La Reggina festeggia da sola: una settimana a porte chiuse
Pochi, a dire la verità, si aspettavano di trovare una transenna messa per impedire l'accesso al campo numero 1 del "Sant'Agata", quest'anno come non mai sede invalicabile in cui la squadra amaranto si nasconde.
Incredibile, ma vero. I risultati non arrivano e la Reggina, invece di riconquistare un "Granillo" e un tifo generale che ultimamente sembra seguire stizzito le partite, decide di allenarsi per tutta la settimana, che precede il derby calabrese di lunedì sera con il Crotone, a porte chiuse.
Comunicazione peraltro apparsa con colpevole ritardo sul sito amaranto, che non ne ha dato grande risalto. Dopo aver comunicato il programma con gli allenamenti settimanali, infatti, lo stesso programma è stato aggiornato con l'informazione delle porte chiuse, scavalcato intanto da altre notizie.
La cosa che stranisce un po' è che la settimana nel bunker, questo Grande Fratello (con tanto di telecamere, perché da qualche tempo Atzori chiede ai suoi dirigenti di registrare le sedute per poterle poi rivisionare), si terrà proprio nella settimana che vede la Reggina compiere i suoi 97 anni.
Circa una decina di tifosi presenti al "Sant'Agata" non hanno mandato giù la decisione di Atzori, che quest'anno ha impedito l'accesso agli allenamenti già parecchie volte. Lo stesso drappello ha poi parlato con il vicepresidente Remo, giunto in macchina al centro sportivo. Discussione assolutamente pacata e rispettosa, che ha sottolineato il dispiacere di chi segue la Reggina da anni. E, in fondo, di chi la fa vivere.
Stando alla mera cronaca, sul campo "2" intorno alle 16 si sono presentati Kovacsik, al lavoro con il preparatore Sardini, più Costa e Montiel, che hanno compiuto diversi giri di campo.
