L'ANGOLO DEI TIFOSI - Una mail che fa riflettere: ecco la nostra risposta
Ci è pervenuta alla casella mail tuttoreggina@libero.it, una missiva molto interessante che offre tanti spunti d'interesse e alla quale vogliamo volentieri rispondere
Potete continuare ad inviare le vostre considerazioni al suddetto indirizzo di posta elettronica
Premesso che i meriti del Presidente sono tanti e ormai scolpiti nella storia dello sport reggino, occorre purtroppo constatare che siamo a fine corsa. Ci sarà tempo e luogo per analizzare i motivi della fine di un ciclo importante e glorioso per i nostri colori ma, comunque vada a finire questo campionato, a giugno il ciclo Foti-Reggina sarà da considerarsi definitivamente chiuso.
Manca ormai da anni non solo una programmazione relativa agli obiettivi sportivi, ma anche una esatta dimensione della reale situazione economica della Società. Il silenzio e l'alterigia del Presidente, sempre pronto agli "appelli" ma mai disponibile ai "chiarimenti" (e mi risparmio di elencare fatti e circostanze, poiché noti a tutti), ha suggellato una crisi che ormai ha un solo sbocco possibile, ossia un disimpegno del Sig. Foti. Che vi sia un passaggio di proprietà o che ci si limiti ad un ricambio dirigenziale completo (un nuovo Presidente, un nuovo Direttore Sportivo, un addetto stampa) con il Sig. Foti mero azionista di maggioranza, poco importa. Importa però ridare nuovo slancio al "progetto Reggina", a prescindere che si inizi a settembre ancora, speriamo, dalla Serie B o, speriamo di no, dalla Legapro. Altrimenti l'ipotesi più probabile è il fallimento e la scomparsa del calcio "importante" a Reggio.
Ma il "fattore Foti" non è il solo.
Altro elemento di riflessione di questo fine corsa è il pubblico. Al netto delle scarse motivazioni "mi si vai o campu" (frutto di assenza progettuale, organici modesti, mercati fallimentari, prestiti e scommesse puntualmente fallite dalle Serie inferiori, rete di osservatori assente o inefficiente, etc...), niente e nessuno giustifica un così macroscopico abbandono (mi verrebbe da dire "tradimento"...) del Granillo da parte di uno dei pubblici più caldi d'Italia. E niente alibi, per favore: né la norma nazionale sulla tessera del tifoso, che avrebbe desertificato le curve (in tutta Italia ed in tutte le serie si vedono curve appassionate ed entusiaste...), né la polemica nei confronti del Presidente (sarebbe grave, oltreché masochistico, che per questa guerra la Reggina cadesse vittima di "fuoco amico"...), né i prezzi (a Reggio fra i più bassi d'Italia), né le televisioni o gli orari delle gare (certamente influenzano notevolmente le presenze allo stadio, ma non lo desertificano...). "Ogni maledetta domenica" vediamo quanto il fattore ambientale influenzi il corso delle gare (altro dirvi non vò...)...
Ed infine, ma non ultima, la stampa locale. Mai conferenze stampa "agguerrite", in cui nei dovuti toni e modi si chieda conto al Presidente della gestione di una Società che, ricordiamocelo, non è solo ed esclusivamente una S.P.A,, ma anche un patrimonio di Reggio e dei suoi cittadini. Mai domande "antipatiche" o analisi serene (vale sia per la carta stampata che per le emittenti locali), approfondimenti o richiesta di spiegazioni. No, limitiamoci a critiche sommesse e non disturbiamo il manovratore. Anche se ultimamente ci ricorda un tale Schettino...
Attendo giugno per capire le posizioni di tutte le componenti sopra elencate. Io la mia scelta l'ho fatta 45 anni fa, quando mio padre mi portò per la prima volta al vecchio "Comunale", tenendomi per mano. E non immagino nemmeno una vita senza la mia REGGINA!
E VOI?
Antonio Anghelone da Parma
LA REDAZIONE RISPONDE: Gentile Antonio, si tratta certamente di una mail molto interessante, andiamo con ordine e rispondiamo a tutti i punti da lei toccati.
Questione-Foti: ci siamo ripromessi di parlarne solo a fine stagione. Non è un voler mettere "la testa sotto la sabbia", ma il momento sportivo, e non solo, lo suggerisce, anzi lo intima. Diciamo solo che la situazione è "cronica" già da qualche stagione e questa annata era quella del "dentro o fuori" per l'attuale proprietà..
Sul pubblico abbiamo sempre detto una cosa: i presidenti delle società calcistiche, hanno voluto un pubblico di utenti, di fruitori, non di tifosi o innamorati, perché allora la gente dovrebbe ancora essere innamorata del calcio? La Reggina la sia ama a prescindere, ma quella della mancanza di progettualità e risultati, è molto più che un alibi. Ad ogni modo, per chi tifa veramente per la Reggina e decide di non andare allo stadio, non sentiamo di addossargli una colpa specifica. E se la squadra va male, la colpa non è mica della gente!
Sull'ultimo punto, ne parleremo molto diffusamente a giugno. Si, perché la vita della stampa locale, almeno per quanto ci riguarda, è sin troppo difficile,immotivatamente difficile. Si ricorda quand'è stata l'ultima conferenza stampa di un membro della società? Mi può ricordare quando è stata l'ultima conferenza stampa di un giocatore, eccetto quelli che parlano nel post-gara? Mi ricorda quand'è stata l'ultima volta che la stampa, eccetto la conferenza della vigilia del tecnico, ha potuto avere accesso al Centro Sportivo? Se riuscirà a rispondere a queste domande, allora avrà ragione a parlare di stampa locale "morbida", altrimenti è sbagliato e fuori luogo dire che "la colpa è dei giornalisti che fanno domande morbide" (ovviamente quest'ultima risposta vale per il nostro operato, su quello dei colleghi non possiamo sindacare). E nonostante tutto, siamo ancora qui a parlare di Reggina, a seguirla e nel nostro piccolo a tenere vivo l'amore per questa squadra. Ma forse, per questo, non siamo bravi per qualcuno...
