CRONACA E COMMENTO/ Grosseto e Reggina non si fanno male
Sbadigli al “Carlo Zecchini” di Grosseto, proscenio di una gara avara di emozioni. Evidentemente di questi tempi l’ “atarassia” (leggasi scialbo 0-0) sarà stata considerata la medicina migliore da far assumere a una squadra, quella guidata da Gregucci, il cui morale non è certo alle stelle. Insomma, meglio un brodino caldo che digiunare ancora. Verità parziale e da analizzare, perché, se su un piatto della bilancia mettiamo la porta rimasta imbattuta, magra consolazione dopo l’indigestione di reti subite nelle ultime due gare, sull’altro piatto è presente il (non) gioco e la pochezza offensiva, che hanno condotto a rimandare ulteriormente la vittoria.
ESORDI E CAPOLINEA – La trasferta toscana non è comunque del tutto priva di elementi in grado di stuzzicare l’attenzione di tifosi e addetti ai lavori. Si registrano infatti due esordi: quello del portiere Zandrini, che prende il posto del contestato Marino (spedito a Barletta), e quello di Angella, che si va a posizionare sul centro-sinistra di una difesa a tre, completata da Freddi ed Emerson. Completano lo scacchiere amaranto Colombo al posto dello squalificato D’Alessandro sulla destra, e Rizzato a sinistra. Mediana con Nicolas Viola davanti alla difesa, e ai suoi lati Rizzo e il riesumato Barillà. Se c’è chi fa il suo esordio con la Reggina , c’è anche chi scende in campo con la consapevolezza di poter indossare la maglia amaranto forse per l’ultima volta. È il caso di capitan Bonazzoli, che fa coppia con Ceravolo in attacco. «Lo ha chiesto il Lecce, deve decidere», confermerà nel post gara il vicepresidente Gianni Remo.
COMPOSTI – Già dall’inizio la gara fa intravedere il suo andazzo. Le due squadre si affrontano con ritmi poco sostenuti e all’insegna del “volemose bene”. Sforzini prova due volte a guastare la festa, trovando la deviazione al volo su cross dalla destra, prima all’8’ e poi al 21’, con esito identico: palla fuori dallo specchio. È comunque una Reggina più compatta rispetto a quella “friabile” vista col Padova, anche se poco incisiva in avanti. Gli amaranto assumono un atteggiamento più intraprendente intorno alla mezz’ora, ma sono incapaci di sfruttare gli spazi che il Grosseto offre, per imprecisione e disorganizzazione. Al 42’, la squadra di Gregucci prova a rendersi pericolosa: Rizzo va al cross basso, Ceravolo controlla e serve a rimorchio Bonazzoli, che calcia alto.
SBADIGLI – Stesso leit motiv nella ripresa, che forse offre ancora meno sul piano dello spettacolo. Solo due sussulti, che rischiano di rompere gli equilibri. Protagonista del primo è Caridi che, al 62’, parte da sinistra, fa fuori Viola, converge al centro e prova la conclusione sul secondo palo: palla a lato di un soffio. La Reggina risponde al 78’ con Bonazzoli che, su traversone di Rizzato, tenta l’incornata in tuffo: Narciso, però, blinda la sua porta e devia in corner. Queste le uniche vere occasioni da gol. La Reggina racimola dunque il punto rischiando poco: pochi e non complicati gli interventi dell’esordiente Zandrini. Anche se, nel finale, gli amaranto concedono una punizione al Grosseto, che non la sfrutta al meglio con Ronaldo.
La distanza dal Varese, sesto, rimane di due lunghezze. Ma la Reggina si vede superata dal Brescia, corsaro ad Empoli. Un Brescia che dimostra come invertire la rotta sia possibile. A cominciare da martedì, quando, chiusi i battenti del mercato, gli amaranto affronteranno il Gubbio. E al Granillo, non basterà certo un brodino caldo.
