IL PAGELLONE DI FINE ANNO - Gli attaccanti: l'anno di Comi, Di Michele fa la differenza, il reietto Sarno

21.05.2013 15:00 di Giovanni Cimino  articolo letto 2405 volte
© foto di Federico Gaetano
IL PAGELLONE DI FINE ANNO - Gli attaccanti: l'anno di Comi, Di Michele fa la differenza, il reietto Sarno

Quarta puntata con "Il pagellone di fine anno", stavolta è il turno degli attaccanti:

CAMPAGNACCI 6,5

Se per Baiocco pesa tantissimo la parata a Vicenza, per Campagnacci è un macigno il gol di Cittadella. Una stagione stentata, con il ricordo del grave infortunio del finale della scorsa annata e il lentissimo recupero della piena forma fisica, oggettivamente mai arrivato. Quindici le sue presenze in stagione, tanti spezzoni, solo cinque volte titolare e uno sviluppo tecnico che si è arrestato, comprensibilmente. A Cittadella ha messo in mostra, con quel gol determinante per le sorti della Reggina, il movimento d'esecuzione giusto per un attaccante: ed è arrivato il gol. In altre circostanze, ha peccato di "dribblomania" o di mancanza di concretezza. Ci si può lavorare tanto.

 

CERAVOLO 6

Mezza stagione in quella Reggio che lo ha allevato e gli ha permesso di volare in palcoscenici importanti del calcio italiano, ma che le stava terribilmente stretta. Ognuno fa le scelte di vita che meglio gli aggradono. Intanto, nei sei mesi, gli ultimi in maglia Reggina, gioca 21 volte, segnando 5 reti, che consentono agli amaranto di portare a casa 4 punti. Molto importante la rete nella gara d'andata contro il Vicenza. Al di là di polemiche e volontà di lasciare l'amaranto, ha fatto oggettivamente il suo, pur non "svoltando" nello sviluppo della sua carriera.

 

COMI   7

Una delle note liete della Reggina 2012-2013. Vuoi per la sua età, vuoi per altre motivazioni, non è subito il titolare al centro della prima linea amaranto. Ma lui non si scompone più di tanto e mette a segno ben 11 marcature, che lo incoronano capocannoniere della squadra, ma sopratutto grazie alle sue segnature, la Reggina porta a casa punti fondamentali. E sono tutti gol da bomber quasi navigato dell'area di rigore, spesso senza assistenza alcuna da parte dei compagni. Una bella rivelazione. Nel finale, sopratutto con l'avvento di Pillon, gioca leggermente meno e quando lo fa, o si fa beccare da qualche momento di nervosismo o si fa male. Ma il suo battesimo con il Professionismo, è di quelli da ricordare. 

 

DI MICHELE  8

Nel bene e nel male, decisivo. I suoi sette gol, portano 12 punti, la sua espulsione ingenua di Terni, poteva costare carissima. Ma ha fatto la differenza, dall'alto dei suoi 37 anni. Inizia benissimo, con una prestazione monstre contro il Verona, poi sino all'addio di Dionigi, è nettamente in calo. Si risveglia nel momento decisivo, con la tripletta di Ascoli, con i gol a Bari e Grosseto, ma anche con la "manina" di Cittadella. Non è esagerato definirlo Re David. Mengoni cantava "L'essenziale", nella Reggina è Di Michele l'essenziale...

 

FISCHNALLER  6

Arriva a Reggio con le stigmmate del predestinato. "Era alla Juve, era nell'Under 20, era il miglior attaccante della Lega Pro", peraltro con un discreto esborso da parte della Reggina. E l'avvio sembrava promettente, con quel gol decisivo alla Pro Vercelli. Poi va subito in sofferenza, sopratutto quando la squadra cambia modulo e modo di giocare e quando deve fare la seconda punta, lui che è un attaccante si, ma esterno. Appena 26 presenze, al netto di un infortunio tra febbraio e aprile, ma non ha impressionato particolarmente. Ma qualcosa di buono, ci crediamo, ci deve pur essere..

 

GERARDI  6,5

Alzi la mano chi credeva di trovare una valida alternativa a Comi. Zitto zitto, il buon Gerardi ha risposto presente, dopo stagioni non certo da fromboliere dell'area di rigore. Si conferma più attaccante di movimento che puntero da doppia cifra, ma comunque molto importante nell'economia del gioco, sopratutto nell'impatto iniziale con la piazza. Resta negli occhi, la rete in volata a Modena, ma anche quella dell'1-1 contro il Padova. La più importante delle cinque segnature (a proposito, ha solo sfiorato la miglior performance realizzativa in carriera, attestata a quota 6) è quella di Cittadella. Da quant'è che la Reggina non aveva un'alternativa alla prima punta titolare? Con Gerardi, problema risolto.

 

SARNO  7 

Il paradosso di tutta una stagione, vissuta spesso sulle polemiche che riguardavano il trequartista campano. Trova attorno a se, un'ostilità latente ma evidente, nonostante fosse l'unico calciatore in possesso di certe caratteristiche tecniche, uno dei pochissimi capace di dettare l'unico passaggio per le punte. Dionigi lo "incorona" in avvio di stagione, utile a volte come terzo attaccante a volte come trequartista, per poi abbandonarlo sul più bello, in nome non si sa di quale criterio tecnico, visto che i risultati parevano incoraggianti. C'era lui quando la Reggina ha ben giocato contro Sassuolo e Ascoli, ma anche in altre circostanze. Fatto fuori in concomitanza del mercato di gennaio, offerto a questa o quella squadra, è stato reintegrato ancora una volta incoerentemente nel mese di marzo, per poi sparire ancora dopo il ko casalingo contro il Brescia, dopo aver giocato anche come esterno alto a destra nel 4-4-2 con Pillon. Neanche i peggiori reietti calcistici, avrebbero subito un trattamento così. Sarno non è Maradona, ma nemmeno un brocco. Dopo la Reggina, solidarietà a vita.

 

LOUZADA  SV

E' l'ora di crescere anche per lui. Non può essere un'eterna promessa o l'eterno aggregato alla Prima Squadra. O la va o la spacca. La scelta è nelle sue mani.