegnato con un progetto giovanile a Miami per conto della società Juventus, il giovane Gjuci instaura un ottimo rapporto e continua a impressionare anche nella selezione Allievi Nazionali.

Gol e assist, serpentine, tocco con il destro e con il sinistro. Il pubblico lo apprezza, anche quello avversario. Sì, perché Ador è un ragazzo semplice, a cui piace giocare al calcio, divertendosi e facendo divertire. Attualmente non è mai stato convocato nelle selezioni giovanili albanesi ma il ragazzo, ben presto, potrebbe diventare italiano essendo cresciuto fin da quando è in "fasce" nello Stivale italiano.

La data per questo passaggio dovrebbe essere, come da regolamento, successiva al diciottesimo anno di età. Intanto Ciccio Cozza se lo gode e "sottraendolo" con piacere al collega Giacomo Tedesco:  un primo tassello per una carriera tutta da vivere è stato messo, l'importante è non fermarsi proprio adesso perché non è stato fatto nulla.